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Il Covid-19 è l’inizio di un cambiamento radicale della società?



Io resto a casa”. E’ assolutamente giusto che io e tutti voi restiamo a casa, per rispetto delle nostre vite e di tutte quelle persone che stanno dando tutto persino la loro vita per salvare la nostra.

Sono molto preoccupato per quello che sta accadendo in questi giorni: un nemico invisibile si aggira tra di noi, non lo vediamo e non lo sentiamo, magari ci ha sfiorato o l’abbiamo toccato, ma noi non lo sappiamo e intanto  il numero dei contagiati e dei morti sale.

Sembra quasi che noi tutti abbiamo congelato le nostre vite e i nostri pensieri, focalizzati e intenti a leggere e sentire ogni spiffero di notizia, magari positiva. Intanto siamo assenti e distratti.

E’ in questi momenti di smarrimento, confusione e fragilità, che il sistema mette in atto strategie di medio-lungo periodo volte a modificare la struttura e l’orientamento sociale secondo il canovaccio prefissato. Non so se tutto questo è stato casuale o provocato da qualcuno, ma la sensazione che percepisco e desta nel mio animo profonda preoccupazione è che si stia cogliendo la palla al balzo per compiere profondi e irreversibili cambiamenti nel nostro modo di vivere e soprattutto delle prossime generazioni.

Hanno capito che possono accelerare il processo – iniziato da anni – volto a creare un annientamento della volontà individuale, creando una coscienza di massa e usando come strumento quello che a detta di tutti è il fondamento della libertà: la comunicazione globale attraverso la rete, e bypassando, di fatto  il dialogo diretto “face to face“, attraverso l’allontanamento fisico delle persone.

Vogliono creare una società sempre più chiusa, confinata e distante fisicamente, nessuna comunicazione spuria tra gruppi di amici che si incontrano per strada e discutono.

Questo virus ci fa paura, loro lo sanno e se ne serviranno per insinuare ancora più dubbi e paura nelle nostre menti.  Ci parleranno dei cambiamenti climatici e dei danni che comporta sulla nostra salute, l’inquinamento atmosferico e del mare, l’eventualità che altri agenti patogeni ci possono infettare senza che noi possiamo difenderci, tutto questo per convincerci a starcene buoni e tranquilli ognuno a casa propria.



Stanno spingendo sullo smart working, i servizi on-line con documenti firmati digitalmente, spesa on-line con consegna a casa, pagamenti on-line, conference call, studio a casa, e saremo collegati dalle app in modo che possono controllare la nostra salute e i nostri spostamenti, con un unico obbiettivo ridurre al minimo gli spostamenti delle persone e del loro incontro.

Avremmo cosi tanto da fare in casa che non ci sarà tempo per uscire e convinceranno, forse esagero, anche che una vacanza virtuale in 3D nel salotto di casa è meglio di una vacanza vera, dove saremmo in balia di meteo incerto e probabili infezioni patogene.

Perché in tutto ciò, le risorse scarseggiano e il consumismo dilaga; sempre più popolazioni reclamano risorse e beni, per rallentare il massiccio utilizzo di materie prime c’è bisogno di operare un contenimento fisico e mentale della popolazione.

Meno persone che si spostano equivale a più risparmio energetico, meno inquinamento ma soprattutto meno contaminazione intellettuale e aderenza alla coscienza di massa inculcata attraverso  la rete che fa veicolare il messaggio di “regime“.   E sì regime, il regime dei poteri forti di chi decide per noi, ci conosceranno cosi tanto attraverso il controllo esercitato (come già avviene con i banner semantici sui siti internet: in base a quali ricerche abbiamo fatto compaiono personalizzati per noi) che sapranno convincerci su cosa mangiare, come vestire, dove e quando andare.

Questa storia racconta di un virus che annuncia la “morte della coscienza individuale” o se preferite dell’assassinio della coscienza del singolo a favore di una coscienza addotta attraverso  il controllo totale del nostro pensiero e delle nostre azioni.

Andrà tutto bene… e dopo riprendiamoci la nostra vita in mano; non distraiamoci, lottiamo affinché ogni individuo possa decidere di andare a mare  anche se il meteo ha detto che pioverà.

Domenico Ielpo

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