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Petrolio in Val d'Agri e Valle del Sauro

Petrolio, Lacorazza: chiarire obiettivi attraverso vero confronto

“Nell’ultima riunione di Giunta regionale non sono state approvate le delibere riguardanti la questione idrocarburi/petrolio. La formula utilizzata è ‘iniziata la discussione’. Al centro dell’attenzione ci sono l’addendum e le integrazioni dell’accordo tra Regione ed ENI-SHELL (DGR 357/2022) e due possibili intese su permessi di ricerca di idrocarburi: ‘La Capriola’ e ‘Il Perito’. Il Governo Bardi, sostenuto da una maggioranza di centrodestra, rischia di compromettere il futuro indebolendo ulteriormente la capacità negoziale con il Governo nazionale e le compagnie petrolifere”. È quanto dichiara Piero Lacorazza, capogruppo del Pd in Consiglio reginale, che prosegue:

“La ‘questione’ petrolio, cavallo di battaglia che sette anni fa avrebbe dovuto rappresentare un salto di qualità, registra un’altra regressione di questa stagione politica. ‘Abbiamo il petrolio e i giovani vanno via’ era il mantra retorico e demagogico utilizzato anche dalla destra lucana.  E ora? Noi che conosciamo dati e numeri, complessità e governo dei processi registriamo ad oggi un deficit di visione e ormai una ‘dipendenza’ del bilancio regionale come mai era accaduto. Potrei citare l’assenza totale di piani e programmi, di visione integrata per gli investimenti a sostegno della transizione e della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.  Ci basterebbe solo dire che circa 100 milioni di euro da destinare allo sviluppo, anche sostenibile, sono stati messi per coprire i deficit per una sanità regionale nella quale 60.000 lucani rinunciano alle cure e si pagano 130 milioni di euro per i lucani che si curano fuori”.

“A maggior ragione – conclude Lacorazza – la coda e la fine del PNRR, che hanno avuto un importante impatto sull’economia regionale, impongono una riflessione aperta, trasparente ed approfondita sulla questione ‘petrolio’ anche in previsione della scadenza nel 2029 della concessione ENI SHELL in Val d’Agri. Da due anni chiediamo il Piano Strategico Regionale ma ‘zero e porto zero’, tradendo così lo Statuto della Regione Basilicata, le lucane e i lucani”.

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