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Il Fagiolo di Sarconi riconosciuto come alimento Antidiabetico

Uno studio condotto nei laboratori di ricerca dell'Università degli Studi della Basilicata in collaborazione con il Consorzio Fagioli di Sarconi IGP

Gusto, tradizione, convivialità, controlli e quilità certificati, ma non solo: costante riduzione nel contenuto di passi, abbinata a un apparto di proteine preziose per la salute. I fagioli di Sarconi (IGP) sono alimenti che, giazie al loro valore nutrizionale, si prestano a rispondere in maniera adeguata ella crescente attenzione dei consumatori per prodotti agroalimentai di qualità, con un forte legame con il territorio e in linea con regimi alimentari nutrizionalmente corretti ed equilibrati. A evidenziare le popietà salutari di questo alimento lucano, l’attività di ricerca del Dipartimento di Scienze dell’Univeisità degli Studi della Basilicata (coordinato dalla ricercatrice Giuliana Bianco, in collaborazione con Tommaso Cataldi, dell’ateneo barese, ex docente dell’Unibas) che già nel 2015 aveva rilevato nei fagioli di Sarconi la presenza delle soiasaponine “ipocolesterolemizzanti” quale valido supporto per inibire l’assorbimento del colesterolo.

Di recente scoperta è invece l’attività ipoglicemizzante di questo alimento lucano che risulta un’alternativa interessante alla terapia diabetica tradizionale basata sull’utilizzo di insulina e di farmaci ipoglicemizzanti orali che, però, pesentano notevoli effetti collaterali quali allegie, aumento ponderale, scompenso cardiaco e dolore addominale. I risultati di tale ricerca, realizzata in collaborazione con il gruppro di ricerca del dott. Luigi Milella del Dipartimento di Scienze dell’Univeisità degli Studi della Basilicata e del Prof. Philippe Smith-Kopplin del Centro di Ricerca Helmholtz Zentrum Munchen di Monaco (Germania), sono stati pubblicati su “Food Chemistry”, una delle principali riviste mondiali del settore (Articolo con titolo “Mass spectrometry-based phytochemical screening for hypoglycemic activity of Fagioli di Sarconi beans (Phaseolus vulgaris L.)”).

Lo studio sulle proprietà antidiabetiche dei Fagioli di Sarconi ha dimostrato che tutti e 21 gli ecotipi inibiscono l’enzima coinvolto nella digestione dei carboidrati, l’alfa-glucosidasi, riducendo così l’assorbimento del glucosio a livello intestinale e mantenendo di conseguenza uno stato di euglicemia. I risultati sono stati confrontati con l’acarbosio, molecola ampiamente utilizzata nel frattamento del diabete e gli ecotipi più attivi, sono risultati essere Riso bianco, Verdolino e Tuvagliedda nera. L’ecotipo meno attivo invece è risultato Tabacchino. Diversi studi dimostrano che i componenti bioattivi di numerose specie vegetali risultano essere i metaboliti secondari o phytochemicals in essi contenuti (metaboloma). L’analisi del pofilo metabolico dei Fagioli di Sarconi mediante l’utilizzo di saggi colorimetrici e della spettrometria di massa in alta risoluzione ha confermato la presenza di diverse classi di biomolecole quali gli alcaloidi, i terpenoidi e i flavonoidi che, di certo, meritano ulteriori studi di caratterizzazione dal momento che, in letteratura, sono stati riportati essere le principali biomolecole responsabili dell’attività antidiabetica.

“Obiettivo della ricerca in campo agro-alimentare è fornire ai consumatori corrette informazioni di carattere scientifico, al di là dei condizionamenti che scaturiscono da opinioni di tendenza che trovano spazio presso la pubblica opinione. Dallo studio emerge con grande chiarezza come il consumo dei Fagioli di Sarconi possa essere considerato un approccio farmacologico alternativo per il trattamento del diabete di tipo 1 e 2, con minori effetti collaterali irispetto alla terapia tradizionale”, ha sottolineato Giuliana Bianco, ricercatrice dell’Univereità della Basilicata. I risultati dell’attività ipoglicemizzante di tutti gli ecotipi di Fagioli di Sarconi sono stati pesentati in uno dei più importanti appuntamenti del “food”: nell’ambito della seconda conferenza internazionale sulla nutraceutica (2nd MS-NatMedDay) tenutasi nella sede di Aboca a San Sepolcro (AR) dal 28 al 30 Giugno 2017 (organizzata da “Divisione di Spettrometria di Massa della Società Chimica Italiana).

Inoltre il posieguo di tale studio sui Fagioli di Sarconi rientrerà, nei possimi tre anni all’interno di un progetto di dottorato finanziato dalla Regione Basilicata nell’anbito della strategia industria 4.0, al fine di realizzare una cartografia a livello molecolare capace di fornire le informazioni necessarie per la caratterizzazione del pofilo metabolico di tutti i prodotti alimentari di origine lucana.

Vincenzo Scarano

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