Petrolio in Val d'Agri e Valle del Sauro

Nuovi fondi da Eni: Ass. Bene Comune, cogliamo una prima inversione di tendenza nella spesa

L’ottenimento da parte della Regione Basilicata dall’Eni di ulteriori 39 milioni di euro, secondo quanto anticipato in questi giorni, è la prova provata che conseguire dalle nostre risorse energetiche risultati economici maggiori di quelli attuali non è un’impresa impossibile. E’ il commento dell’Associazione Bene Comune Viggiano affidato al presidente Vittorio Prinzi per il quale va riconosciuta, almeno questa volta, la capacità del Governo Regionale di far valere gli accordi sottoscritti nel 1998 che quindi non solo risultano in parte non attuati ma, a distanza di tempo, richiedono un aggiornamento ed un adeguamento alle profonde novità intervenute.
Intanto – aggiunge Prinzi –  l’annuncio di utilizzare questi fondi aggiuntivi, se non abbiamo capito male, interamente, per la formazione di giovani e per controlli ambientali che verranno effettuati nella zona della Val d’Agri è una buona inversione di tendenza rispetto al passato quando quasi tutte le royalties incassate finivano a tappare buchi del bilancio regionale. Abbiamo da sempre sostenuto la necessità di riservare quote consistenti delle entrate derivanti dall’estrazione-produzione di petrolio in Val d’Agri prioritariamente in questo comprensorio senza comunque sottovalutare i problemi sociali e del welfare di tutti i cittadini lucani. E continuiamo a farlo alla luce delle vecchie e nuove emergenze ambientali e ancor più – è scritto nella nota – nella crescente fuga dei giovani dai comuni della valle per mancanza di lavoro stabile e qualificato. Soprattutto per questo la decisione annunciata di istituire borse di studio per giovani lucani può diventare una misura importante se gestita in modo oculato ed efficace programmando gli interventi da attuare in Val d’Agri per la valorizzazione del patrimonio turistico, culturale, naturalistico, storico e gastronomico. Non vorremmo che dopo le borse di studio i nostri giovani avessero ancora una strada obbligata da percorrere che è quella della ricerca di un’occupazione fuori dalla Basilicata.
Quanto ai controlli ambientali – conclude Prinzi – siamo convinti che non ce ne possono essere mai a sufficienza. Anche in questo caso con una spesa oculata ed efficace e con le competenze tecniche e scientifiche necessarie.

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