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Scuola: serve un nuovo piano di reclutamento dopo l’interruzione del concorso


“L’interruzione del calendario delle prove del concorso straordinario per 32mila cattedre di scuola secondaria di primo e secondo grado archivia un concorso nato male e continuato peggio, che ora mette i candidati in posizioni diversificate. Ancora altre disparità di trattamento”.

E’ questa la posizione della Uil Scuola illustrata in una nota a firma del segretario regionale Luigi Veltri.

Le ultime prove del concorso, che vedeva ai blocchi di partenza oltre 64mila candidati, si sono svolte ieri. Da oggi la selezione è sospesa e potrà riprendere dopo il 3 dicembre, almeno secondo il Dpcm. La vicinanza delle feste natalizie porta a pensare che il nuovo calendario partirà dal 2021. Ad oggi, comunica il ministero dell’Istruzione, circa il 60% dei candidati ha svolto le prove, la cui correzione sarà avviata. Non è prevista, invece, alcuna prova suppletiva per i candidati che non si sono presentati perché in quarantena.

“Questo Dpcm – evidenzia la Uil Scuola – archivia il concorso e apre una strada di riflessione nuova che serve a mettere il prossimo anno scolastico nelle condizioni di avviarsi senza ritardi didattici ed educativi. Serve un piano nuovo di reclutamento. Non è tempo di polemiche o di rimpianti”.

“Il percorso è saltato – aggiunge la nota – e va riprogrammato. C’è qualcuno che possa pensare ancora che la convivenza tra il concorso ordinario e lo straordinario possa ancora reggere? Si tratta di agire e presto per non pregiudicare anche il prossimo anno scolastico. Un tema che riguarda centinaia di migliaia di lavoratori che hanno acquisito anni ed anni di esperienza per i quali serve una selezione sui titoli, sul  curriculum, con una prova finale di verifica. Non vanno misurate capacità enciclopediche ma verificate le capacità professionali, quelle che si apprendono in classe, con i ragazzi”.

“Dobbiamo, ora più che mai – sottolinea Pino Turi segretario generale Uil Scuola – pensare  ad una sorta di percorso integrato pluriennale che abbia come finalità quella della continuità didattica. Il sistema scolastico ha caratteristiche tali da richiedere percorsi costituzionali di reclutamento, come quelli che la scuola ha sempre avuto. Il Dpcm ha sospeso tutti i concorsi pubblici e privati eccetto quelli che si svolgono per valutazione telematica o per curricula (allora esistono concorsi costituzionali diversi?), proprio quelli che erano stati concepiti e sottoscritti con gli accordi governativi presi con i predecessori dell’attuale ministro che peraltro, nella sua vita da sottosegretario, aveva anche condiviso” osserva Turi.  “Ci auguriamo che non si pensi a riprendere, acriticamente, il percorso interrotto – aggiunge Turi – Un percorso già pregiudicato, nella sua iniquità, dall’esclusione di molti candidati, che non hanno potuto partecipare per ragioni a loro non imputabili. Ripetiamo: serve un nuovo piano di reclutamento del personale docente”.

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