Come viaggeremo questa estate e nel prossimo futuro

Il coronavirus ha stravolto il settore dei viaggi. Se le immagini del mondo che si è praticamente fermato sono sinistre, i numeri lo sono ancora di più. Secondo una stima del World Travel and Tourism Council (Wttc), a livello globale quasi 200 milioni di posti di lavoro nel campo potrebbero essere persi. Assaeroporti (Associazione Italiana Gestori Aeroporti) dichiara che nel mese di marzo 2020 si è registrato un -85% di passeggeri rispetto al 2019. Un calo mai visto prima e dalle conseguenze devastanti e imprevedibili. Proviamo a rispondere a 5 domande frequenti per capire come sarà viaggiare dopo la fase di emergenza.

Numeri e scenari

Sebbene l’Italia abbia ormai riaperto i confini con l’Europa, nelle fasi successive all’emergenza sanitaria inevitabilmente il nostro modo di muoverci e spostarci cambierà: la ricerca di criteri di sicurezza prima mai considerati e la necessità di assicurare il proprio viaggio diventeranno per molti delle priorità.

Ma la voglia di viaggiare non passa: tre italiani su quattro sono infatti già pronti per le ferie, sebbene abbiano sostituito destinazioni estere con mete italiane, da raggiungere preferibilmente con mezzi privati. Tra le mete principali la Sicilia, la Toscana e la Puglia per coloro che hanno deciso di trascorrere una vacanza nel Bel Paese (92,3%).

La tendenza a voler rimanere all’interno dei confini nazionali e a muoversi con il proprio mezzo è una delle conseguenze della pandemia, con i suoi effetti disastrosi sull’industria dei trasporti aerei e non solo.

“C’è chi dice che ci vorranno cinque anni per la ripresa, chi ipotizza un ritorno agli anni ‘50, con pochi voli e con le compagnie di bandiera sussidiate dagli Stati che torneranno a dominare il mercato. Ma noi pensiamo che lo scenario più plausibile sia un altro ancora, e più ottimistico: un ritorno ai volumi pre-crisi tra tre anni, afferma in un’intervista a Business Insider Alessandro Fidato, amministratore delegato di Sea (società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate). E aggiunge: “Ci sarà sì un consolidamento di poche compagnie, ma secondo noi le low-cost ne usciranno rafforzate, acquisendo quote di mercato: sono più solide, hanno a disposizione maggiore liquidità che in questo momento con zero ricavi è ossigeno”.

Ecco cinque domande frequenti le cui risposte vi faranno capire come cambierà il nostro modo di viaggiare nel post crisi sanitaria.

        Come cambiano politiche e regole di prenotazione?

Con l’annullamento di ogni tipo di evento previsto nel periodo della pandemia e quindi anche di tutti gli itinerari di viaggio, le compagnie di trasporto hanno previsto la possibilità di ricorrere a rimborsi sotto forma di voucher per rifondere i viaggiatori. Aziende come TrenitaliaItalo e anche alcune compagnie aeree prevedono invece il rimborso diretto della cifra del biglietto se non utilizzato per motivi legati al coronavirus.

Sono così cambiate anche le politiche di prenotazione, con la possibilità di cambio dell’itinerario di viaggio fino a pochi giorni prima della partenza e possibilità di cancellazione molto meno stringenti anche per portali online dove prenotare alloggi come Airbnb e Booking.com.

Quali sono i criteri per la scelta dell’alloggio?

A proposito di Airbnbin un articolo del New York Times gli esperti del settore turistico prevedono che il trend degli affitti di case-vacanza potrebbe subire cali a causa del timore di essere contagiati in ambienti ‘estranei’. Per rispondere a tale paura, il colosso dell’house-sharing prevederà presto alcune indicazioni aggiuntive per i proprietari: per esempio, se stanno seguendo le rigide regole di sanificazione, incluso un periodo di attesa minimo di 24 ore tra due diverse prenotazioni. Una nuova categoria indicherà anche se la casa non è stata occupata da 72 ore.

In Italia circa il 40% di coloro che andranno in vacanza opta per soluzioni ricettive considerate più sicure e con maggiori garanzie sul distanziamento sociale come appartamento in affitto (18,9%), casa di famiglia (17,4%), farsi ospitare da parenti o amici (5,2%).

I posti disponibili a bordo degli aerei saranno ridotti?

Per rispettare il distanziamento sociale alcune compagnie aeree hanno deciso di prevedere il distanziamento tra i passeggeri a bordo, determinando così un numero minore di posti disponibili. Ma dal 15 giugno le cose cambiano: nell’ultimo dpcm firmato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, si legge: “È consentito derogare al distanziamento interpersonale di un metro, a bordo degli aeromobili, nel caso in cui l’aria a bordo sia rinnovata ogni tre minuti, i flussi siano verticali e siano adottati i filtri Epe, in quanto tali precauzioni consentono una elevatissima purificazione dell’aria”.

Restano invece confermate le misure di distanziamento sociale in tutti i luoghi dell’aeroporto e le regole per evitare il diffondersi del contagio, come l’uso della mascherina (anche a bordo) e la misurazione della temperatura prima dell’imbarco.

I controlli in aeroporto aumenteranno?

L’avvento del coronavirus ha determinato la necessità di rivedere gli spazi e i controlli negli aeroporti. Questi ultimi aumenteranno e includeranno anche scanner per attestare lo stato di salute dei passeggeri, oltre alla necessità di compilare un’autocertificazione che dichiari l’assenza di contatti con persone affette da Covid-19 e sintomi relativi. La struttura degli aeroporti cambierà, prevedendo sempre più spazio per diluire il flusso di passeggeri, sul modello dell’aeroporto di Singapore, Changi.

Gli aeroporti italiani si sono già attrezzati con termoscanner, distributori di igienizzante, segnaletiche e totem digitali. Alcune compagnie aeree stanno inoltre pensando di introdurre anche i test rapidi per verificare un’eventuale positività al coronavirusLufthansa lo farà negli aeroporti di Francoforte e Monaco di Baviera e potrebbe inoltre dare la possibilità ai passeggeri di acquistare a pagamento il posto libero accanto a loro per garantire il distanziamento sociale.

L’impatto ambientale dei viaggi passerà in secondo piano?

Se il viaggiatore medio avrà in mente l’igiene prima di tuttole plastiche monouso potrebbero rappresentare un grosso problema per il futuro ambientale della Terra. Le tendenze ecologiste potrebbero passare in secondo piano infatti di fronte a un settore in crisi.

La stessa Associazione del trasporto aereo internazionale (Iata) ha chiesto una revisione del piano di riduzione delle emissioni del 2020 per alleviare l’impatto su un settore già ampiamente colpito dalle conseguenze economiche di questa pandemia. Il 9 giugno scorso il Consiglio europeo e l’Icao (Organizzazione internazionale dell’aviazione civile) hanno ridiscusso infatti i parametri del progetto Corsia (il sistema di compensazione e riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili) per andare incontro alla richiesta.

 

FONTE UPDAY.COM

Potrebbe interessarti
Articoli correlati
Back to top button
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
Close
Close
RICEVI GRATIS LE NOSTRE NOTIZIE