Lavoro e Salute

Superbonus 110%: novità in vista per snellimento burocratico


Il Governo intende eliminare almeno un po’ di burocrazia sulla presentazione delle richieste per accedere alla maxi-agevolazione rappresentata dal Superbonus 110% e questo è una novità positiva. E’ il commento del Gruppo Cestari che ha cantieri aperti o in fase di apertura da Como, Milano, Padova, Chieti, Roma, Napoli, Salerno, Montesano Sulla Marcellana, Catanzaro, Firenze, Avellino, Moliterno e in Basilicata. Tra le prime società in Italia a portare a conclusione positivamente tutto l’iter del Superbonus con la conclusione dei lavori di efficientamento energetico e miglioramento sismico e la relativa concretizzazione del credito spettante, il Gruppo con Centro di assistenza tecnico-professionale per la Basilicata a Moliterno, da tempo sollecita lo snellimento burocratico. La novità più importante consiste nel togliere l’obbligo per i tecnici abilitati di certificare alcuni dati relativi allo stato legittimo dell’immobile, vale a dire la proprietà, i vari passaggi di proprietà e la presenza di concessioni edilizie. Sarà sufficiente, secondo quanto anticipato dal Governo agli enti locali, che i professionisti attestino l’assenza di abusi edilizi e il rispetto delle prescrizioni urbanistiche. In poche parole, dovranno fare semplicemente un certificato di conformità. A questa si potrebbero sommare altre novità, come quelle per rendere più veloce la Valutazione di impatto ambientale (VIA), passaggio fondamentale per l’apertura di molti cantieri infrastruttura.

L’attestazione della regolarità urbanistica dell’edificio ha come scopo quello di verificare e documentare che l’immobile sia stato realizzato in conformità al titolo abilitativo iniziale, cioè che non sia stato rilasciato un permesso per costruire una cosa con determinate caratteristiche e poi ne sia stata costruita un’altra diversa. Inoltre, la certificazione serve a documentare che il fabbricato, anche senza un titolo abilitativo, è stato realizzato secondo quanto stabilito dalla normativa urbanistica in vigore. Proprio nel caso in cui il titolo abilitativo non esista o sia stato smarrito, la certificazione servirà come documento che attesta, appunto, la regolarità dell’immobile.

Il superbonus genera ricade economiche importanti. Secondo uno studio di Luiss Business School e Openeconomics, rilanciato dal Dipe (Dipartimento politica economica) di Palazzo Chigi, considerato nel triennio 2020-2022 un investimento edilizio di 8,75 miliardi, si calcola un valore aggiunto del Paese pari a 16,64 miliardi. Si valutano così gli effetti della spesa edilizia sugli altri settori. L’analisi considera anche l’effetto dell’incremento di valore del patrimonio abitativo e dei risparmi energetici e anche delle conseguenze sul sistema finanziario derivanti dalla possibilità di cessione del credito di imposta. Ai 16,64 miliardi si potrebbero aggiungere 1,91 miliardi di effetto prodotto nell’economia sommersa. Inoltre è calcolato un incremento di valore aggiunto di 13,71 miliardi (e 1,35 nell’economia sommersa) per gli otto anni successivi alla fine delle detrazioni. Partendo da questi dati l’ing. Alfredo Cestari, presidente del Gruppo omonimo, rinnova l’appello innanzitutto agli amministratori locali e ai cittadini a “utilizzare il potente incentivo per il recupero di centri storici e Comuni”. Il SuperBonus dunque può rappresentare una svolta nel rigenerare il nostro patrimonio edilizio e trasformare le nostre case in immobili green e smart dove vivere e abitare, dove fare impresa e lavorare, anche a distanza.

 

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Le agevolazioni fiscali previste dal Decreto “Rilancio” (SuperBonus, EcoBonus, SismaBonus) stanno per entrare nella loro fase attuativa:

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