Petrolio in Val d'Agri e Valle del Sauro

VIS, le interviste in Val d’Agri di Maurizio Bolognetti

Sotto il cielo di Viggiano, piccolo centro in provincia di Potenza assurto a capitale europea dell’oro nero, la voglia di parlare degli “effetti collaterali” delle attività collegate alla ricerca, coltivazione e raffinazione idrocarburi è davvero poca.

I “non so” e i “no comment” si sprecano.

In tanti preferiscono non esprimersi sui risultati di uno studio di Valutazione di Impatto Sanitario(Vis) che ha confermato quanto già andava emergendo nel 1998: il cocktail di inquinanti immesso in atmosfera dal Centro Olio Val d’Agri, stabilimento dove la joint-venture Eni-Shell tratta il greggio estratto dai pozzi della concessione di coltivazione idrocarburi Val d’Agri, si traduce in malattie dell’apparato respiratorio e in una maggiore incidenza delle patologie tumorali rispetto al resto della regione.

Dalla Vis emerge che lo stato di salute nei comuni di Viggiano e Grumento Nova “nel periodo 2000-2014 è risultato peggiore di quello della regione Basilicata”.

Gli autori dell’indagine sottolineano che “la mortalità e la morbosità dei residenti mostrano alcune associazioni di rischio rispetto alla esposizione a Nox/No2 stimata sulla base di appropriato modello di diffusione delle emissioni del COVA(Centro Olio Val d’Agri)”.

Per i ricercatori del Cnr che hanno curato il progetto, “le cause di decesso e di ricovero che risultano significativamente associate” alla esposizione di inquinanti emessi dall’impianto di pre-raffinazione Eni riguardano “le malattie cardiovascolari e respiratorie”.

Tra Viggiano e Grumento Nova – si afferma nello studio – emergono “eccessi statisticamente significativi di mortalità e morbosità (ricoveri ospedalieri)”.

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