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L’esperienza che ti cambia la vita: Giovanni Gargaro ci racconta il suo “Cammino di Santiago”



Ci sono esperienze che racchiudono in se più di quello che puoi immaginare, racchiudono in se tutto ciò di cui hai bisogno senza sapere di averne bisogno. Ognuno di noi dovrebbe trovarsi almeno una volta nella condizione primaria dell’uomo: in natura ad ascoltare se stesso e ciò che lo circonda senza altri aiuti che le proprie mani e la propria testa.

Raccogliamo la testimonianza di Giovanni Gargaro, appassionato di sport e di avventura che tra aprile e maggio si è cimentato con successo nel “Cammino di Santiago”. Mille km a piedi da Saint Jean Pied de Port fino all’oceano, dopo aver raggiungo Santiago De Compostela.

Durante il cammino ha trovato tanta felicità, lo capiamo leggendo le parole che ci ha inviato. Felicità condivisa con tante persone incontrate durante il cammino. In fondo la felicità è reale solo quando condivisa.

Non c’è una reale ragione per cui abbia fatto questo cammino, è una cosa che sentivo di dover fare, ma non per spiritualità o per sport. E’ stata quasi un esigenza alla ricerca di qualcosa, non so cosa, e non so se l’ho trovata ma nel frattempo l’esperienza mi ha segnato profondamente: sia nell’approccio alla vita in generale che al modo di pensare.
All’inizio è stato davvero strano confrontarsi con il primo approccio al viaggio perché fino a quando programmi e definisci, sia il viaggio che l’attrezzatura da portare tutto sembra molto facile e sbrigativo, poi però come è successo a me, arrivato a Saint Jean riscopri la realtà delle cose e inizi a farti tante domande che non appena inizi a camminare spariscono in un attimo e ti ritrovi in un mondo nuovo, lontano dalla realtà nella quale hai vissuto giorno per giorno e lontano dai problemi. Fatto da tante persone nuove pronte ad essere solidali e aperte al dialogo, pur avendo nazionalità, culture e lingue differenti.

Si vive il cammino in una bolla, tutto sembra lontano da te e non ti lede e questo è il bello… riscopri un tipo di felicità diversa dove non devi pensare a nulla e non hai bisogno di nulla se non mangiare, dormire, camminare e stare insieme ad altre persone, si riscopre il vero senso della convivialità.
Per concludere credo che sia un esperienza fantastica e che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita, perché oltre a formarti a livello sociale, ti dà l’opportunità di evadere dalla routine quotidiana e da quella dei nostri piccoli e monotoni paesi. Aprire la mente alle diversità che il mondo ci offre, questi quasi 1000km che ho percorso a piedi credo mi abbiano aiutato a capire quello che è il mio vero potenziale non rassegnandomi all’ordinarietà della vita“.

Le parole di Giovanni ci confortano, leggere quanta gioia è possibile trovare in giro ci rassicura su quello che possiamo trovare intorno a noi. Magari abbiamo solo bisogno di cambiare il modo di vedere le cose, trovare il coraggio di andare a vivere quelle cose che ci stanno attorno senza pregiudizi o blocchi mentali.

Grazie Giovanni per averci raccontato la tua esperienza, racconto che prendiamo da esempio per invogliare tante persone a vivere le loro esperienze. Confrontarsi con altri o anche da soli, l’importante è andare oltre, vivere un metro più in là da quello che ognuno di noi chiama realtà.

 

Le immagini dell’articolo messe a disposizione da Giovanni:

 

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