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Parco Appennino Lucano: il ministro Costa nomina Commissario il generale dei carabinieri Alfonso Di Palma

Il ministro Sergio Costa ha commissariato il Parco dell’Appennino Lucano e nominato Commissario il generale dei carabinieri Alfonso Di Palma. Un provvedimento che molti cittadini aspettavano da tempo e aver nominato un generale dei carabinieri altro non significa che in quel luogo c’è bisogno di ripristinare le elementari regole della legittimità amministrativa per troppi anni calpestata.
Dalla lettura degli atti ho colto che alla base della scelta del ministro non vi è alcun movente paragonabile alle vecchie logiche del potere politico-clientelare e questa è un’assoluta novità nel panorama politico nazionale e lucano.
D’ora in poi l’Ente Parco non sarà più una succursale del potere pittelliano ma al servizio di tutti i cittadini. Da troppi anni, i vertici del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano hanno generato un clima di sospetti e di incapacità operativa e dimostrato di non essere in grado di garantire una gestione trasparente, corretta ed efficiente. Si restituisce alla collettività un organismo pubblico importante e strategico in un territorio ricco di potenzialità naturalistiche e ambientali e in un’area come la Val d’Agri, già devastata dalle estrazioni petrolifere.

Negli stessi giorni, grazie all’impegno del ministro Costa e alla determinazione del vice premier Di Maio, il Consiglio dei Ministri ha respinto la richiesta di proroga presentata dalla società Rockhopper Italia Spa per il permesso di ricerca di petrolio Masseria La Rocca, che ricade tra i comuni di Brindisi Montagna e Potenza.
Si tratta di due provvedimenti forti, tra i tanti che ci saranno, che assicurano delle azioni per la protezione di due aree della Basilicata e per affrontare la questione morale, l’inefficienza della pubblica amministrazione e la gestione oculata delle risorse pubbliche.
La nostra Regione è quella in cui non si revoca mai nessuno, in cui si continuano a perpetrare nomine illegittime; in cui non si consente ai cittadini l’esercizio del fondamentale diritto di ogni democrazia, ossia il diritto al voto; in cui l’unico criterio di merito è la fedeltà al capo; in cui la competenza e la libertà morale sono un disvalore. Quanto sta avvenendo sono fatti e non promesse, altri fatti, sempre più significativi, ci saranno quando il M5S sarà al governo della Basilicata e quando i cittadini e i territori saranno, finalmente, salvaguardati.

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