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Il Covid-19 creato nel 2015? Gli scienziati smentiscono la fake news del momento

Basta un video del 2015 per scatenare i complotti che sono in noi?



Il dubbio non è piacevole ma la certezza è ridicola
Voltaire

Chi scrive è un appassionato di complotti, mi piace leggere fin dove arriva la fantasia umana e ammetto che con qualcuno sono anche d’accordo (credo ad esempio negli alieni). Il virus SARS-COV2, facente parte della famiglia del coronavirus, identificato come la causa della malattia Covid-19 (co – per coronavirus, vi – per virus, d – per desease/malatta in italiano e 19 – per l’anno 2019) è di origine naturale al 100% quindi non è stato creato in laboratorio.

Nel 2015 un servizio di TG Leonardo parla di un esperimento di scienziati cinesi sul Coronavirus che ha fatto risvegliare tutti i complottisti dormienti in Italia. Questo video che circola a dire il vero già da qualche giorno sta creando panico e fake news a profusione.

Prima di entrare nel tema del video, a cui vi proporrò un’attenta analisi del Divulgatore Scientifico e membro dell’Associazione culturale Liberascienza Pierluigi Argoneto (vi invito a seguire la pagina facebook dell’Associazione dove in questi giorni sta tenendo interessanti webinar su temi sociali importanti e utili soprattutto in questi giorni di emergenza sanitaria) parliamo di fake news.

Qualche settimana fa ho pubblicato a riguardo un articolo che vi ripropongo cliccando su questo link.

Parto da quell’articolo e vado oltre, aiutandomi con qualche ricerca in rete, sono giunto ad una sintesi che vi esporrò.

In questo mese sembrano ritornate di moda le vecchie catene di fake news.. wtf!

Perché? L’informazione può vivere e prosperare anche senza. Essere dipendenti da informazioni – con il significato che assume nel 2020 – magari non nuoce a nessuno. Sarà che la paura va esorcizzata con complottismi di luce nuova: dubbi, certezze, accuse, minacce, siti che pubblicano articoli su una vicenda poco chiara ( Coronavirus: natura, incidente o arma?) o video del caro Massimo Mazzucco non devono portare a gridare: colpa dei cinesi!

Niente è vero ma molto è verosimile: e questo ci basta se conferma il sospetto strisciante, il colpevole credibile, la consolazione di una teoria. Rimanere in casa sul divano da soli può causare relativamente meno tristezza, se mescolato al nobile risarcimento della rabbia da indirizzare verso un empio intrigo internazionale.

L’essersi ritrovati di colpo tutti scienziati non richiesti forse ha una ragione che sa di contrappasso (rimando al contrappasso del virus l’articolo “Un virus può fare: l’elogio al silenzio al tempo del coronavirus”). Gli “inoltra” su whatsapp poi hanno fatto il resto con divulgazione spasmodica di disinformazione.

Come ha scritto il biologo Darren Saunders su The Conversation: “pressoché da un giorno all’altro siamo stati strappati alle nostre confortevoli vite quotidiane per entrare nel regno dell’incertezza e della frequente mancanza di risposte chiarificatrici, cioè siamo entrati nella mente di uno scienziato, dove si vedono «infinite sfumature di grigio, invece di quel comodo mondo in cui tutto è bianco o nero». In società sempre meno capaci di cogliere le gradazioni di colore, significa trovarsi di punto in bianco senza la terra sotto ai piedi. E a quel punto, meglio rifugiarsi nel lavacro consolatorio di una certezza impossibile da verificare”.

Davvero nel mondo del coronavirus le teorie del complotto sono diventate una consolazione?“. Spero di no.

 

Ora ritorniamo al video incriminato e vi lascio alla sapiente spiegazione di qualcuno che sull’argomento ne sa più di me:

Da qualche giorno ha ripreso a circolare un video di qualche anno fa del TG Leonardo (un TG che la maggior parte degli italiani non si è mai filato, preferendo le intriganti avventure di Mark Caltagirone e Pamela Prati) in cui si parla di un esperimento di scienziati cinesi sul Coronavirus;

Aizzati da sobillatori professionisti (aggiunta mia: Salvini e Meloni), molti internauti hanno ripreso a condividere questo video (senza pensarci un attimo) trovando finalmente una (loro) spiegazione a tutto quanto stiamo vivendo: il Coronavirus è stato creato in laboratorio dai cinesi. Poi però, non si sa come, sono stati gli americani a infettare gli stessi cinesi per piegare la loro economia e continuare a spadroneggiare nel mondo. O il contrario, le tesi ancora non concordano (bah, peccato che ora uno degli epicentri sia proprio New York);

La notizia del collegamento tra il Coronavirus dell’esperimento (creato in laboratorio) e quello che sta costringendo miliardi di persone a stare a casa è stata smentita da fonti autorevolissime (non le cito tutte, ma una su tutte: Nature Medicine ha pubblicato un articolo scientifico – senza nessuno scienziato cinese nel team di ricercatori – intitolato «The proximal origin of SARS-CoV-2» che dice chiaramente che il virus che genera il Covid19 NON è un virus di laboratorio). Aggiungo io Roberto Burioni che dice testualmente: «L’ultima scemenza è la derivazione del coronavirus da un esperimento di laboratorio. Tranquilli, è naturale al 100%, purtroppo».



