Lavoro e Salute

Riflessioni sul rapporto Svimez e la Basilicata


Il Rapporto SVIMEZ 2021 su Economia e Società del Mezzogiorno, appena pubblicato, ancora una volta fornisce a tutti noi una attenta analisi di quanto è avvenuto nel corso dell’anno passato e di quanto si prevede avverrà nel periodo 2021-2024 circa la ripresa economica post covid che interesserà l’intero Paese e il Mezzogiorno in particolare. E’ quanto dichiara il Capogruppo regionale del Partito Democratico Roberto Cifarelli.

Diciamolo subito, nel prossimo triennio il Centro Nord vedrà crescerà il PIL del 15,6%, il Sud del 12,4%. Pertanto anche se in un contesto di crescita generalizzata, le regioni meridionali si dimostreranno “ meno reattive e pronte a rispondere agli stimoli di una domanda legata soprattutto a due fattori, le esportazioni e gli investimenti.”

Pur tuttavia, a differenza del passato, le regioni meridionali avranno a disposizione una misura programmatoria e di sostegno economico, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che, se utilizzato bene, potrà contenere il divario economico con il resto del Paese e segnare una stagione di rinascita economica e sociale.

Il rapporto ci suggerisce come i copiosi fondi destinati al Mezzogiorno (40% del PNRR) – aggiunge l’esponente PD – potranno segnare una autentica svolta se le politiche pubbliche nazionali e territoriali sapranno ottimizzare gli investimenti in “capacità produttiva” in grado di cogliere una significativa quota di domanda interna ed esterna.

In questo contesto la Basilicata non si discosta di molto dal trend meridionale, infatti, il PIL lucano, dopo il crollo (- 9,0%) del 2020, crescerà del 4,5% nel 2021 e del 3,9 nel 2022 e il Mezzogiorno si attesterà con un + 5,0 nel 2021 e + 4,0 nel 2022.

Sul versante lucano della occupazione dopo il – 2,1, crescerà dell’1,7 nel 2021 e del 2,0 nel 2022, il dato complessivo del Mezzogiorno invece si fermerà al +1,2 del 2021 e + 1,6 del 2022. Infine si segnala un aumento della spesa delle famiglie lucane intorno al + 3,2 nel 2021 e + 1,7 nel 2022 dopo però il tracollo segnato nel 2020 con un – 12,0.

I numeri che interessano la Basilicata offrono uno spunto su cosa fare, se analizzati con la lente della pianificazione degli obiettivi strategici di crescita e della programmazione degli interventi da realizzare.

E da questo punto di vista il ruolo finora svolto dal governo regionale è alquanto disordinato in quanto ancora non sono chiare le priorità da perseguire.

A questo proposito, il tema della la transizione ecologica può rappresentare un asset di crescita trasversale a tutti gli ambiti della produzione, così come il rilancio della formazione e dell’istruzione nel suo complesso può determinare terreno fertile per le richieste delle imprese sempre più alla ricerca di personale qualificato.

Per non parlare poi del nuovo equilibrio da ricercare nel rapporto centro- aree interne con una profonda riorganizzazione dei servizi pubblici e privati al fine di frenare lo spopolamento demografico in atto.

In conclusione, dal Rapporto si evince quanto fondamentali saranno le politiche pubbliche da mettere in campo e, a fare la differenza, – conclude il Capogruppo Cifarelli – sarà la capacità di capire al volo le trasformazioni sociali ed economiche che questa fase storica, caratterizzata da una terribile pandemia, ha generato.

Avremmo voluto suggerire queste “emergenze” sociali ed economiche a chi dopo due anni e mezzo di ritardo ci ha presentato un Piano Strategico Regionale tutto da approfondire e discutere.

Però….con calma…..per lor signori la Basilicata può attendere.

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