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Maxi-sequestro merci contraffatte: Confcommercio, deficit legalità e deficit crescita

Il maxi-sequestro a Rionero e Lavello ad opera della Guardia di Finanza di prodotti di vario genere, risultati essere non conformi alle prescrizioni in materia di sicurezza e di autenticità dei marchi di fabbrica, conferma il “messaggio” che Confcommercio Imprese Italia ha lanciato in occasione della recente Giornata Nazionale della Legalità: “il deficit di legalità è deficit di crescita”. A sottolinearlo è Confcommercio Potenza evidenziando che specie per i giocattoli e materiale elettrico a rischio è la sicurezza di bambini e persone come per i cosmetici e la bigiotteria a rischio è la salute delle donne che si affidano ad esercizi commerciali che non rispettano la legalità. Fattori ancora più rilevanti alla vigilia della stagione degli acquisti natalizi.
A commercio e pubblici esercizi nel 2017 – afferma Fausto De Mare, presidente Confcommercio Potenza – secondo stime fatte dall’Ufficio Studi Confcommercio e diffuso in occasione della Giornata nazionale di Confcommercio “Legalità mi piace!”, l’illegalità è costata in tutto 28,4 miliardi, il 3,3% in più dell’anno precedente. Nel dettaglio 21,5 miliardi da imputare ad abusivismo, contraffazione e taccheggio, e 6,8 miliardi di costi da imputare a criminalità e cybercriminalità. Secondo l’indagine Confcommercio–GfK Italia sui fenomeni criminali circa un imprenditore su tre percepisce un peggioramento nei livelli di sicurezza per la propria attività rispetto all’anno scorso. Una sensazione forte soprattutto nel Centro Italia (43% del campione) e tra i venditori su aree pubbliche (46%, seguiti dai benzinai al 39%). A inquietare sono soprattutto l’abusivismo (in aumento per il 52% degli imprenditori) e i furti (in aumento per il 47%), seguiti da contraffazione (per il 40%) e rapine (per il 33%). Più contenuta la crescita percepita per i crimini tipicamente collegabili alla criminalità organizzata come usura (in aumento per il 18%) ed estorsioni (per il 16%).
Dall’analisi del nostro Ufficio Studi emerge che la ripresa in Italia si è finalmente riaffacciata all’orizzonte. Ma purtroppo resta lenta e parziale. E siamo solo al primo tempo di una partita che è ancora lunga da giocare. Una partita che non si può vincere se non si risolvono i difetti strutturali della nostra economia. Difetti che, a nostro modo di vedere, si possono riassumere in 2 eccessi e 2 deficit: l’eccesso di burocrazia e di tassazione; il deficit di infrastrutture e legalità. Come ha osservato il nostro presidente nazionale Carlo Sangalli siamo di fronte ad un paradosso. I reati diminuiscono eppure la percezione sulla criminalità rimane alta. Circa un’impresa su tre del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti registra un peggioramento dei livelli di sicurezza rispetto ad un anno fa. Non solo: i costi economici dei fenomeni illegali a carico del terziario di mercato continuano ad aumentare, indebolendo le prospettive di crescita del Paese. Per vincere la battaglia contro l’abusivismo, la contraffazione, le estorsioni, l’usura, il taccheggio, i furti, le rapine c’è solo una strada: promuovere la cultura della legalità. Per questo – ha puntualizzato il presidente di Confcommercio – al Governo e alle Istituzioni chiediamo fermezza e determinazione contro ogni forma di illegalità, sostenendo l’azione fondamentale delle Forze dell’ordine e della Magistratura attraverso un forte impegno preventivo e repressivo con controlli serrati e pene certe. E agli imprenditori diciamo che Confcommercio è al loro fianco e che denunciare si deve, perché è un dovere morale e giuridico; si può, perché non si è soli davanti alle minacce della criminalità; conviene, perché sottrarsi alla morsa della criminalità significa costruire sviluppo per la propria impresa e per la collettività.

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