Lavoro e Salute

Apprendistato scolastico: Vaccaro (UIL), potenzialità inespresse

“Il nuovo apprendistato scolastico è sicuramente uno strumento positivo che ha grandi potenzialità non ancora espresse. Solo che prima di parlare di successo sarebbe il caso di attendere ancora un po’ e conoscere i dati delle piccole e medie imprese che da noi sono la grande maggioranza”. E’ il commento del segretario generale della Uil di Basilicata Carmine Vaccaro ai primi dati diffusi oggi dal Miur secondo cui  ad oggi i contratti firmati con alunni/apprendisti sono circa mille.

I più numerosi sono quelli sottoscritti da Eni ed Enel e da compagnie assicurative.

Il piano Eni che ovviamente seguiamo con particolare attenzione per le ricadute sul nostro territorio – riferisce Vaccaro – prevede 180 assunzioni di apprendisti di primo livello, di cui 140  sono già avvenute nel corso dell’anno scolastico 2016-2017. Gli studenti apprendisti dell’Enel sono invece 170 e infine, sempre secondo i dati del Miur, 350 i contratti firmati da pmi.

Sono dati che evidenziano la necessità di ripensare profondamente l’apprendistato di primo e terzo tipo (apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e apprendistato di alta formazione e ricerca). Bene quindi – per Vaccaro – la messa a punto di un piano per coinvolgere le scuole a dialogare di più (e meglio) con le imprese e ad offrire opportunità di formazione in azienda ai ragazzi (che vale anche per il conseguimento del diploma) in analogia a quanto accade in Germania, con il modello duale. C’è bisogno però – continua il segretario della Uil – di una rivisitazione dell’attuale sistema di accesso al lavoro, soprattutto per i giovani, che deve trovare le sue basi in ‘buoni’ e ‘stabilizzanti’ ingressi al lavoro, indirizzando coerentemente verso questi strumenti gli incentivi fiscali e previdenziali senza la quale diventa effimera non solo una crescita occupazionale, ma soprattutto un aumento dei posti di lavoro standard. Il lavoro non standard – continua Vaccaro – aumenta le probabilità di transitare verso un impiego stabile. Ci sono alcuni settori che – continua Vaccaro – offrono molte opportunità di lavoro, anche ben pagate, ma ai giovani non interessano. E così le aziende fanno fatica a trovare personale. Lavori spesso manuali e faticosi che però vengono pagati molto più di quanto potrebbe guadagnare un impiegato laureato. Parliamo di panettieri, addetti alle pulizie, figure professionali della ristorazione, autisti di mezzi pesanti, ma anche muratori e carpentieri ed operai specializzati. Continuo a sostenere – evidenzia il segretario della Uil – che l’apprendistato professionalizzante può rappresentare una boccata di ossigeno per le imprese e contribuire a creare alcune migliaia di nuovi posti di lavoro senza costi aggiuntivi per la pubblica amministrazione.

La UIL – conclude – condivide l’idea di introdurre misure per incentivare le nuove assunzioni dei giovani, purché siano strutturali, si introducano meccanismi robusti anti licenziamenti e si incentivi ulteriormente l’apprendistato.  È chiaro che la sola decontribuzione sia solo una delle leve per favorire l’occupazione in generale e, in particolare, quella giovanile, ma gli incentivi vanno sempre accompagnati da misure economiche espansive, ad iniziare dalla graduale riduzione del cuneo fiscale e contributivo a tutti i lavoratori.

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