Primo PianoPetrolio in Val d'Agri e Valle del Sauro

Tempa Rossa, giornata di protesta: “Fuori i Petrolieri dalla Nostra Terra”

Numerose associazioni erano presenti a Corleto Perticara per manifestare non solo contro il Centro olio di Tempa Rossa che sta per accendere i motori, ma anche contro il modello energetico, come si evince dal primo intervento, fatto in Piazza Plebiscito, dal Movimento No Tap che grida a gran voce: << E’ il modello energetico a essere completamente sbagliato >>. Sempre in Piazza Plebiscito gli ambientalisti hanno ascoltato tre messaggi di solidarietà, che provenivano dal Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, da Don Marcello Cozzi e dal Giudice della Corte Europea Silvana Arbia, entrambi confidavano nella sensibilità di una giornata con un tema molto importante per la terra e la salute.
La manifestazione che si è svolta in modo pacifico si è poi trasferita al Centro olio di Corleto Perticara, dove vi erano altri ambientalisti che hanno aspettato tutto il corteo.
Oltre al coordinamento No triv della Basilicata che ha organizzato l’evento e al Movimento No Tap che ha aperto la manifestazione, erano presenti: Eolico Selvaggio, Epha Basilicata, ScanZiamo le scorie, Raspa (Rete autonoma Sibaritide per il Pollino), Libera Basilicata, Mamme libere per la tutela dei figli- Policoro, MonteNoTriv, Comitato Jonico Acqua Pulita, Antigone (Associazione a Tutela dell’ Ambiente e della Salute- Oppido Lucano), Aiab (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica), Osservatorio Popolare Val d’Agri- Basta vel-ENI e alcuni rappresentanti di Potere al Popolo e Movimento Cinque Stelle.
“Tiepida” è stata la partecipazione dei residenti del paese e della Val d’Agri.
Tra gli interventi, il Tenente Giuseppe Di Bello, ha chiesto verità per l’  Gianluca Griffa e per il Generale Guido Conti. Tra gli striscioni principali: “Fuori i Petrolieri dalla Nostra Terra”, “Tempa Rossa è Invasione, No al Petrolio a Colazione”, e un lungo lenzuolo rosso che rappresentava “il sangue e la vita”, ed è stata la cornice del messaggio principale che hanno sostenuto i manifestanti: “dare priorità assoluta alla salute e dall’ambiente in territori che hanno già pagato e continuano a pagare prezzi altissimi, avviando e portando a termine le mancate bonifiche delle aree lucane e pugliesi, esigendo la programmazione e l’attuazione certa della bonifica dei pozzi acquiferi e delle discariche”.
Chiedono, inoltre, “l’istituzione dell’obbligo sistematico di sorveglianza sanitaria alla stregua dei protocolli cui sono sottoposti i lavoratori del settore delle estrazioni di petrolio e gas e dei rifiuti pericolosi, per poter individuare sin da subito eventuali insorgenze tra i cittadini residenti nelle aree ad alto rischio a causa della presenza di impianti di prima raffinazione, pozzi e relative discariche. Il governo nazionale insieme con le Regioni deve assolutamente porre riparo agli effetti anticostituzionali devastanti per la democrazia e per i territori di Puglia e Basilicata, a partire dal famigerato emendamento Tempa Rossa e ponendo la questione in sede di Conferenza Stato-Regioni”.

Elisa Casaletto

 

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