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Virus, si infiamma il dibattito politico sulla proroga dello Stato d’Emergenza



Anche se la situazione epidemiologica risulta essere sotto controllo in tutte le zone della Penisola, non si può certo affermare (purtroppo) che il virus sia scomparso e che la pandemia sia terminata.

In Italia non si registrano, ad oggi, situazioni di focolai fuori controllo ma in altre parti del mondo le cose stanno diversamente: negli Usa, il covid continua ad infettare ad un ritmo di 70.000 nuovi contagi al giorno.

Nell’ america latina, si contano addirittura 3 mln di casi di Nuovo CoronaVirus.

Ad ogni modo, con l’arrivo dell’autunno e l’inesorabile abbassamento delle temperature, la situazione potrebbe tornare a complicarsi anche in Europa ed in Italia.

Per questa ragione, il governo italiano ed in particolare il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, starebbero seriamente pensando di prorogare per altri sei mesi  lo “Stato D’Emergenza” in scadenza il prossimo 31 Luglio.

 

Cos’è lo stato d’emergenza e cosa comporta all’interno del nostro ordinamento Costituzionale?

L’attuale stato d’emergenza è stato dichiarato lo scorso 31 Gennaio (in assenza di casi accertati di coronavirus in Italia).

Il nostro ordinamento prevede una durata di sei mesi (prorogabili) per questa misura speciale.

Questo particolare provvedimento consente al governo e alla protezione civile, nel rispetto dell’ordinamento costituzionale, di mettere in atto tutte le misure necessarie per contenere gli effetti della Pandemia.

Lo Stato d’Emergenza è regolato dalla legge 225 del 1992 che ha istituito il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.

All’interno dell’articolo 5 della legge 225 vengono definite le caratteristiche del provvedimento e le modalità di attuazione: “Calamità naturali o connesse con l’attività dell’uomo, che in ragione della loro intensità ed estensione debbono, con immediatezza d’intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo”.

Lo stato d’emergenza ancora in vigore è quello che ha consentito al governo e al presidente del Consiglio di emanare misure restrittive come il “Lockdown”, la chiusura delle scuole o il blocco dei voli da altre nazioni, senza dover passare per un voto del Parlamento. Questa particolare misura ha permesso di utilizzare modalità molto più agili per l’assegnazione degli appalti oppure per adottare coperture economiche speciali (investimenti urgenti per l’aumento dei posti letto in terapia intensiva).



Sempre in questo periodo, il governo ha potuto modificare le modalità d’accesso allo smart working, rendendolo più agevole per i genitori con figli minori di 14 anni.

Lo stato d’emergenza, in ultimo, affida poteri speciali al capo della Protezione Civile.

Egli infatti dispone di totale autonomia nell’approvigionamento di materiale legato al contenimento dell’emergenza (ad esempio i Dispositivi di Protezione Individuale).

Quelli appena trascorsi, sono stati i mesi degli oramai famosi DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) e delle Autocertificazioni.

 

Si infiamma la polemica politica

L’indiscrezione trapelata dalle fonti di Palazzo Chigi ha fatto immediatamente scaturire le più disparate reazioni da parte del panorama politico.

E’ evidente che altri sei mesi di poteri speciali per il governo e per il Premier avrebbero comunque delle conseguenze politiche ma anche e soprattutto per la tenuta sociale del Paese.

Per questa ragione, molti parlamentari che sostengono l’esecutivo, in questa occasione, chiedono con forza un voto delle Camere rispetto alla proroga dello Stato d’Emergenza.

Poche ore fa, la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha annunciato che l’assemblea discuterà anche di questo Martedì 14 Luglio, al termine della relazione del Ministro della Salute Roberto Speranza.

Ancora da chiarire quando avrà luogo il dibattito alla Camera.

Attacca a testa bassa, invece, il centrodestra compatto: “No a poteri speciali per il Premier.”

A tutto questo, come se non bastasse, si accompagna la profonda preoccupazione per nuove tensioni sociali che potranno aver luogo in autunno, quando saranno oltremodo evidenti gli effetti economici del periodo di chiusure prolungato della scorsa primavera.

A tal proposito, il ministro dell’Interno Lamorgese ha dichiarato senza mezzi termini:”Troppa povertà, l’Italia rischia un autunno caldo.”

Non c’è bisogno di aggiungere quali nefaste conseguenze per l’economia e per la condizione psicologica delle persone potrebbe produrre un nuovo Lockdown tra Ottobre e Dicembre.

Anche per questo, rispetto alla proroga delle misure speciali, questa volta il Parlamento vuole vederci chiaro.

Staremo a vedere.

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