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Mattia Varalla ce l’ha fatta. Il ventenne di Viggiano ha completato l’Everesting: una sfida ciclistica epica


Realizzare un sogno è sempre una grande soddisfazione personale, quella soddisfazione da comunicare al mondo esterno affinché altri, a loro volta, possano provare a realizzare qualche bella sfida personale, nello sport così come in tanti altri settori.

Questo ha fatto Mattia Varalla, ventenne di Viggiano. E’ riuscito a completare una sfida ciclistica unica e folle: portare a termine l’Everesting. Impresa riuscita in Italia solo altre 890 volte ufficiali, come leggiamo sul sito dell’everesting. L‘idea alla base dell’everesting è semplice: percorrere in bicicletta una salita più volte – senza mai fermarsi – fino a quando non si raggiungono 8.848 metri di di dislivello, l’altezza del Monte Everest.

 

  • Chi è il ciclista Mattia Varalla?

Vado in bici da sempre e continuerò a farlo per un sogno personale, un giorno forse quel sogno lo rimpiazzerò per un sogno in comune… vedremo! Sono un ciclista under23, corro per l’unica società al sud che esista: la “Progit Cycling Team” una splendida realtà. Mi ritengo un passista scalatore ma con lo scatto giusto posso dire la mia anche in volata.

  • Cosa ti ha spinto a voler completare la sfida dell’everesting?

Sicuramente la mia passione per il ciclismo è stata il motore di tutto. Ero consapevole del fatto che fosse una vera e propria follia questa sfida, ma già da un po’ mi ero prefissato di farlo. Negli anni passati mi sono documentato e lo scorso anno ho anche fatto una simulazione di 1/3 della quota totale dell’everesting, proprio per rendermi conto se potesse essere una prova in grado di superare. A motivarmi ulteriormente è stato il fatto di essere uno dei pochi, se non l’unico under 20 in tutt’Italia a portare a termine l’everesting.

Ho trascorso poco meno di 12 ore in sella alla mia bici, in completa solitudine e con un unico pensiero in testa: pedalare, pedalare, pedalare! Giunto quasi al termine, quando le gambe stavano per mollare e la mente era ormai esausta ad incitarmi è stato un mio caro amico, Agostino Giglio, che dalla macchina mi ha spinto a continuare, anche urlandomi contro. Sentivo le gambe cedere, erano diventate difficili anche le discese, non solo le salite, perché dopo più di 70 volte anche una curva in discesa diventa complicata. Sono state proprio le ultime salite a farmi capire che avrei potuto farcela e che sarebbe stata una grandissima soddisfazione personale.
Ero deciso a completare questa sfida perché era il momento perfetto per sfruttare la preparazione che ho ottenuto allenandomi finora e per salutare il mondo del ciclismo a livello professionale, poiché dopo tutti questi anni di totale dedizione alla bici, ad oggi, per motivi lavorativi mi troverò costretto a mollare un po’ questa mia grande passione.

  • Come ti sei preparato?

Non ho eseguito una preparazione specifica per completare l’everesting, quel giorno sapevo di star bene fisicamente perché da inizio anno ad oggi, con gli allenamenti che ho svolto assiduamente, ho totalizzato una distanza di 6500 km. La preparazione è stata prettamente a livello mentale poiché dover ripetere ben 80 volte lo stesso segmento di strada è molto stancante anche e soprattutto dal punto di vista psicologico.

  • Raccontaci i dati tecnici del tuo everesting?

Ho utilizzato una bici in carbonio con ruote in carbonio tubolari, di 8kg, con rapporti 52/36 avanti e 11/28 sul corpetto.
Ho dato il mio primo colpo di pedale la mattina presto del 28 maggio alle 6:36, ho ripetuto 80 volte (40 di ascesa/40 di discesa) lo “scorrimento veloce”, strada che collega la zona industriale di Viggiano al paese; segmento lungo 2,41 km con una pendenza media del 9,1% con un dislivello di 223 metri. Per completare e superare la sfida ho impiegato 11h 39minuti (una media di 2.40 minuti per scendere e 14 minuti per risalire), ho percorso un totale di 193 km con 9070 metri di dislivello, bruciando ben 7363 kcal.

  • Bisogna essere pazzi nel voler realizzare 8.848 metri di dislivello?

Beh sì un po’ bisogna esserlo. Sono un tipo a cui piacciono le sfide e questa è una di quelle che più mi ha colpito. Quando mi pongo un obbiettivo faccio di tutto per portalo a termine e superare me stesso.

  • Tu sei giovane, altre sfide ti aspetteranno. Raccontaci un altro tuo sogno che vuoi realizzare?

Ho tante sfide ancora incomplete, vorrei non svelarle prima del dovuto!

Mattia ti facciamo i complimenti da tutta la redazione de la Gazzetta della Val d’Agri, sperando che tu possa essere da esempio a tanti altri ragazzi per realizzare un loro sogno nel cassetto.

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