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Italfluid (Indotto Eni Val d’Agri), Uiltec: “il paradosso dell’impiego di manodopera non locale”


In occasione del recente incontro del 4 febbraio con la società Italfluid Geoenergy srl (incontro richiesto dalla Uiltec il 6 gennaio), sono state discusse le difficoltà che sta attraversando l’indotto Eni Val d’Agri in cui l’azienda opera, e come ciò si ripercuote sulla situazione dei lavoratori interessati. A riferirlo è  Il segretario regionale Uiltec Basilicata Giuseppe Martino.

Giova ricordare che – aggiunge –  in occasione del recente tavolo in Confindustria Basilicata finalizzato alla gestione del cambio di appalto di una parte delle attività precedentemente in capo a Italfluid, l’azienda assicurò la previsione di un’equilibrata rispondenza tra le attività lavorative, i carichi di lavoro e la rotazione del personale, dichiarando la totale assenza di esuberi di personale pur in presenza di una riduzione delle commesse, impedendo così il passaggio di alcuni lavoratori verso altra ditta destinataria di parte delle commesse Val D’Agri. Già in quella occasione, come organizzazioni sindacali – evidenzia Martino -, esprimemmo tutte le nostre preoccupazioni sulla tenuta complessiva dell’equilibrio dei livelli occupazionali, preoccupazioni che si sono rafforzate a distanza di soli pochi mesi, e che sostanziano evidenti criticità nell’impiego proficuo di tutto il personale nelle ancora scarse attività lavorative, criticità rispetto alle quali l’azienda non ha saputo indicare soluzioni sostenibili e concrete. Infatti le maestranze sono costrette a subire, ormai da diversi mesi, importanti sacrifici a causa dello scarso impiego in rotazione delle stesse, mentre l’altra ditta, in capo alla quale sono state trasferite le attività in quota parte, riesce meglio ad assicurare un buon livello di impiego utilizzando in parte, tra l’altro, manodopera non locale. Anche Italfluid utilizza per le attività lavorative in Basilicata manodopera di fuori regione. Insomma – afferma il segretario Uiltec – siamo al paradosso, noi diciamo che in un periodo di difficoltà e di ristrettezza di attività lavorative dovrebbe essere almeno privilegiato l’impiego di manodopera locale, principio questo, sancito dal protocollo tra ENI, Regione Basilicata e parti sociali del 5 ottobre 2012. La Basilicata contribuisce al 10% del fabbisogno energetico dell’Italia e i lavoratori lucani non meritano questo trattamento. In una recente assemblea con i lavoratori interessati – conclude Martino – abbiamo condiviso il percorso che intendiamo porre in essere, che ci vedrà impegnati fin da subito, se non registreremo una reale inversione di tendenza finalizzata alla soluzione del problema, a porre in essere tutte le iniziative di prerogativa sindacale a tutela della dignità e del lavoro di chi rappresentiamo.

                                                                                                                      Il Segretario Regionale Uiltec Basilicata

                                                                                                                                     (Giuseppe Martino)       

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