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Lavorare all’estero: il 58% dei ragazzi è disposto a trasferirsi. Quali sono i paesi migliori?

Sempre più spesso sentiamo parlare di cervelli in fuga, e di un’ondata migratoria che ricorda molto da vicino quella degli anni ’50. D’altronde le contingenze storiche, pur essendo diverse, ci dicono che nella Penisola i giovani faticano a trovare le proprie soddisfazioni. Soprattutto se si parla di quelle economiche e professionali, visto che l’estero si propone – spesso – come una meta ricca di nuove ambizioni, e di un futuro migliore.

Eppure, sempre di una sfida si tratta, quindi di una missione che richiede innanzitutto una profonda riflessione, e in seguito un livello di organizzazione adeguato. Oggi, dunque, vedremo cosa spinge i ragazzi italiani a partire per l’estero, e quali sono i paesi che offrono di più.

Giovani italiani e trasferimenti all’estero

Stando ad un recente studio condotto da E-work, è emerso quanto segue: il 58% dei ragazzi italiani sarebbe disposto a dire addio all’Italia pur di trovare lavoro. Dunque più della metà dei giovani tricolori compresi fra i 25 anni e i 34 anni inquadra l’estero come la soluzione ai propri problemi professionali.

A tal proposito può essere interessante studiare la provenienza geografica dei potenziali partenti, e qui si trovano diverse sorprese. A dispetto dei luoghi comuni, infatti, il desiderio di partire viene coltivato in special modo dai ragazzi del Settentrione (61%), e in seguito da quelli del Centro Italia (32%), con il Sud ultimo in classifica. E le richieste giungono soprattutto dalle grandi metropoli come Milano, Roma, Napoli e Torino, insieme ad altre città come Genova.



Il motivo principale che spinge i ragazzi a partire? Come detto, oltre alle maggiori possibilità di lavoro si parla anche delle condizioni economiche, e dunque degli stipendi. Al punto che, chi lavora all’estero da almeno 5 anni, si porta a casa uno stipendio superiore del 61% rispetto agli italiani (2.266 euro contro 1.407 euro).

Dall’organizzazione ai paesi più ospitali

Intanto è bene sottolineare che la tecnologia e il web hanno semplificato le operazioni del trasferimento fuori dai confini nazionali. Si parte dalla ricerca del lavoro e di una casa, fino ad arrivare all’organizzazione del trasloco. In questo caso, infatti, si può scegliere di affidarsi a degli operatori specializzati nei traslochi internazionali, come Blissmoving ad esempio, così da vivere serenamente anche questa fase.

Poi bisogna scoprire quali sono i paesi che offrono maggiori opportunità professionali. Fra i più interessanti si trova l’Islanda, soprattutto per lavori come il cuoco, il cameriere, l’addetto alla security e il comparto edilizio. Anche Malta propone una serie di opportunità molto ampia, specialmente per traduttori, esperti in comunicazione e in web marketing, ingegneri e avvocati. Infine, ecco la Gran Bretagna, la meta ideale per chi lavora nell’ambito sanitario.

Sempre più cervelli partono in direzione estera, guidati dal desiderio di trovare lavoro e di poter godere di condizioni economiche più vantaggiose.

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