Cronache

Neofascisti in piazza a Lavello per ricordare i “martiri delle foibe”. L’appello della Cgil e Anpi di vietare la manifestazione

In città già in passato si sono verificati episodi di apologia del fascismo. L’Anpi chiede all’amministrazione comunale di intervenire

Si chiama “Forentum patria nostra” ed è per definizione un’ “associazione culturale, sociale e sportiva” che ha come simbolo l’aquila che regge lo scudo con il simbolo di un castello. L’11 febbraio i suoi componenti sfileranno per le strade di Lavello “per ricordare – scrivono su Facebook – gli innocenti trucidati e assassinati barbaramente dai comunisti. Gettati con una feroce assurda nelle foibe. Dimenticati per decenni da chi sapeva e sedeva con la bandiera rossa e crociata alle spalle. Chiederemo alle autorità locali, di nuovo, che venga intitolato uno spazio pubblico ai martiri delle foibe”. L’annuncio, arrivato a pochi giorni dalle celebrazioni per la Giornata della memoria, preoccupa il coordinamento dell’Anpi che ha sede nel comune del potentino.

“Non siamo contro la manifestazione in sé ovviamente, per di più prevista dalla legge italiana in memoria dei caduti delle foibe sui quali tempo fa proprio come Anpi abbiamo svolto delle iniziative nelle scuole.  Quello che a noi preoccupa è che la manifestazione pubblica per l’11 febbraio a Lavello, la quale non sappiamo se autorizzata e da chi, è promossa dalla solita associazione di facciata, addirittura culturale, sociale e sportiva, composta e diretta da persone che non disdegnano di farsi ritrarre anche su Facebook mentre “giocano alla guerra” la domenica col corredo di svastiche e di folle ideologia assassina – afferma il coordinamento cittadino dell’Anpi – Diciamo associazione di facciata perché, non bastasse il contesto sociale ristretto in una cittadina dove ci si conosce tutti, abbiamo già visto e documentato i loghi di Lotta studentesca, diretta emanazione di Forza nuova, sul retro degli striscioni ai martiri delle foibe, come già abbiamo visto e documentato la promozione dagli stessi attori di iniziative con personalità del calibro di Roberto Fiore proprio su quella piazza che una volta ospitava la comunità di don Marco Bisceglia”.

La Cgil Basilicata si unisce all’appello dell’Anpi di Lavello condannando ogni episodio antisemita e neofascista che si è verificato nel comune del potentino e chiede al Prefetto di Potenza di vietare sul territorio qualsiasi manifestazione promossa da un’organizzazione di stampo neo fascista. In particolare l’organizzazione sindacale esprime piena solidarietà al coordinamento cittadino dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia che da anni si sta battendo sul territorio per il ripristino della democrazia e degli ideali di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione.

Nel clima attuale, in cui sono sempre più frequenti anche a livello nazionale episodi a stampo neofascista – tra tutte, ricordiamo l’irruzione da parte di sedicenti skinhead nell’associazione pro-migranti a Como e il presidio a volto coperto davanti alla sede del quotidiano Repubblica a Roma e l’aggressione del segretario Fiom Cgil a Forlì, da parte di esponenti di Forza Nuova – la manifestazione indetta a Lavello dall’associazione locale “Forentum patria nostra”, di evidente stampo neofascista e collegata a Forza Nuova, risulta essere alquanto pericolosa seppur indetta per una giusta causa, ovvero il ricordo delle vittime delle foibe.

Tutto ciò dimostra come il pericolo fascista, anche in Basilicata, sia tutt’altro che irreale. Come Cgil Basilicata già nel mese di dicembre abbiamo approvato all’unanimità, in assemblea, un ordine del giorno in cui condanniamo questi comportamenti gravissimi, rispetto ai quali uno Stato democratico e antifascista non può e non deve restare indifferente.

A tal proposito, preoccupa fortemente la tendenza da parte di alcune forze politiche a minimizzare detti episodi che rappresentano invece allarmanti segnali di un clima crescente di violenza di stampo fascista.

Occorre che lo Stato, la politica, e tutti i soggetti che si riconoscono nei valori costituzionali agiscano assieme per rafforzare la cultura dell’antifascismo a tutti i livelli, a partire dalle scuole dove, proprio nelle recenti elezioni studentesche, si è vista una preoccupante affermazione di organizzazioni dichiaratamente ispirate al fascismo.

La Cgil, che ha storicamente contribuito alla sconfitta del fascismo, con la strenua difesa dei valori democratici in ogni contesto, non può restare indifferente di fronte al dilagare di questi atti, e continuerà ad agire, come ha sempre fatto, per la difesa dei valori affermati dalla Costituzione Italiana e la diffusione, a partire dai luoghi di lavoro, dei valori dell’antifascismo.

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