Nonostante questo, molta gente ha ancora il dubbio (sui meccanismi psicologici che portano le persone a cercare risposte semplici a problemi complessi potremmo stare qui a parlare ore, ma non mi pare il caso). Proviamo allora a ragionare su pochi, spero semplici, punti:

Se cercate su Google, sì questa volta ha senso farlo, «SARS-like coronaviruses», vi appariranno una miriade di ricerche su questi virus, gli scienziati le fanno molti anni. La prima risale al 2005 e si intitola «Bats are natural reservoirs of SARS-like coronaviruses». Traduco: i pipistrelli sono serbatoi naturali di coronavirus simili alla SARS. Quindi è una cosa nota da anni agli scienziati.

Quello che gli scienziati cinesi hanno fatto nell’esperimento descritto nel video di TG Leonardo, tornato in voga in questi giorni, è stato questo: hanno preso il virus della SARS (che appartiene alla FAMIGLIA dei Coronavirus e che li preoccupava molto) e hanno inserito nel suo genoma un pezzetto di un altro virus per capire se dopo la SARS avrebbe potuto esserci una “SARS2-la vendetta” ancora più pericoloso. Diciamo un fratellastro, della stessa famiglia Coronavirus, ma ancora più cattivo del primo. Hanno capito di sì, poteva esserci. Quindi? Perché fare questo esperimento? Non di certo per poi diffonderlo e far morire (potenzialmente) milioni di persone, ma per dire a tutti: guardate che se tra le varie mutazioni NATURALI del virus SARS si arriva a qualcosa di simile a quello che siamo riusciti a produrre in laboratorio… come dire, sono guai! Governi, vi state attrezzando al riguardo? Perché guardate che può succedere a breve.

Piccola nota al punto precedente: che potesse succedere lo hanno detto eminenti scienziati, grandi giornalisti-naturalisti (prendete ad esempio il libro «Spillover. L’evoluzione delle Pandemie» di David Quammen, uscito nel 2012 e ve ne rendete conto). Oppure andate a rivedere il video di Bill Gates in cui dice, ben 5 anni fa, che il problema dell’umanità sarà la diffusione di un virus sconosciuto. E non lo dice perché è un complottista, ma perché è uno che legge tipo 60 libri all’anno e riesce a “vedere” il futuro meglio di altri (tant’è vero che è riuscito a tirarsi su un impero non a caso);

Se il virus che ci sta assillando in questi giorni fosse quello del laboratorio cinese, avremmo il suo genoma già tracciato (visto che è stato pubblicato in un articolo scientifico), quindi avremmo ridotto notevolmente anche il tempo per ottenere il vaccino o dei medicinali adatti. Insomma, non saremmo in questo casino. Invece gli scienziati hanno dovuto prima capire cosa fosse questo SARS-CoV-2: perché farlo se ce l’avevano già a disposizione?

Quindi ricapitolando:

  1. Il virus che circola, NON è un virus di laboratorio;
  2. Il SARS-CoV-2 è naturale, perfettamente naturale. Quindi mandiamo un abbraccione a tutti quelli che pensano che “bio” sia sinonimo di genuino e salutare;
  3. Se proprio dobbiamo chiedere una cosa ai cinesi è che la smettano di fare quei mercati in cui è possibile comprare animali selvatici vivi, che provocano chiaramente problemi. Di certo non dobbiamo chiedergli di non fare ricerca, anzi;
  4. Che responsabilità hanno le persone che mettono in giro queste fake news? Siano essi personaggi pubblici (che ne hanno di più, molta di più) che privati cittadini, è una cosa gravissima: il nostro Paese in questo momento non può e non deve perdere tempo a smentire notizie false impegnando tempo e risorse che dovrebbero essere dedicate ad altro. A ben altro.

Chiudo il lungo post di Pierluigi Argoneto, pubblicato sul suo profilo social, che ringrazio per avermelo concesso con sue due riflessioni finali che faccio mie:

Stare dietro a tutte le cretinate che girano su internet è uno sforzo immane, ci vuole tempo, fatica e studio. E comunque è una battaglia persa. È vero, non me lo ha chiesto nessuno di farlo, ma ognuno espleta l’intimo e proprio senso civico a modo suo. Ma l’amaro in bocca rimane; fidatevi è come con il Covid19. Il virus dell’irresponsabilità sociale riusciremo ad interromperlo solo con il loro isolamento, in questo caso social: non commentate, non ripostate, non argomentate. Rimuovete tutto ciò che la scienza e la ragione logica non dia una spiegazione.

La vera cosa su cui riflettere di questa storia è una: che un virus del genere si potesse diffondere e fare milioni di morti lo si sapeva da anni. Cosa hanno fatto i politici e i governanti di mezzo mondo per prepararsi all’evenienza? Niente, o quasi. 

Pierluigi Argoneto

 

Concludo con una mia riflessione. Il diritto di cronaca con il dovere di verità del giornalista ormai è valido su tutto il mondo della comunicazione social. Si pubblica di tutto e si cerca la verità dove forse verità non c’è. Per trovare la verità bisogna indagare, bisogna perdere del tempo e non soffermarsi al primo articolo in cui ci imbattiamo. Bisogna a volte grattare la superficie per giungere al cuore del problema. Molte inchieste giornalistiche sono dovute passare anche per imbarazzanti tirate d’orecchi per giungere alla verità finale.

Il video in questione del 2015 non ha correlazioni con il covid-19, è un dato di fatto. Questo però non deve spegnere la fiammella della ricerca della verità su altre cose (in fondo il propagarsi del virus ha dei misteri intorno e il nostro Domenico Ielpo ha scritto qualcosa a riguardo); per dire che la verità è là fuori, cercatela con fonti attendibili ed esponetecela quando verità è.

 

Titolo dell’articolo preso in parte in prestito da un articolo di Wired

La responsabilità dell’informazione nella battaglia contro il Coronavirus

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