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UIL: “le risorse del PNRR devono essere un’opportunità e non l’ennesima occasione persa”



Dal Consiglio Generale della Uil di Basilicata un messaggio alla nuova Giunta Regionale: “si torni subito al lavoro istituzionale recuperando il tempo perduto” e un rinnovato impegno: “bisogna restituire un futuro, più inclusivo ed equo, alla nostra regione e al nostro Paese”.  I gruppi dirigenti della Uil con i segretari di tutte le categorie – che insieme al segretario nazionale organizzativo Emanuele Ronzoni hanno discusso dell’avvio della stagione congressuale che coinvolge tutte le federazioni-organizzazioni di categoria e si concluderà alla fine di giugno con il secondo congresso regionale – hanno aggiornato riflessione, valutazione e proposta rispetto alla nuova fase che si è aperta nel nuovo anno.

“L’incontro con i Ministri Carfagna e Speranza di ieri a Potenza – ha sottolineato Tortorelli nella relazione – hanno confermato, se ci fosse ulteriore bisogno, che le risorse del PNRR devono essere un’opportunità e non l’ennesima occasione persa. PNRR, fondi UE, sono un’enorme mole di risorse per circa 600 milioni di euro complessivi derivanti solo dal PNRR da non disperdere in mille rivoli, rappresentano un’opportunità storica per la ripresa del Paese, del Mezzogiorno e della Basilicata, da mettere a valore con il lavoro, questa è l’unica strada possibile. Del resto, l’analisi degli studiosi ed esperti, trovano conferme nei rapporti del nostro centro studi che già lo scorso anno ha anticipatamente messo in guardia sui pericoli per l’apparato produttivo e l’occupazione in Basilicata.  Ma – ha aggiunto il segretario della Uil – il conflitto russo-ucraino incombe innanzitutto sulla vita delle popolazioni ucraine e dimostra la debole presenza europea, italiana e meridionale nel Mediterraneo. Specie in termini di politiche migratorie ed energetiche. L’approvvigionamento energetico del nostro Paese è costituito per il 40% dal gas naturale, per il 33% dal petrolio e per il 27% dalle fonti energetiche rinnovabili. Il ruolo della Russia, come noto, è di primo piano: il 43% delle nostre importazioni di gas naturale derivano da quel paese. Mentre il consumo nazionale di gas (76 mld di metri cubi) è assicurato solo per il 4,6% da fonti interne, con una pesante dipendenza dalle importazioni. Questioni strategiche si pongono anche per l’energia elettrica la cui domanda è pure soddisfatta da un 15% di importazione e il 46% della nostra produzione di elettricità dipende proprio dal gas, contro il 41% delle rinnovabili.

L’altro comparto di grande valore è l’ agro-alimentare, molto esposto alle economie russo-ucraine. Il nostro Paese importa addirittura il 64% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti. Una situazione determinata dalla scomparsa nell’ultimo decennio in Italia di un campo di grano su cinque con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati. Le transazioni commerciali con la Russia hanno risvolti strategici più larghi nella produzione di materie prime non energetiche. Da quel Paese proviene per esempio il 44% del palladio estratto a livello globale, un metallo raro, cruciale per il settore automobilistico.

Teniamo  – ha detto Tortorelli – la nostra bussola ben orientata per legare sempre più efficacemente l’emergenza con la definizione di nuove prospettive e opportunità. Perché la pandemia è una potente messa alla prova del nostro schema di sviluppo, delle nostre prospettive individuali e collettive, della stessa convivenza nelle relazioni interpersonali, una sfida per affrontare una volta per tutte, con forza, i nodi strutturali della società lucana e che abbiamo definito nel corso di questi mesi, insieme. Sfide che sono ancora tutte da affrontare con immediatezza senza lentezze e ritardi, perché la pandemia è un moltiplicatore di disuguaglianze e dobbiamo correre insieme per non lasciare nessuno indietro. Le priorità sono quelle che ci ha consegnato il passaggio dal vecchio al nuovo anno: la ripresa dell’attività strettamente legata al futuro dello stabilimento Stellantis di Melfi (e dell’indotto) che continua a subire la carenza di semiconduttori; la convocazione degli “Stati Generali dell’energia” per affrontare la transizione energetica che in Basilicata ha aspetti specifici per la presenza dei più grandi giacimenti di petrolio in Europa, su terraferma (Eni e Total); il nuovo Piano regionale della Sanità per aggiornare e adeguare servizi e prestazioni nel dopo Covid; il Piano per il Lavoro all’interno del Manifesto che abbiamo definito da tempo con Cgil e Cisl e che è parte integrante della nuova fase di concertazione con la Giunta Regionale; il disagio sociale che continua a preoccuparci per gli aspetti vecchi e nuovi in cui si manifesta.

In questo scenario – ha evidenziato Tortorelli – serve una vera concertazione Regione-Sindacati-Governo-associazioni imprenditoriali. I tavoli tematici che pure si sono tenuti in regione non sono più adeguati, serve una Cabina di regia a 360 gradi, un tavolo permanente in cui discutere di volta in volta delle tante problematiche del settore, anche

SUD: RONZONI (UIL), NON CI SONO SOLO RISORSE PNRR DA SPENDERE MA ANCHE I FONDI STRUTTURALI 2014-2020

“Mentre l’attenzione di tutti è concentrata sulle risorse europee del PNRR, vi è ancora un’ingente somma finanziaria specie al Sud da spendere dei Fondi Strutturali e di Investimento Europei della programmazione 2014-2020. Al 31 dicembre 2021 lo speso al Sud non va oltre il 57,4% della Basilicata con la Sardegna al 43,8%, l’Abruzzo al 49%, la Campania al 48% e la Calabria al 50,8%. Il Governo e il Parlamento sappiano che per la Uil l’accelerazione della spesa delle risorse comunitarie, straordinarie, statali e regionali specie nel Mezzogiorno è una battaglia centrale”. Lo ha detto il segretario nazionale organizzativo della Uil Emanuele Ronzoni intervenendo a Potenza ai lavori del Consiglio Generale Federale della Uil della Basilicata.

“Al Governo impegnato nel “giro” tra le regioni per illustrare il PNRR ribadiamo – ha aggiunto – che la logica dello “spendere tanto per spendere” non ci appartiene. C’è bisogno di una progettazione seria ed articolata con il più efficace coordinamento con le organizzazioni sociali e il sistema delle autonomie locali concentrando le risorse su pochi obiettivi e, soprattutto, sul lavoro di qualità per giovani e donne. Lo storico gap Nord-Sud non si accorcia con la “bacchetta magica PNRR”. E lo dico dalla Basilicata – ha affermato Ronzoni – che è terra di petrolio, di beni naturali e storico-culturali, di grandi potenzialità di sviluppo e nuova occupazione che senza infrastrutture adeguate continueranno ad essere sprecate. Purtroppo non sono valutazioni scontate perché si continuano a ripetere senza risultati concreti. È quindi, più che mai urgente che il Ministro per il Sud e la coesione territoriale prenda provvedimenti per accelerare la spesa auspicabilmente con un confronto vero con le Parti Sociali.

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