“Mors tua vita mea”, il film di Salvatore Metastasio proiettato a Marsico Nuovo

Il film è un omaggio ai caduti della prima guerra mondiale

 

“Sei un disertore”

No. Ho combattuto 3 anni per i Savoia e mi volevano anche fucilare, sono dovuto scappare via“. Dice Angelo Paradiso, il soldato del dodicesimo reggimento dell’esercito italiano che ha in consegna il telefono da campo interpretato dall’attore salernitano Pierluigi Gigante.

Ieri sera in piazza Umberto I (di Savoia) a Marsico Nuovo la proiezione del film “Mors tua vita mea” del regista marsicano Salvatore Metastasio, con la presenza dell’attore protagonista Pierluigi Gigante, di parte del cast tecnico del film, del Sindaco Gelsomina Sassano e di un pubblico numeroso come vedrete dalle foto.

il Regista Metastasio ( a destra) con l’attore Pierluigi Gigante (a sinistra)

 

Nel 2019 sono usciti due film che hanno una trama simile: 1917 di Sam Mendes e il lungometraggio di Metastasio. Entrambi parlano della prima guerra mondiale con lo stesso anno protagonista; entrambi raccontano il percorso di un soldato; nel film del regista inglese per consegnare una lettera ed evitare una disfatta in battaglia, nel film dell’autore lucano è il percorso di un soldato per raggiungere Matera sua città natale.

Se 1917 è un grande esercizio di stile senz’anima, il film del regista valligiano ha una forma (stupenda la fotografia) e una sostanza ben confezionata con il protagonista – Pierluigi Gigante – che ci fa immedesimare in una guerra di trincea da cui se ne sta scappando. La battaglia di Caporetto tra fine ottobre e inizio novembre 1917 fu una disfatta enorme e la più grande sconfitta di sempre per l’esercito italiano, portò a grandi cambiamenti militari in seno alla conduzione di quella guerra iniziata dopo per l’Italia e finita forse meglio del previsto dopo il cambio di alleanze durante la guerra.

Il soldato Paradiso scappato dalla battaglia di Caporetto inizio un percorso onirico verso casa, incontrerà soldati, un frate, dei ragazzi romani che brindano al raccolto, una donna scappata anch’essa dalla guerra, un disertore-attore che gli prometto l’oro. Dei personaggi che racchiudono un periodo storico fondamentale per il novecento italiano.

un piazza piena per la visione del film

 

L’orrore de “La Grande Guerra“, una guerra combattuta per la prima volta con l’uso di artiglieria pesante. Una lingua, ancora “non comune” nell’Italia di cento anni fa che non consente di comunicare. Il film è recitato in dialetto materano dal protagonista, un plauso enorme per questo va fatto all’attore Pierluigi Gigante oltre ovviamente a tutta l’interpretazione del soldato Angelo Paradiso. Il suo monologo al telefono, contro il comandante del suo reggimento, per rinfacciargli una guerra sbagliata e gestita purtroppo male dall’allora esercito del Regno Italiano, vale quasi da solo il prezzo del biglietto. Gli aspetti tecnici del film poi sono perfetti da film hollywoodiano, la musica sempre presente e – mi permetto di dire anche troppo – danno enfasi al racconto, un film che merita assolutamente la visione.

Sono questi gli assi narrativi del film “Mors tua vita mea“, prodotto dall’associazione culturale lucana Naif film in occasione di Matera 2019 e realizzato interamente in Basilicata.

 

Alla fine della proiezione abbiamo discusso con il regista del film Salvatore Metastasio ed ecco le sue parole:

Perchè un film sui caduti della prima guerra mondiale e perchè a Matera?

“Ho ritenuto giusto raccontare l’anima di una vittima estratta a sorte per essere fucilata al fronte della grande guerra, in concomitanza con la conclusione del centenario della prima guerra mondiale 1915- 1918.  Matera 2019 capitale della cultura è stata la giusta occasione  per omaggiare  la memoria dei caduti.

In principio «Mors tua vita mea» doveva essere un documentario sperimentale sulla percezione che oggi si ha dei caduti e quindi dei monumenti che in ogni paese italiano sono stati eretti.  Volevo montare dei time-lapse dei 131 monumenti lucani,  catturare e far scorrere la luce del sole sui nomi dei soldati, un’impresa suggestiva perché mi avrebbe portato a scoprire alcuni luoghi della Basilicata che ancora non conoscevo. Sono andato in molti comuni a riprendere il loro monumento, ma un giorno mentre aspettavo che la macchina fotografica impressionasse  i vari fotogrammi, ho sentito un uomo bestemmiare, forse per via della legna che stava scaricando. In quel preciso istante ho capito che il personaggio della mia storia doveva essere un soldato che imprecava per  situazioni grottesche e derisorie di una vita in guerra. Così nasce Angelo Paradiso, per me un angelo che va in paradiso. Dopo una prima stesura del soggetto ho coinvolto Pierluigi Gigante, l’attore che interpreta il ruolo del protagonista di «Mors Tua vita mea» e  tutto ha iniziato a prendere forma.

Lo studio sul tema della grande guerra è stato un bellissimo viaggio nella nascita dell’identità nazionale. Lo studio  del dialetto Materano antico e la ricerca della  musica che potesse far emergere i tratti metallici e d’avanguardia del primo 900 mi hanno fatto entrare in un limbo bellico. Tra gli eventi culturali di Matera 2019 non è mancato il messaggio LA GUERRA NON SI DEVE FARE e  per questo ho prodotto questo film”.

Il rapporto di questo film con la val d’agri?

“Il rapporto con la valle dove sono nato è sempre stato simile a quello che ha un attore o un musicista con il palcoscenico. Per me la nostra terra è il punto d’incontro tra la realtà e la  mia immaginazione.  Ho  girato la maggior parte dei miei  film nella valle dell’Agri perché mi sento creativamente stimolato anche dalle persone che la vivono. La comunità di Marsico Nuovo e la sua amministrazione hanno abbracciato da subito il progetto e sono grato del patrocinio morale di tutti gli altri enti.  La nostra regione, con i suoi paesaggi mi ha offerto la possibilità di ricostruire la geografia dell’ Italia dei primi del 900 e per questo la valle dell Agri è la protagonista assoluta del film“.

 

Un po’ di scatti della serata:

 

 

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