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Rete laboratori: Cicchetti (Anisap), dopo sentenza Tar si torni al dialogo

L’esito della sentenza del Tar di Basilicata riguardante l’annullamento della delibera di giunta regionale n. 342/ del 5/4/2016 che approva in via definitiva il Piano di riorganizzazione della rete dei laboratori, costituisce un punto di partenza per una nuova fase di dialogo tra la Regione e il comparto dei laboratori privati-accreditati. Le osservazioni fatte dall’Anisap nel periodo antecedente la approvazione del provvedimento regionale  sono state in gran parte accolte nelle motivazioni che spiegano l’ annullamento dello stesso provvedimento da parte del TAR di Basilicata. Vorrei precisare che il ricorso al TAR è stato proposto congiuntamente da alcuni piccoli laboratori operanti nella nostra regione e dall’associazione con il sostegno unanime anche dei laboratori che superano le soglie di 200.000 prestazioni previste nel provvedimento.

La formulazione di un piano di riorganizzazione della rete dei laboratori di analisi di questa Regione, riteniamo che debba prevedere una fase di confronto tra le parti, nella quale si possa e si debba tentare di contestualizzarla alla realtà regionale, fatta di strutture di laboratorio caratterizzate da un numero esiguo di prestazioni rispetto alle altre regioni e di una distribuzione delle stesse sul territorio che non agevola le aggregazioni forzate.

Emerge palesemente dalla lettura della sentenza che i provvedimenti nazionali spesso devono essere trasposti in chiave regionale valutando la realtà del territorio con scelte che rientrano nell’ambito della piena autonomia regionale, come peraltro sostenuto ampiamente da questa associazione.

Siamo inoltre convinti che il processo di riorganizzazione dei laboratori in forma aggregata debba costituire una opportunità per la Regione per ri-considerare il comparto come una risorsa preziosa operante al servizio del cittadino, al quale comparto, come in generale alle strutture sanitarie delle altre branche della specialità ambulatoriale, affidare anche nuovi servizi sanitari, sfruttarne quindi la capacità di accogliere l’utenza, di informarla rispetto ai percorsi di  diagnosi e cura, di erogare prestazioni non prettamente di laboratorio ma che possano facilitare l’accesso alle cure da parte dei cittadini, insomma un comparto da considerare non solo in base a sterili numeri e “soglie prestazionali” ma, al contrario, ma anche in funzione delle reali potenzialità che questo è in grado di esprimere.

Si ribadisce, quindi, da parte dell’Anisap la piena disponibilità al dialogo sul tema oggetto della sentenza al fine di raggiungere obiettivi comuni che garantiscano i cittadini, la Regione e le strutture private-accreditate di laboratorio.

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