Cronache

Maratea: c’è il via libera all’ecomostro

E’ confermato: il palazzo in costruzione nel centro storico di Maratea, noto come l’ecomostro, è in regola e quindi può essere ultimato. La sesta sezione del Consiglio di Stato ha, infatti, respinto i ricorsi presentati da Comune, cittadini e associazioni ambientaliste (tra cui Italia Nostra) contro la sentenza del Tar che già in primo grado, nel 2014, aveva imposto il via libera al completamento del fabbricato. Ma non erano mancate le resistenze. Prima un’ inchiesta sfociata in un processo ancora in corso, poi il nuovo appello al Consiglio di Stato. E oggi è arrivata la decisione dei giudici di Palazzo Spada che hanno respinto i ricorsi del Comune e degli ambientalisti. Soddisfatto della sentenza l’avvocato Raffaele Melfi, difensore della società proprietaria del fabbricato: “A questo punto – evidenzia il legale – al Comune non rimane altro da fare che rilasciare il permesso in sanatoria. Si è perso, però, tanto tempo, la vicenda si trascina dal 2011, motivo per cui chiederemo i danni. La responsabilità è del Comune che non ha mai voluto prendere in considerazione le ragioni della società e ha fatto un ostruzionismo fine a se stesso”. Nella sentenza depositata lo scorso 20 settembre, il Consiglio di Stato si pronuncia su tre questioni. La prima riguarda il provvedimento di decadenza del permesso di costruire per mancato inizio e termine dei lavori nei tempi stabiliti dalla normativa edilizia di riferimento. I giudici di Palazzo Spada, come del resto già valutato dal Tar, hanno ritenuto che non si trattava di un mero sbancamento ma di concreti ed effettivi lavori “in corso di esecuzione” per il livellamento dei muri. La seconda questione affrontata dal Consiglio di Stato è relativa alla concessione della proroga del permesso di costruire. Secondo i giudici le normative vigenti ammettono che la proroga possa essere accordata, con provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso. Le varie denunce poste in essere dai vicini – si legge nella sentenza – rappresentano dei “fatti sopravvenuti, estranei alla volontà del titolare del permesso”. La terza questione esaminata ha riguardato la verifica della doppia conformità. Secondo i giudici sono state osservate tutte le previsioni contenute nel piano di recupero di Maratea e nelle normative nazionali sull’urbanistica e l’edilizia. E quindi il Consiglio di Stato ha respinto gli appelli confermando la legittimità dei provvedimenti impugnati.

FONTE: PINO PERCIANTE – LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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