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Ristorazione, Michele Tropiano: “Tre richieste prioritarie da Confcommercio”

La richiesta di approvare rapidamente un pacchetto di misure emergenziali, adeguate e tempestive, attraverso il dl Ristori quinquies, come un nuovo meccanismo di calcolo che assicuri indennizzi a fondo perduto sulla base del reale calo dei fatturati dei Pubblici esercizi nell’ultimo anno; l’adozione di un piano di ripartenza, riprendendo il lavoro già svolto con il CTS, per la riapertura graduale ma stabile, parametrata sulle caratteristiche strutturali dei locali, che consenta ai pubblici esercizi che dispongono di servizio al tavolo di tornare a lavorare anche di sera nelle zone gialle e di giorno nelle zone arancioni; l’integrazione, all’interno del P.N.R.R., di un progetto dedicato al rilancio dei pubblici esercizi, attore fondamentale per le filiere turistica e agroalimentare.

Sono i tre punti principali sostenuti da albergatori-ristoratori-titolari di bar ed esercizi food aderenti a Confcommercio. Michele Tropiano, rappresentante delle categorie Confcommercio Potenza, riferisce della videochiamata di ieri tra il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti e il presidente di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, Lino Enrico Stoppani. Un incontro virtuale durato circa un’ora, durante il quale i rappresentanti delle categorie hanno presentato al governo un documento contenente le misure emergenziali necessarie alla ripartenza di un settore messo in ginocchio dalla pandemia.

“Il ministro Giorgetti – sottolinea il presidente Fipe Stoppani – ha ascoltato la richiesta di dare al sistema dei pubblici esercizi, piegato da oltre un anno di sacrifici, una prospettiva di ripartenza in sicurezza, puntando sulla necessità di tornare a dare dignità al lavoro, auspicando la possibilità di una riapertura graduale nelle aree gialle la sera e nelle aree arancioni fino alle 18”.

Giorgetti “ha annunciato anche l’intenzione di rivedere i parametri di calcolo dei ristori da inserire nel cosiddetto Dl quinquies, di modo da selezionare in maniera più precisa le imprese che hanno subito un grave danno a causa della pandemia, differenziando fra settori che hanno operato e chi invece ha particolarmente sofferto, come il comparto del turismo. Ultimo, ma non secondario – conclude il presidente Fipe – ha riconosciuto il ruolo dei Pubblici esercizi come elementi fondamentali della sicurezza urbana e della socialità. Tutte indicazioni positive che ci fanno ben sperare in un cambio di passo. Ora però attendiamo i fatti”.

“Sappiamo – sottolinea Tropiano – che in più parti del Paese cresce la protesta e che un’azione collettiva è stata promossa da circa cento titolari di ristoratori, bar, pizzerie ed esercizi di somministrazione, per chiedere un accertamento del diritto di ottenere un risarcimento, tenendo conto della riduzione del fatturato, dei costi variabili e fissi, del danno da perdita di clientela e da perdita del valore aziendale nel suo complesso. Danni dovuti all’impossibilità di esercitare l’attività per effetto dei provvedimenti normativi che si sono susseguiti nel corso di tutta la pandemia. Noi continuiamo l’interlocuzione con il Governo e diamo ancora un po’ di tempo al neo ministro Giorgetti. Su un punto siamo tutti d’accordo come ristoratori dal Nord al Sud del Paese: non vogliamo sussidi, ma risarcimenti immediati adeguati ai danni subiti e soprattutto tornare a lavorare”.

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