Cronache

Indagini, «clonate» le schede telefoniche dell’ex generale Conti

IL CASO DEL SUICIDIO DEL RESPONSABILE AMBIENTE DELLA TOTAL

È l’ultima speranza per tentare di sciogliere i nodi dell’intreccio, l’unico modo per trarre le informazioni utili (ammesso che ce ne siano) e chiarire il mistero del suicidio dell’ex generale Guido Conti. Tanto più che i dati del suo computer casalingo saranno probabilmente irrecuperabili, visto che lo stesso Conti li aveva fatti cancellare il giorno prima di togliersi la vita. Così la Procura di Sulmona ha deciso di far clonare la sim card del telefonino privato dell’ex generale, quello che non è mai stato ritrovato, nonostante le ricerche abbiano ispezionato in ogni anfratto del monte Morrone.

L’idea di chiedere la duplicazione della scheda telefonica è stata suggerita agli inquirenti dagli stessi tecnici a cui è stato affidato l’incarico di esaminare gli apparecchi informatici (oltre al pc c’è anche un iPad), e permetterebbe, almeno in parte, di recuperare chiamate e messaggi fatti da Conti nei suoi ultimi giorni di vita. L’esame dei dati del cellulare è finalizzato soprattutto a chiarire chi fosse l’interlocutore con cui, come avrebbero raccontato alcuni testimoni, l’ex generale parlava in modo molto animato qualche giorno prima di suicidarsi. I periti si sono dati 60 giorni di tempo per completare le verifiche e dire se sarà possibile acquisire materiale utile all’inchiesta aperta con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio. Secondo alcuni testimoni, Conti pochi giorni prima del suo suicidio avrebbe intavolato una lite per telefono, ma non si capisce bene con chi.

I racconti fatti agli investigatori parlano di un Conti molto arrabbiato che discuteva presumibilmente del suo trasferimento in Basilicata e del nuovo lavoro alla Total. Anche la chiamata anonima registrata dalla segreteria telefonica della redazione del giornale on-line abruzzese PrimaDa- Noi, qualche ora prima che l’ex generale venisse trovato senza vita, parlava di disaccordi con l’amministratore delegato della multinazionale petrolifera Francois Rafin. A fare quella telefonata, si è scoperto dopo, è stato un dipendente della stessa Total. L’uomo era stato già ascoltato come persona informata sui fatti il 20 novembre, ma non aveva rivelato di essere lui l’autore della misteriosa telefonata. Quando si accorge dell’ampia eco datale dai media decide di uscire allo scoperto. Sentito dagli inquirenti il 23 novembre confessa di aver fatto quella telefonata mentre tornava a casa da Corleto Perticara, utilizzando un’applicazione per non rendersi riconoscibile. «L’ho fatto – spiega agli inquirenti – perché ero rimasto molto colpito dalle dimissioni di Conti, di cui ero venuto a conoscenza il 16 novembre tramite un mail interna aziendale».

FONTE: PINO PERCIANTE – LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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