Petrolio in Val d'Agri e Valle del Sauro

Intesa Eni-Regione: continua la querelle tra l’Assessore Rosa versus Pittella e Cifarelli


“Apprezziamo lo sforzo letterario degli assessori Rosa e Cupparo nel rispondere alle nostre legittime sollecitazioni in merito all’Accordo preliminare tra Regione ed Eni. Bene hanno fatto a ricordare ‘l’importante e unico incontro’ di più di un anno e mezzo fa (!) con i sindaci per costruire un accordo di tale portata; bene hanno fatto poi a ricordare l’ovvio trinomio – a sintesi di una visione strategica che non sia solo celebrazione di ‘scelte giuste’ autoattribuite – su cui basare la strategia futura: compensazioni per la tutela ambientale, risorse per lo sviluppo sostenibile, gas; bene hanno fatto ancora a ricordare che la Basilicata ha atteso venti anni per modificare in meglio gli accordi con le compagnie petrolifere e che spetta proprio a loro gestire questo passaggio cruciale”. Lo dichiarano i consiglieri regionali del Pd, Roberto Cifarelli e Marcello Pittella, in risposta agli assessori regionali Gianni Rosa e Francesco Cupparo.

“ ‘La responsabilità di Governo, dicono i due assessori, impone scelte cui noi non sfuggiamo’. E aggiungiamo – precisano i due consiglieri – che la stessa implica anche confronto con territorio, parti sociali e datoriali, Consiglio regionale ed esperti, studio e trasparenza, soprattutto nel caso di atti importanti che non riguardano strettamente loro, certamente primi della classe e nient’affatto permalosetti, ma i cittadini lucani tutti. Ed implica ancora, il dovere di risposte chiare a domande precise. Non per chi le pone, ma per dovere di responsabilità. Le ripetiamo. Basta leggerle con un pizzico di attenzione, non sono complesse”.

“Perché svendere il petrolio lucano ad Eni a condizioni da Outlet, al 40-50 per cento in meno del prezzo di mercato degli ultimi 15 anni? Perché non mettere ‘sotto contratto’ Eni, imponendo la decarbonizzazione del centro olio nel prossimo decennio? – si chiedono Cifarelli e Pittella. E ancora chiedono: “Qual è la strategia industriale Eni in relazione alle politiche industriali regionali, ove esistenti? Qual è il ruolo degli enti locali e delle loro rappresentanza istituzionali nel cosiddetto negoziato? Quale Basilicata alla fine del prossimo decennio?”.

“Siamo certi – concludono Cifarelli e Pittella – risponderete con la medesima solerzia ai questi temi, che poco hanno a che vedere con stanchi refrain da battaglia elettorale, pure abbondantemente passata. Non ci serve né quel tono né quell’atteggiamento. Cui prodest? Vogliamo credere che ‘capirete e vi applicherete’. Il tema non riguarda voi. Riguarda i lucani. Intelligenti pauca”.

 

“Mi sento obbligato a chiarire, spero per l’ultima volta, quanto il Governo regionale Bardi si sia dimostrato capace di fare un salto di qualità, rispetto al passato, nelle politiche energetiche ed economiche per la Basilicata tutta”.

È quanto dichiara l’assessore regionale all’Ambiente ed energia, Gianni Rosa.

“Poiché lo ‘sforzo letterario’ pare che non sia stato gradito e poiché è evidente che anche le operazioni più banali risultino difficili quando si cerca di mistificare la realtà, mi avvarrò di uno banale schema, mettendo a confronto i fondi percepiti in base all’accordo del centrosinistra, con durata ventennale, con quelli che la Regione percepirà con il nuovo accordo, decennale, con decorrenza dal 26 ottobre 2019:

Credo che sia facile accorgersi di quanto, in termini economici, la Basilicata guadagni da questo accordo rispetto agli spiccioli del passato. La cifra annua del petrolio estratto nel 2020, calcolata in maniera prudenziale al prezzo minimo e per una quantità di numero di barili media (17.720.160,36 €) è più del doppio della somma annua di tutti, e sottolineo tutti, i fondi percepiti annualmente con i vecchi accordi (8.289.133,23 €).

Si può continuare a dire che € 1,05 al barile sia poco? È evidente l’ottusità di una tale affermazione. Soprattutto se si considera che, al contrario del passato, la Regione si è assicurata che, anche qualora il prezzo del barile fosse pari a 0, otterrebbe comunque 0.84 € al barile.

Ovviamente anche per il gas si può dire lo stesso. Anzi, dal 2021, la Regione percepirà a stime di prezzo attuali € 32.000.000 all’anno (0,20 €/mc x 160.000.000 di mc).

Chiunque ammetterebbe che il centrodestra ha battuto il centrosinistra 7 a 1; ovviamente chiunque abbia un po’ di onestà intellettuale, che però purtroppo, in certi ambienti, scarseggia. E senza voler aggiungere altra polemica, segnalo che i Lucani stanno aspettando da 7 anni un prospetto su dove sono finiti i fondi petroliferi degli ultimi 20 anni e cosa hanno prodotto nella politica industriale lucana.

Per il resto tutte le domande sono legittime, noi continueremo ad agire ed a spiegare in dettaglio ai cittadini lucani le nostre idee e le nostre azioni. Per ora – conclude Rosa – ci aspettiamo che, nella plenaria programmata per il prossimo 20 maggio, ci sia un contributo fattivo di tutti, che vada oltre gli slogan e le affermazioni da comunicato che poco apportano ad un serio dibattito”.

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