Petrolio in Val d'Agri e Valle del Sauro

I «capricci» del monitor che conta i barili di greggio nell’atrio della Regione Basilicata

Nell’atrio della Regione Basilicata, sul grande monitor gestito direttamente dall’Eni, scorrono 8 pagine. Sempre le stesse, almeno apparentemente, tanto che ormai quasi nessuno ci si fa più caso. Una sequenza di immagini che si ripetono: 1 – Centro olio Val d’Agri, numero occupati diretti e indiretti; 2 – Distretto meridionale (Dime), numero occupati diretti e indiretti; 3 – Qualità dell’aria e valori degli inquinanti; 4 – Immagine satellitare del Cova; 5 – Qualità delle acque superficiali (Dati forniti dall’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente di Basilicata – Arpab – su base mnsile); 6 – La mappa dell’Arpab con i punti di campionamento; 7 – Viggiano – La produzione giornaliera in barili di greggio e l’ammontare delle royalty a Regione e Comuni; 8 La determinazione delle aliquote royalty a terra e mare.

Fino a qualche anno fa c’era un bottone sul sito della Regione Basilicata che riproponeva gli stessi dati, poi se n’è persa la traccia. Mentre le stesse informazioni sono confluite nello schermo accanto alla porta di ingresso, di spalle a chi entra, ma di fronte a chi esce dal Palazzo della Giunta. Le stesse informazioni che si trovano sul grande tabellone che campeggia davanti al Centro Olio di Viggiano. Una scelta di «trasparenza» nella divulgazione in tempo reale dei dati della produzione da parte della compagnia del Cane a sei zampe. E tra quelli più interessanti e seguiti, oltre al numero degli occupati, quelli che si trovano a pagina 7: lo scandire quotidiano della produzione giornaliera in barili greggio, del Centro Olio di Viggiano e quando c’è produzione di quello di Pisticci. Un dato molto interessante soprattutto per seguire il trend del calo produttivo nell’ultimo periodo. Peccato che il monitor proprio in questo lasso di tempo dopo lo stop, il 6 ottobre, alla reiniezione a Costa Molina 2, ha fatto i «capricci ». Il 10 ottobre segnava 81.100 barili, l’11 ne segnava 80.533, il 12 erano 80.704, il 13 erano 80.416.

Ma non doveva esserci un crollo della produzione? Un controllo quotidiano interrotto da una lunga serie di «unable to connect» e di schermo nero (anche davanti al Cova). Di tanto in tanto ritornava il contatto, come l’1 dicembre quando ne segnava 76.231 e il 9 gennaio, il giorno della Conferenza stampa di bilancio del presidente Pittella, 80.565. Strani scherzi della «tecnologia» che non hanno permesso di seguire quotidianamente gli effetti del provvedimento della Regione. Una casualità? Ma ora i dati sono finalmente pubblicati sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

FONTE: LUIGIA IERACE – LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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