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Consegnati a Potenza i Co-Innovation Award di Basilicata Open LAB


Sono sei i progetti vincitori del programma per il sostegno all’innovazione e all’imprenditoria realizzato da Eni, con il supporto di Shell Italia E&P, attraverso Joule, la scuola di Eni per l’Impresa.

Potenza – Sono stati consegnati venerdì 28 giugno, a Potenza, i Co-Innovation Award di Basilicata Open LAB, il programma per il sostegno all’innovazione e all’imprenditoria della Regione Basilicata, realizzato da Eni, con il supporto di Shell Italia E&P, attraverso Joule, la scuola di Eni per l’Impresa e con i partner PoliHub e Consorzio ELIS.

I sei progetti vincitori, costituiti da una startup proveniente da tutta Italia e da un’azienda lucana, sono:

  • SABIA & C – RehouseIt
    Rehouseit e Sabia & C. sperimenteranno l’utilizzo di un materiale a basso impatto ambientale, che sostituisce quello attualmente in utilizzo per il riempimento e il ripristino dello scavo eseguito per la posa di condotte per la distribuzione del gas.
  • Bloom – SMUSH Materials
    La collaborazione tra SMUSH e Bloom mira a sviluppare un nuovo packaging per i prodotti dell’azienda a partire dai sottoprodotti della distillazione della lavanda che questa genera, dando la possibilità alla startup di testare una nuova applicazione industriale del micelio.
  • Ranch Vito – Green Greener
    La startup innovativa Green Greener e Ranch Vito condurranno una sperimentazione per valutare l’efficacia del biostimolante GG1 nel migliorare la resa delle colture coltivate in biologico anche in risposta alle sfide del cambiamento climatico. Questo studio si propone di fornire dati concreti sulla potenzialità delle strategie biotecnologiche avanzate nell’agricoltura sostenibile.
  • Ditta Individuale Michele Leone – SunCubes
    SunCubes e l’azienda agricola Michele Leone, sperimenteranno un sistema di ricarica wireless per droni tramite tecnologia laser. L’obiettivo è aumentare l’autonomia di questi dispositivi, consentendo un monitoraggio più puntuale e preciso delle colture.
  • DG Impianti – PIPEIN
    Il PoC proposto da PIPEIN | Deep Diagnostic Robotics e DG Impianti consiste nell’ispezione di un tratto di tubatura appartenente al vettore Pertusillo situato nel comune di Missanello (PZ). La sperimentazione prevede una ricostruzione 3D tramite telemetria laser da drone e fotogrammetria interna da ROV mirata a valutare lo stato di degrado della condotta.
  • Cascione Autotrasporti – Keet
    Keet e Cascione Autotrasporti intendono testare la soluzione della startup su un campione selezionato di camion dell’azienda, al fine di generare una soluzione che possa permette alle aziende di logistica e trasporti di monitorare accuratamente le emissioni di CO2, per la redazione del Bilancio di Sostenibilità, obbligatorio dal 2025 per le medie e grandi aziende italiane. Inoltre, la soluzione permette di migliorare lo stile di guida degli autisti, contribuendo a ridurre le emissioni di Co2 per km percorso.

Menzione speciale a DIAN e Overspace Aviation per il potenziale impatto sul territorio della sperimentazione proposta, che mira a utilizzare droni e satelliti per garantire la qualità delle acque, iniziando con il monitoraggio innovativo della diga di Monte Cotugno in Basilicata.

I progetti selezionati si sono aggiudicati un grant in denaro e la possibilità di avere accesso a un programma di supporto allo sviluppo della sperimentazione di tre mesi con l’affiancamento di mentor e coach di PoliHub e Joule.

Basilicata Open LAB è uno dei Progetti di Sviluppo promossi dai contitolari della Concessione Val d’Agri previsti dal Nuovo Protocollo di Intenti (cosiddetti progetti “Non Oil”). La Call for Innovation che ha portato alla selezione dei progetti vincitori era focalizzata su quattro settori chiave: bioenergia, agritech, edilizia e mobilità sostenibile, con l’obiettivo di generare esperienze innovative da validare sul territorio lucano, grazie al supporto di competenze specialistiche e finanziamenti.

“L’esperienza negli ultimi anni a supporto dello sviluppo imprenditoriale in Basilicata – sostiene Mattia Voltaggio, Head of Joule, la Scuola di Eni per l’impresa – è stata apprezzata dal territorio e dalle istituzioni. Per questo motivo abbiamo esteso la nostra azione di scouting dall’agritech alla bio-energie fino alla mobilità sostenibile e alle smart cities. Le soluzioni individuate spaziano dai nuovi materiali all’efficienza dei consumi, passando per la riduzione degli sprechi idrici al packaging sostenibile.  I numeri raccontano questo impegno: 120 startup da tutta Italia hanno risposto alla nostra call di innovazione, 50 aziende lucane si sono candidate per lo sviluppo di progetti generando oltre 200 match di business. Attraverso il “Lucania Camp” abbiamo inoltre formato 24 giovani talenti mettendo a disposizione le competenze dei nostri mentor ed ora è in partenza l’attività di sportello di innovazione rivolta a startup, spinoff e team imprenditoriali che si candida a diventare un punto di riferimento locale per chiunque voglia fare impresa in Basilicata”.

“Come PoliHub, comprendiamo profondamente le esigenze delle nuove imprese innovative, specialmente durante la fase cruciale di identificazione di un problema specifico e di analisi di quanto la soluzione è in grado di soddisfare i bisogni del mercato, in cui il processo di validazione rappresenta un tassello fondamentale per la crescita della startup. In Basilicata, le aziende locali sentono l’esigenza di innovare per essere sempre più competitive e sostenibili – afferma Marco Bocciolone, Presidente di PoliHub. Il nostro lavoro di matching, realizzato al fianco di Eni Joule, permette di creare sinergie tra startup innovative provenienti da tutta Italia e le imprese lucane, che in questo modo si aprono al mondo dell’innovazione. Questo processo non solo porta benefici tecnologici e di sviluppo economico in Basilicata, ma ha anche il potenziale di fungere da modello per l’intero Sistema Paese. Crediamo fermamente che investire nell’innovazione e nella collaborazione sia la chiave per un futuro di crescita”.

Basilicata Open LAB in questo primo anno di progetto ha posto le basi per costruire un Hub fisico e digitale, avviando attività mirate al coinvolgimento di vari stakeholder – afferma Luca Profico, Head of Territorial Innovation di Consorzio ELIS – I giovani lucani innanzitutto, con il programma formativo, “Lucania Camp”: 8 settimane di formazione su soft e hard skills, mirato a preparare i giovani aspiranti imprenditori innovativi al mondo del lavoro. I professionisti e le aziende sono stati coinvolti con incontri verticali su temi individuati di interesse. Infine, abbiamo agganciato startup, ragazzi ed esperti con il programma di Mentoring supportato dall’hub digitale che ha permesso l’abbinamento di oltre 30 stakeholder con il fine ultimo di accrescere la consapevolezza di business, le hard skills da raggiungere e la scelta delle figure del team per portare avanti in un progetto innovativo con uno schema di 3 incontri di approfondimento”.

 

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