Petrolio in Val d'Agri e Valle del Sauro

Rischio Idrogeno solforato (H2S): carenze di salvaguardia ambientale e territoriale



Il rischio idrogeno solforato (H2S), è un gas incolore dall’odore caratteristico di uova marce, che spesso si avverte sul territorio della Val d’Agri e in primis: Viggiano, Grumento Nova, Sarconi,  Marsicovetere, Villa d’Agri, Tramutola, Paterno, Moliteno  ed altri centri limitrofi.  Le sorgenti possono essere naturali oppure antropiche.  E’ presente  nelle emissioni delle zone geotermiche e vulcaniche, ed è prodotto dalla degradazione batterica di proteine animali e vegetali. E’ un prodotto indesiderato nei processi di produzione di carbon coke, di cellulosa con metodo kraft, di raffinazione di petrolio, di rifinitura di oli grezzi, di concia delle pelli, di fertilizzanti, di coloranti e pigmenti, di trattamento delle acque di scarico e di altri procedimenti industriali.



L’inquinamento delle acque con idrogeno solforato provoca la moria di pesci; l’effetto sulle piante non è acuto, ma cronico per la sottrazione di microelementi essenziali per il funzionamento dei sistemi enzimatici. Nei confronti di materiali mostra una discreta aggressività per i metalli, provocandone un rapido deterioramento. L’idrogeno solforato è una sostanza estremamente tossica essendo fortemente irritante e, in grandi quantità, addirittura asfissiante e, ed ha come bersaglio le mucose, soprattutto degli occhi, provocando forti congiuntiviti, anche persistenti per più giorni, pure se il soggetto viene allontanato subito dalla sorgente tossica. Ad  altissima concentrazione, per inalazione, potrebbe causare la morte.

La normativa italiana in materia di valori minimi di emissioni degli impianti industriali prevede, per l’idrogeno solforato un limite di 5 ppm (parti per milione) per l’industria non petrolifera e di 30 ppm per quella petrolifera, a quanto consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Per concludere dico che: Il sole, la luna e le stelle sarebbero scomparse da tempo…. se fossero alla portata delle mani degli uomini.

GIULIA GIARLETTA

Fonte: Organizzazione Mondiale Sanità  

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