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Politica lucana sempre più divisa in vista delle elezioni di novembre. Cicala: “così certificano che non viviamo in una democrazia e che la sovranità non appartiene al popolo”


Da Domenica sera soprattutto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella esiste praticamente in due modalità: da una parte è il “nemico numero uno del popolo,” odiato persino più del suo predecessore Giorgio Napolitano; dall’altra viene indicato come l’unico presidio di civiltà per difendere l’Italia dalla minaccia “legastellata.” Questa polarizzazione ben si riflette nelle varie opinioni che stanno invadendo le nostre bacheche Facebook. Se c’è chi difende a spada tratta la gestione presidenziale della crisi, molti parlano apertamente di “tradimento,” “colpo di Stato” e rischio di “guerra civile,” mentre l’arco politico che va da Giorgia Meloni a Luigi Di Maio parla di messa in stato d’accusa.

Carlo Cottarelli ha ricevuto oggi l’incarico di formare il governo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Si tratterà di un governo snello, con pochi ministri, che sarà presentato al Quirinale in tempi strettissimi, entro domani, senza preventive consultazioni. L’economista spiega che si presenterà in Parlamento con un programma che porti l’Italia al voto nel 2019, dopo il sì alla Legge di Bilancio, se avrà la fiducia; o ‘dopo agosto’ se non l’avrà.

Una campagna elettorale che si preannuncia come la più feroce di sempre. Uno scontro acceso tra due blocchi, un referendum mascherato dietro le politiche: sovranismo, euroscetticismo contro europeismo. Italia dentro l’Europa o Italia indipendente. Solidali al Presidente Mattarella e contrari. Una spirale di commenti che si è innescata non solo tra i parlamentari lucani ma anche tra consiglieri regionali, sindaci, segretari di partito e cittadini.

A sorpresa anche un lungo post su Facebook del Sindaco di Viggiano avv. Amdeo Cicala:

Stasera stanno certificando che non viviamo in una democrazia e che la sovranità non appartiene al popolo.
Affermo ciò non per simpatie politiche, ma come amante della nostra Carta Costituzionale che in questo momento non viene assolutamente rispettata, così come non è stata rispettata quando è stata approvata la legge elettorale.
Può darsi che nel merito (che non gli compete) il Presidente possa avere ragione, ma il problema grave è che non vengono rispettate le regole basi del nostro Ordinamento Giuridico.
Queste difficoltà da dove giungono?
Facciamo un passo indietro. Perché durante l’iter di approvazione di questa legge elettorale il Presidente della Repubblica non ha applicato l’articolo 74 della Costituzione?
Tutti avevano previsto questo stallo (e molti lo hanno voluto appositamente) con l’approvazione della nuova legge elettorale la quale, oltre a creare appunto instabilità governativa, è profondamente iniqua perché fa decidere a poche persone che sono ai vertici dei partiti e non ai cittadini chi sarà eletto.
Sono profondamente deluso e penso ai tanti Sindaci e Amministratori Locali che ogni santo giorno più che parlare di politica provano e si affannano a risolvere i problemi della comunità che rappresentano, mentre chi dovrebbe fare la grande politica e risolvere i problemi degli italiani si perde in un bicchiere d’acqua.
Non è una bella pagina di storia politica e Istituzionale del nostro Paese.

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