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Rapporto Migrantes 2017: “in Basilicata un incremento tra il 2016 e 2017 del 17,5%”

Centro lucani del mondo e il Palazzo Italia di Bucarest commentano

Basilicata in primo piano nel Rapporto Italiani nel Mondo 2017 presentato dalla Fondazione Migrantes oggi a Roma alla presenza del Segretario Generale della CEI Mons Galantino e del Sottosegretario agli Esteri, Enzo Amendola.

In evidenza le azioni del Centro Lucani nel Mondo e l’esperienza del Museo dell’Emigrazione e le mostre ed i racconti di Assuncion e Maassmechelen e le azioni di solidarietà a Panama, in Argentina e in Venezuela.

Un elemento che onora il nostro lavoro – ha detto il Coordinatore del Centro Lucani nel Mondo, Luigi Scaglione, intervenuto alla presentazione dei dati ufficiali di Migrantes 2017 – e lo esalta per il senso dell’impegno profuso e voluto dal Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella”.

Nei numeri dei nuovi emigranti la Lombardia al primo posto con il dato lucano di 1072 partenze nel 2016 su un totale italiano di 124.076.  E negli ultimi anni gli emigranti italiani sono passati da 3 a 5 milioni con il fenomeno nuovo quello degli emigranti dall’Italia di cittadini non nativi.

Nel 2015 oltre 11 mila nuovi italiani (del Bangladesh, dell’India e della Cina in primis) dopo un periodo di residenza sono partiti per il Nord Europa.  Quello che emerge dai dati di Migrantes ci porta ad un totale di 126.621 lucani residenti all’estero iscritti all’Aire su un totale di circa 5 milioni che incide in Italia del’8,2% compensato dall’8,2% di immigrati.

Ed è emersa anche l’esigenza di lavorare a ricostruire la storia dell’emigrazione messa in relazione ai nuovi flussi. Ma NO ALLA MEMORIA PARALIZZANTE che fa fare cose diverse nello stesso modo e come rilevato da Andrea Riccardi, Presidente della Dante Alighieri, “Trasformare l’unidirezionalità nella circolarità. Il Problema dell’identità è un problema capitale per chi resta e non solo per chi se ne va

L’identità non è il colore della pelle ma una maglietta che si indossa dialogica e multipla (Massouf).  Non è il sangue e la terra ma culturale, un accesso personale al mondo che mette in relazione l’uno con l’altro”. Come nel fenomeno lucano.

I dati lucani parlano – ha dichiarato Scaglione – anche di valori assoluti bassi ma che percentualmente si attestano su un incremento tra il 2016 ed il 2017 pari al17,5% superiore al dato nazionale di un incremento del 15,4%.

Il saldo migratorio certificato con l’estero per il 2015 era del 1.8 per mille abitanti, divenuto il 2,4 per mille abitanti nel 2016 e previsionale per il 2017 del 2,2 per mille abitanti.

Un saldo segnato come evidente anche dal rapporto nascite decessi che se nel triennio 2014/2017 registra un incremento di nascite abbastanza stabile, 4.122, fino al 2035, farebbe registrare un calo di 1.238 neonato in meno. Nel mentre dai 6.414 decessi si arriverà a 7.330 nello stesso arco di tempo.  Dove sono andati i Lucani nel 2016, lo dice un’altra scheda. Il numero maggiore (194) verso la Germania, 165 verso il Brasile e 121 nel Regno Unito ed in Svizzera.  Salta all’occhio la scelta di 8 maschi e 12 femmine emigrate verso l’Ecuador”.

Il Rapporto Italiani nel Mondo 2017 realizzato da Migrantes non ci ha sorpreso : si rafforza il fenomeno dell’emigrazione dal nostro Paese con ben ben 124.076 italiani espatriati, in aumento del 15,4% rispetto al 2015. Una tendenza che conosciamo bene e che ci vede impegnati a rafforzare servizi e azioni di supporto a quanti decidono di trovare un proprio futuro e delle proprie famiglie nei Paesi dei Balcani e in Germania.

A sostenerlo è Giovanni Baldantoni, presidente di Palazzo Italia Bucarest. Il ‘network Balcani’ che abbiamo realizzato nel corso degli anni con presenze in Ungheria, Serbia, Bulgaria, Moldavia, oltre Romania e di recente ad Amburgo (Germania ) – continua – risponde  all’esigenza di promuovere protocolli di collaborazione con operatori economici lucani nel settore turismo, mobilità, ristorazione ed hotel ed attrarre visitatori dall’area dei Balcani in Basilicata e nel Sud. Intendiamo utilizzare al massimo le potenzialità ed i consensi di oggi per la Basilicata, ‘ la regione più’ gradita degli ultimi anni’ secondo quanto apparso sui social negli ultimi tempi”.

Baldantoni insiste: dobbiamo adeguare l’iniziativa rispetto ai nuovi emigrati che sono soprattutto i giovani: oltre il 39% di chi ha lasciato l’Italia nell’ultimo anno ha tra i 18 e i 34 anni, mentre il 9,7% ha tra 50 e 64 anni e sono i “disoccupati senza speranza” rimasti senza lavoro

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