Vertenza Nico dell’indotto Cova Viggiano. Brutte notizie per 16 lavoratori

Venerdì mattina è arrivata la risposta all’Assessore Cupparo ma purtroppo non è positiva. La società siciliana Nico, che opera nella zona industriale di Viggiano con circa 70 lavoratori, ha comunicato che non può attivare la cassa integrazione per 16 operai a tempo determinato ai quali ora scadrà il contratto.

Nella nota inviata all’Assessore del lavoro c’è anche una proposta di far lavorare una parte dei 16 lavoratori in altri cantieri dell’azienda in Sicilia o Ravenna ma anche qui non sarebbe contemplata la cassa integrazione richiesta dalla Uilm.

Uilm ha inviato una lettera all’assessore regionale Cupparo, all’Eni e alla direzione aziendale della Nico Spa per chiedere la convocazione di un incontro urgente in cui discutere la vertenza che interessa 16 lavoratori. Per il sindacato gli accordi sottoscritti nel marzo 2019 prevedevano la loro assunzione dopo la scadenza del contratto ma – come l’azienda ha comunicato – quelle assunzioni sarebbero impossibili vista la riduzione di alcuni attività da parte di Eni al Cova.

Di seguito la nota integrale della UILM minacciando, in caso di vertenza non risolta positivamente, un presidio permanente dei lavoratori davanti i cancelli del centro oli:

Con la presente la scrivente O.S., vista la situazione sociale venutasi a creare relativamente alla vertenza dei lavoratori della Nico Spa a seguito della riduzione delle attività del Mise, chiede un aggiornamento urgente – da tenersi nelle prossime ore – del tavolo regionale per avere risposte certe che evitino il “licenziamento” di 16 lavoratori.
Purtroppo registriamo nessun passo in avanti rispetto all’ultimo tavolo regionale che si era concluso con l’impegno delle Parti di trovare soluzioni concrete entro la giornata di venerdì 26 giugno 2020.

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