Riecco il teatrino disgustoso della solita “Italietta”

All’inizio di tutta questa tristissima storia del Virus, in molti teorizzavano la possibilità che il Mondo intero potesse imparare “La Lezione” maturando finalmente una nuova capacità di individuare priorità sociali, politiche ed economiche.

Non possiamo sapere con esattezza quello che sta accadendo negli altri Paesi del globo, ciò che possiamo affermare con certezza (purtroppo), è che l’Italia sta sprecando l’ennesima occasione per migliorarsi.

Chi scrive, è costretto a trarre questa tristissima conclusione pur avendo creduto fino in fondo ad un possibile (e indispensabile) salto di qualità da compiere nel nostro modo di pensare e soprattutto di agire.

Dopo un’iniziale compattezza dovuta soprattutto alla paura degli effetti più nefasti della Pandemia, l’ “Italietta” delle divisioni e delle ipocrisie è tornata a manifestarsi come se nulla fosse.

Si è partiti a metà Aprile con il Dibattito “Mes Sì- Mes No”, con un’opposizione che gridava strumentalmente alla svendita degli Interessi degli Italiani e un governo che rispondeva parlando di “Favore delle Tenebre”.

La prima puntata di una fiction che è proseguita con le polemiche riguardo alla riorganizzazione della scuola, con il fuoco di Fila nei confronti della ministra Azzolina, per poi concentrarsi sulle vergognose minacce a Silvia Romano, ed infine con gli strumentali ed inevitabili strali in merito all’emozione (mediaticamente costruita o meno) della Ministra Bellanova.

Parlamentari della Repubblica che chiedono responsabilità ai cittadini di questa nazione, salvo poi offrire una pessima immagine delle Istituzioni nel corso di ogni dibattito Parlamentare.
Gente “Eletta dal Popolo” che considera “Terrorista” una ragazza italiana appena liberata, o ancora, Deputati che si rincorrono per l’emiciclo lanciandosi mascherine.

Uno spettacolo indegno, che umilia e distrugge quel miracoloso senso di unità che questo Paese aveva faticosamente ritrovato nel corso del periodo più buio di questa Pandemia.

Una classe dirigente (Non solo politica, pensiamo anche agli amici delle proliferanti task-forces) che adesso, prima di tornare a chiedere sacrifici o ad affermare “Vi consentiamo di…”, dovrà recuperare un minimo di credibilità.

I cittadini Italiani hanno affrontato questo lungo periodo fidandosi delle Istituzioni e della Scienza, per salvare la nazione dalla Catastrofe hanno accettato di ridurre drasticamente le Libertà Costituzionali garantite dalla Repubblica.

Nonostante questo, la politica (e anche una certa stampa asservita rispettivamente all’opposizione o alla maggioranza), soprattutto nell’ultimo periodo, sembra aver ricominciato a pensare esclusivamente ai piccoli ed insignificanti interessi di bottega, ai sondaggi, alle tifoserie social da scaldare e fomentare quotidianamente.

Questo è un fatto drammatico, il cui effetto potrebbe tradursi nell’esplosione della vera guerra: quella delle tensioni sociali e del caos.

La politica si mostri all’altezza della situazione e non dia fuoco alle polveri (già roventi).

Il salto di qualità da compiere sta nell’impostazione dell’agenda pubblica dei prossimi mesi: c’è una voglia di progressivo ritorno alla normalità da rispettare, un lavoro dignitoso da garantire a tutti e soprattutto una grandissima voglia di difendere la Carta Costituzionale da queste limitazioni dei diritti “Sine die” che a qualcuno iniziano a far gola magari per “Gestire” anche problematiche diverse rispetto alla Pandemia.

Ognuno faccia la propria parte, con meno attenzione al palcoscenico mediatico e maggiore consapevolezza della centralità delle sfide che attendono tutti noi.

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