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Raccolta Differenziata 2020: Tramutola e Sarconi ai primi posti dei Comuni “Rifiuti Free”

I ritardi e le criticità di un sistema regionale di gestione dei rifiuti ancorato all'economia lineare


Si è svolto a Potenza la seconda edizione dell’EcoForum sull’economia circolare di Legambiente Basilicata, un’importante occasione per fare il punto sulla gestione dei rifiuti in Basilicata affrontandone i molteplici aspetti insieme a chi ha responsabilità specifiche nella pianificazione, gestione e organizzazione del settore, ma anche a chi opera concretamente e già pratica l’economia circolare. L’evento è stato realizzato in collaborazione con Eurosintex e rientra tra le attività del progetto ECCO – Economie Circolari di COmunità, promosso da Legambiente e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Nel corso dell’iniziativa è stato presentato anche il Dossier “Comuni Ricicloni” giunto in Basilicata alla sua alla sua undicesima edizione. Dal Dossier, elaborato a partire dai dati della Regione Basilicata e da ISPRA relativi al 2019, emergono risultati in chiaroscuro per ciò che attiene la raccolta differenziata dei rifiuti che, benché sia in aumento, mostra un sostanziale rallentamento dei trend di crescita rispetto agli anni precedenti. La Raccolta Differenziata complessiva è stata nel 2019 pari al 49,4%, ancora ben lontana dell’obiettivo minimo del 65%, con la Provincia di Potenza attestata al 56,8% e quella di Matera al 38,7%. Sono 45 i Comuni lucani che superano la soglia del 65%. Di questi 20 sono Comuni Rifiuti Free (quindi il 15% del totale), avendo una produzione di indifferenziato annua procapite inferiore a 75 kg/anno. Quest’anno abbiamo deciso di premiare solo questi ultimi per sottolineare l’importanza di intervenire prima di tutto, anche con politiche ad hoc, sulla riduzione della produzione di rifiuti. Primo classificato il comune di Tramutola (con il 94,6%e soli 9,9 kg di indifferenziato procapite annuo). Seguono il comune di Sarconi (90,5% e 20 kg di indifferenziato procapite annuo) e quello di Filiano (84,6% e 35 kg di indifferenziato procapite annuo). Menzione speciale al comune di Calvello per aver avviato sul territorio comunale la tariffazione puntuale

Nonostante i risultati raggiunti da molte amministrazioni, in Basilicata ancora 1 comune su 4 non ha avviato un vero sistema di raccolta differenziata, In attesa che il nuovo sistema di gestione dei rifiuti urbani della città di Matera basato su “porta a porta”, così come quello avviato nella città di Scanzano Jonico, possano portare i benefici attesi, il quadro complessivo che ci consegna questo nostro undicesimo rapporto è non può essere considerato ancora soddisfacente. Dai dati del 2019 emerge che sulla raccolta differenziata dei rifiuti solo Calabria e Sicilia fanno peggio della Basilicata.

Inoltre va comunque sottolineato che anche superare il 65% di raccolta differenziata non basta se non vengono raggiunti determinati livelli qualitativi. Infatti, con il recepimento da parte del nostro Paese del pacchetto di direttive europee sull’economia circolare si è definito il contesto in cui occorre muoversi da qui ai prossimi anni. Il raggiungimento, nei tempi previsti, degli obiettivi che l’Europa, e anche l’Italia, si è prefissata avverrà, però, se si faranno i giusti passi per completare al più presto la rivoluzione circolare del Paese e se si inserirà l’economia circolare tra i pilastri del Recovery Plan italiano. Non sarà più la raccolta differenziata, che resta una condizione necessaria seppur non sufficiente, a fare da indicatore, poiché gli obiettivi introdotti per la preparazione al riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti (55% al 2025, 60% al 2030 e 65% al 2035), segnalano come sia sempre più indispensabile la capacità di incanalare la gestione dei rifiuti in percorsi di economia circolare che è, appunto, uno dei pilastri della transizione ecologica e del Recovery Plan. Per raggiungere questi target, però, occorrerebbe fin da ora impostare e adeguare la rete impiantistica a supporto di queste operazioni, in assenza della quale continueremo ad assistere alla mancata chiusura del ciclo, al ricorso alle discariche (con costi di conferimento altissimi, spesso superiori a 200 € a tonnellata) e ad un trasferimento dei rifiuti raccolti verso altre regioni o all’estero. La debolezza del sistema lucano di gestione dei rifiuti continua a consistere infatti nella scarsa dotazione di impianti necessari alla gestione di un sistema di RD spinto. Gli impianti di cui disponiamo oggi sono, infatti, quasi tutti al servizio della gestione del “tal quale”: discariche, impianti di biostabilizzazione che producono “compost grigio”, impianti per la separazione meccanica dell’indifferenziato, inceneritore e co-inceneritore nei quali finisce il 51,6% dei rifiuti prodotti in regione. Solo 5 le piattaforme per la selezione degli imballaggi da raccolta differenziata. La Basilicata invece ha bisogno di puntare con decisione ad una riduzione drastica dell’utilizzo dei vecchi sistemi di smaltimento, puntando su quanto funzionale al recupero di materia.

Per archiviare la stagione delle discariche e degli inceneritori serve dunque completare il sistema impiantistico per il riciclo e il riuso dei rifiuti, urbani e speciali. Anche per questi ultimi la percentuale di recupero di materia è ancora troppo bassa, essendo inferiore al 50%, con una media italiana intorno al 70%.

Cosa serve dunque? Servono gli impianti di recupero della frazione organica dei rifiuti, quelli previsti dalla programmazione regionale (Venosa, Lauria, Potenza e Colobraro), impianti di compostaggio e preferibilmente biodigestori per la produzione oltre che di compost, anche di biometano; servono gli impianti per i fanghi di depurazione delle acque per produrre anche da essi biometano; servono gli impianti di recupero da raccolte differenziate (come quello che ci auguriamo verrà realizzato a Latronico); serve avviare il compostaggio locale e di comunità. Solo in questo modo potremo avere benefici economici ed occupazionali per tanti e non solo per pochi, riduzione dei costi per i cittadini, creazione di nuove filiere produttive e benefici ambientali.

Il ritardo che la Regione Basilicata sconta nell’avvio di una reale gestione integrata dei rifiuti nell’ottica dell’economia circolare, richiama anche le carenze nel sistema di governance con la Regione che non sembra sia ancora in grado di attuare il suo Piano di gestione dei Rifiuti e EGRIB, l’Ente di Governo per i rifiuti e per le risorse idriche in palese difficoltà nell’emanare uno strumento fondamentale per il settore come il Piano d’Ambito.

Nel corso dell’Ecoforum si è parlato anche di tariffazione puntuale, cioè di uno strumento decisivo per premiare i comportamenti virtuosi dei cittadini. Anche su questo aspetto la Basilicata è in ritardo, sebbene in cattiva compagnia con diverse altre Regioni. Sarà utile seguire l’esempio del Comune di Calvello che ha descritto come adottare una tariffazione puntuale commisurata alla quantità di consumi conferiti.

E, ancora, è stata sottolineata l’importanza di introdurre un sistema reale di penalizzazione/premialità come l’ecotassa rimodulandola secondo i criteri già contenuti nel Piano Regionale di Gestione Rifiuti in vigore e commisurandola al raggiungimento di obiettivi di raccolta differenziata e produzione di rifiuto secco pro capite.

Legambiente Basilicata

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