Cronache

A Sulmona la procura indaga sul suicidio del generale Guido Conti

Da novembre incarico a Tempa Rossa, in Basilicata. Terza lettera di addio?

La Procura di Sulmona (L’Aquila) ha aperto un’inchiesta sul presunto suicidio dell’ex generale dei carabinieri-forestali, Guido Conti, 58 anni, che doveva prendere servizio alla Total in Basilicata e invece ha rassegnato le dimissioni due giorni prima di togliersi la vita alle pendici del monte Morrone, in Abruzzo. Dalla società francese il cordoglio per l’improvvisa scomparsa dell’ex ufficiale: «La Total desidera esprimere la propria vicinanza alla famiglia in questo triste momento. Chi l’ha conosciuto, anche nel brevissimo periodo di tempo che Guido Conti aveva trascorso in azienda, non può che condividere il sentimento di sgomento e profondo vuoto che colpisce tutti quelli che hanno potuto apprezzarne le doti di umanità e saggezza ». Conti si è ucciso venerdì scorso con un colpo alla tempia destra esploso con una pistola calibro 9 a poca distanza dall’auto lasciata su una piazzola di sosta lungo la provinciale che da Sulmona sale verso Pacentro, in provincia dell’Aquila.

È stato anche il primo esame medico a confermare che l’ex generale si sarebbe suicidato. Ulteriori conferme sono giunte dai tanti particolari raccolti dagli investigatori. Tra gli altri, la decisione di oscurare il profilo social è parso un chiaro segnale premonitore. L’ex ufficiale aveva accettato l’incarico come responsabile per l’ambiente e la sicurezza di Tempa Rossa. Verso la fine di ottobre era venuto in Basilicata per cercare una sistemazione (doveva prendere servizio l’1 novembre). Pare che l’avesse trovata a Policoro (Matera), a circa un’ora di auto dall’impianto di Corleto Perticara (Potenza). Poi, però, non aveva fatto più niente perché ci aveva ripensato e si era dimesso.

Nella lettera indirizzata alla famiglia (la moglie e le figlie) Conti scrive tra l’altro: «Ho cercato di non pensarci, di pensare a me, di trovare altri stimoli, avventure, progetti, inutile. Da quando è accaduta la tragedia di Rigopiano la mia vita è cambiata. Quelle vittime mi pesano come un macigno. Perché tra i tanti atti, ci sono anche prescrizioni a mia firma». Conti entra poi nel merito, specificando: «Non per l’albergo, di cui non so nulla, ma per l’edificazione del centro benessere, dove solo poi appresi non esserci state vittime. Ma ciò non leniva il mio dolore. Pur sapendo e realizzando che il mio scrittoera ininfluente ai fini della pratica autorizzativami sono sempre posto la domanda: potevo fare di più?» La via di fuga a questo senso di angoscia Conti forse non l’aveva trovata neanche in quel nuovo incarico alla Total che lo aveva assunto il primo novembre scorso.

L’ex generale era stato attaccato da più parti per aver prestato il suo nome alla causa di una multinazionale del petrolio. Accuse che aveva rispedito al mittente. Poi mercoledì scorso le dimissioni e venerdì la tragedia. Al momento sono state trovate due lettere: quella alla moglie e alle figlie e quella alla sorella. Gli investigatori sono alla ricerca di una terza missiva, forse affrancata e spedita a un destinatario al momento sconosciuto. I funerali si terranno oggi, alle 15, nella chiesa di Santa Maria della Tomba a Sulmona.

FONTE: PINO PERCIANTE – LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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