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In Italia 32 vittime nel 2018 dovuti ad eventi estremi del clima. Il cambiamento climatico è una sfida per tutta l’umanità


“La neve a gennaio non è più considerata normale. Ci siamo del resto talmente tanto abituati ad improvvisi cambi meteorologici che anche quando il clima fa il suo naturale percorso, ci sembra estremo. Sarà perché il cambiamento climatico è diventata una condizione umana endemica”.

E’ quanto scritto in una nota dei Verdi della Basilicata, nell’appellarsi “al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, perché si faccia carico di un piano nazionale di adattamento al clima”. “Sarà che abbiamo fatto l’abitudine ai nubifragi che sopraggiungono improvvisamente mentre un sole cocente di agosto riscalda le temperature fino ad oltre 40 gradi. Sarà perché la consapevolezza di non essere più in grado di controllare il clima è diventato per molti una condizione di rassegnazione. Ma c’è ancora – proseguono i Verdi – qualcosa che si deve fare prima di cedere definitivamente alla rassegnazione del così va il mondo.

Il mondo va così perché gli uomini scelgono di farlo andare in quella direzione. Non è ancora irreversibile, ma il punto di non ritorno si avvicini velocissimamente. Il tempo stringe e non possiamo permetterci di perderne ulteriormente. E se dalla conferenza di Katowice, dopo la COP24, non è uscita nessuna risposta alle urgenze emergenziali evidenziate nell’ultimo rapporto del Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), l’Italia, tra un anno, quando l’Onu ospiterà la nuova conferenza a New York, deve farsi carico di fare una sua proposta concreta, rivedere l’obiettivo di riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030 e l’adozione di un piano strategico comune in grado di finanziare azioni di contrasto ai cambiamenti climatici.

Il 2018 è stato l’anno più caldo per l’Italia dal 1800 ad oggi e, nell’indifferenza più generale, la siccità, le ondate di calore sempre più forti e prolungate, nel solo 2018, ha causato 32 vittime. Vittime che potevano essere salvate se le emergenze del territorio fossero state prevenute da una manutenzione ordinaria di strade, viadotti, fiumi, canali, dighe ecc. Buone pratiche che le Amministrazioni locali dovrebbero essere messe in condizioni di poter svolgere. E sì, perché quando un Governo opera tagli orizzontali che colpiscono i comuni, è a questo che si va in contro. Certo, mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici non è cosa semplice, soprattutto se non si procede con azioni concrete. Come? Adottando piani strategici di prevenzione che non significa solo fare scorta di sale sufficientemente disponibile per l’evenienza neve in città, ma procedendo con investimenti a difesa del territorio e per il risanamento idrogeologico in totale dissesto, adattando gli spazi pubblici, i quartieri nelle aree urbane, la pulizia degli argini dei fiumi, ecc.

Il Governo e i cittadini devono prendere atto che la sfida che attende l’umanità nei prossimi anni, sarà l’adattamento al clima. In questa ottica è necessario investire più risorse di bilancio e maggiore formazione verso la prevenzione e le buone pratiche che aiutano l’ambiente con azioni sostenibili. Lo dobbiamo al pianeta e alle 32 vittime dei 148 eventi estremi registrati in Italia nel solo 2018″.


 

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Redazione

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