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Razzo cinese in caduta incontrollata. La Protezione Civile dirama l’allerta in 10 regioni inclusa la Basilicata

La caduta di frammenti del razzo spaziale cinese ‘Lunga marcia 5B’ potrebbe interessare dieci Regioni italiane. Lo ha confermato la Protezione Civile. Si tratta di Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. La previsione di rientro sulla Terra è fissata per le ore 2:24 del 9 maggio, con un margine temporale di incertezza di 6 ore. Il consiglio degli esperti è di stare all’interno di edifici.

Cina: rischi estremamente bassi

La Cina ha affermato che il rischio di danni sulla Terra dalla ricaduta del suo razzo lanciato il 29 aprile per inviare nello spazio il primo modulo della stazione spaziale orbitante “è estremamente basso”. Lo ha assicurato il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, dopo che gli Stati Uniti hanno avvertito che i detriti potrebbero schiantarsi su un’area abitata. “La gran parte dei componenti saranno distrutti dall’ablazione durante il rientro nell’atmosfera e la probabilità di causare danni alle attività o alle persone a terra è estremamente bassa”, ha aggiunto Wang.

Gli Usa monitorano

Anche il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha affermato in una dichiarazione che il Comando spaziale Usa stava monitorando la posizione del razzo e che il rientro sarebbe dovuto essere intorno all’8 maggio. “Tutti i detriti possono essere potenziali minacce alla sicurezza dei voli spaziali e al dominio spaziale”, ha detto il Pentagono, aggiungendo che il 18esimo Space Control Squadron in California offre aggiornamenti giornalieri sulla posizione del corpo del razzo dal 4 maggio.

I consigli

“Sulla scorta delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica – sottolinea la Protezione civile – è possibile fornire alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione: è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti”. Si consiglia, comunque, “di stare lontani dalle finestre e porte vetrate; i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici; all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti; è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da Terra prima dell’impatto; alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero resistere all’impatto. Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti”.

 

FOTO copertina Gianluca Masi

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