Eventi in Basilicata

Piccolo Festival delle Radici: Aliano sabato 23 e domenica 24 settembre 2017

Le case con gli occhi: tradizioni, magia, racconti

Piccolo Festival delle Radici nel Parco Letterario Carlo Levi

…La vecchia era una strega, e le avveniva spesso di conversare con le anime dei morti, di incontrare monachicchi, e di intrattenersi con dei veri diavoli, nel cimitero… era una contadina magra, pulita e di buon umore… Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli

 Il Comune di Aliano, il Parco Letterario Carlo Levi, i Borghi Autentici, BAI Club, La Pro Loco di Aliano, la Società Dante Alighieri e I Parchi Letterari con Regione e APT Basilicata
“Ogni luogo ha i suoi miti e ogni mito ha il suo luogo:  non si danno gli uni senza gli altri” Anna Ferrari

Piccolo Festival delle Radici (PFR), alla sua prima edizione, si terrà sabato 23 e domenica 24 settembre in contemporanea ad Aliano (MT) in Basilicata e Monte Santa Maria Tiberina (PG) in Umbria, due comuni della rete Borghi Autentici d’Italia che intendono raccontarsi e far emozionare chi ricerca esperienze autentiche in luoghi fuori dalle rotte del turismo di massa. I due borghi ospiteranno giornate ricche di proposte: conferenze, spettacoli, musica e cibo per raccontare come la scoperta delle proprie radici offra divertimento, cultura e convivialità L’obiettivo del PFR è fare conoscere Comunità Ospitali ricche di storia, biodiversità e produzioni di eccellenza; Borghi Autentici che esprimono anche attraverso la rilettura delle proprie radici, il loro impegno per una Italia migliore, inclusiva e sostenibile. Il PFR sarà un’occasione unica per immergersi in tradizioni, miti e luoghi magici, in storie e racconti appuntati nei libri, nelle musiche e nelle immagini e per comprendere quanto il presente sia legato alle radici di un’identità in continua evoluzione, un’identità narrante che si svela per far conoscere la propria storia.

I racconti riportati in questo libro mi sono stati narrati da una strana creatura che somigliava ad una vecchia casa di mattoni fatiscenti.
Sorgeva al centro di un piccolo paese lucano isolato dal mondo e a stento sostenuto dai fragili pinnacoli delle sue montagne di argilla. 
Ero passato molte volte davanti alla sua porta sgangherata e sebbene non l’avessi mai osservata con attenzione, sempre mi è parso di percepire una vaga vibrazione nell’aria che subito svaniva non appena oltrepassavo la piccola piazza. 
Solo una mattina, attirato da un somaro stanco che riposava all’ombra del suo immenso arco oscuro, mi soffermai e sollevai lo sguardo verso la orrida bocca spalancata incorniciata dai mattoni sbriciolati dall’arsura; vidi le vene palpitanti dell’intonaco rigonfiato e più in alto, le grosse narici di fango impastato con la paglia, finchè sulla sommità della casa fui catturato da due grandi occhi profondi che mi fissavano con espressione grottesca ma piena di tenerezza. Fui attirato dal profumo del fieno e mi avvicinai…Era lì da cinquecento anni a guardia della piccola piazza e le sue sembianze antropomorfe garantivano l’immunità degli abitanti dagli spiriti maligni…” 

Da: Introduzione, La casa con gli occhi, di Lodovico Alessandri. Rce Ed. 2002

 

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