Sanità in Basilicata. Lettera aperta per il futuro Presidente della Regione Basilicata

Riceviamo e Pubblichiamo.

Caro Presidente,

l’efficienza della SANITA’ nelle regioni italiane con la valutazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza ) che dovrebbero entrare a regime nel 2020,mostra dati discordanti per l’intero stivale.

Già nell’antichità e poi con l’unità d’Italia, le persone povere e senza istruzione scolastica morivano prima delle persone ricche, per la  condizione di miseria in cui vivevano. Per i ricorsi storici anche oggi poco è cambiato.

I nuovi dati sui LEA, con il nuovo sistema di valutazione per prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera,dopo gli esiti delle prima sperimentazione effettuata dal Ministero della Salute,stanno a confermare che solo 9 regioni italiane su 21 superano la sufficienza in tutte e tre le prove.  Il quadro che emerge è obiettivamente preoccupante, con ben il 60% delle Regioni che non riescono a raggiungere neanche la sufficienza,data la  carenza soprattutto dell’assistenza territoriale e della prevenzione, mentre meno carente è l’attività ospedaliera. 

La sperimentazione attuata dal Ministero della Salute e pubblicata sul Nuovo Sistema di Garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza, approvato lo scorso dicembre in Stato-Regioni, entrerà in vigore nel 2020 e tutto quest’anno servirà a sperimentarne la efficienza. La sperimentazione si è basata sull’anno 2016  con degli indicatori test che hanno  preso in esame 3 distinte aree di assistenza: ospedaliera, distrettuale e prevenzione.

Alla luce di questi dati la Basilicata è tra le 7 regioni che non garantiscono i LEA ed è stata posta in un sottogruppo di 3 insieme a Calabria e Sicilia.La maggioranza delle insufficienze è evidente nell’area dei distretti, in aggiunta al problema cronico di carenza nelle aree di assistenza territoriale;migliore va la prevenzione mentre, l’attività ospedaliera appare quella meno in crisi.

 Disuguale è l’ aspettativa di vita degli italiani legata alla residenza , al livello di istruzione, alle condizioni sociali ed all’ accesso all’assistenza sanitaria pubblica. La dinamica della sopravvivenza, tra il 2005 e il 2016, ha dimostrato che i divari sono persistenti, in particolare nelle regioni del sud  ed in  Basilicata, dove restano costantemente al di sotto della media nazionale

In particolare l’ “Atlante italiano delle disuguaglianze di mortalità per livello di istruzione”, realizzato dall’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e il contrasto delle malattie della Povertà (INMP) in collaborazione con Istat hanno evidenziato non solo disuguaglianze per livello d’istruzione.ma anche per  il luogo di residenza. In generale , quindi, in Italia le disuguaglianze su base geografica si intrecciano con quelle sociali su base individuale. Tra i fattori da valutare sono senz’altro compresi quelli riferiti all’assistenza sanitaria erogata, in particolare per le note differenze territoriali in ambito di prevenzione(quotidianosanità .it.)

L’atlante mostra per la Basilicata un livello di istruzione per gli uomini e le donne ai livelli più bassi, mentre per le malattie del sistema circolatorio siamo per le donne ai livelli medio- alti mentre per gli uomini ai livelli più alti;per quanto riguarda i tumori maligni siamo per entrambi ai livelli bassi di incidenza.
I dati sull’analfalbetismo in Italia hanno evidenziato che in Basilicata come in altre regioni del sud il numero di analfabeti senza alcun titolo di studio è superiore al 8%,mentre la percentuale di popolazione con una istruzione minima (licenza elementare)è pari  al 36,52%.(quotidianosanita.it.)

E’ in dubbio che questi risultati offrono un quadro disarmante rispetto alla auspicata uniformità dei servizi erogati nelle diverse realtà territoriali proprio ora che si sta stringendo il cammino  verso una maggiore autonomia regionale anche in sanità.

 Antonio Molfese medico giornalista

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