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L’altra faccia della Pandemia: l’impatto devastante del Covid sulla salute mentale


Non era difficile immaginarlo: il perdurare dell’epidemia da Covid-19 sta avendo un impatto devastante sulla nostra salute mentale.

In particolar modo, risultano veramente allarmanti i dati dei suicidi che possano avere qualche correlazione con la Pandemia.

L’osservatorio nazionale Suicidi Covid-19 infatti, rileva a partire da Marzo (mancano i dati dell’autunno) 72 casi di suicidio correlati direttamente al Covid, 37 tentati suicidi e altri 44 suicidi per cause ignote (ma il coronavirus si trova ad essere concausa insieme ad altri fattori umani, ambientali, sociali, patologici.)

Numeri molto preoccupanti che potrebbero diventare tragici nelle prossime settimane e nei prossimi mesi se consideriamo che stiamo approcciando all’inverno e quindi a misure restrittive probabilmente ancora più marcate.

E’ incredibile come l’aspetto della salute mentale, dopo circa sette mesi di Pandemia, sia completamente assente dal dibattito pubblico e mediatico.

Tra l’altro, non bisogna dimenticare che la “Seconda ondata Covid” ha colpito la nostra psicologia praticamente azzerando la speranza di poter tornare al ritmo di vita precedente nel breve/medio termine (Cosa che a Marzo non poteva essere chiara).

Ad ogni modo, se non si accendono doverosamente i riflettori sulla condizione psicologica delle persone, la “Terza Ondata” – che rischiamo di affrontare – potrebbe essere anzitutto quella dei suicidi e delle malattie psichiatriche.

Per rendere chiara la dimensione del problema, è opportuno menzionare l’ultimo rapporto disponibile di Epicentro (Istituto Superiore Sanità) purtroppo aggiornato all’anno 2016, quando la Pandemia non era ancora immaginabile:

<<In Italia si registrano ogni anno circa 4000 morti per suicidio. … Secondo i dati ISTAT della “Indagine sulle cause di morte”, nel 2016 (ultimo anno per il quale i dati sono attualmente disponibili) nel nostro Paese si sono tolte la vita 3780 persone. …. L’analisi dei tassi età-specifici riferita all’anno 2016 mostra che per gli uomini il tasso aumenta costantemente raggiungendo un valore di quasi 20 casi ogni 100.000 abitanti tra gli anziani di età superiore ai 70 anni. … Ma è tra i giovani che il suicidio è, analogamente a quanto si registra a livello mondiale, una delle prime cause di morte>>

Un altro dato interessante da evidenziare, a cura dell’Osservatorio Violenza e Suicidio, è quello delle sensazioni dominanti degli Italiani nel corso del periodo del lockdown.

L’ Osservatorio Violenza e Suicidio ha analizzato un campione di 1500 italiani dal Piemonte alla Sicilia per capire come vivessero le persone quel momento di restrizione.

Ne è venuto fuori che:

oltre il 26% ammetteva in maniera esplicita di vivere questa fase con forte preoccupazione,
il 10% con frustrazione,
il 5% con ansia,
il 3% con angoscia.
I sentimenti dominanti in quel periodo erano:

il 33% la preoccupazione,
il 13% il senso di impotenza,
la tristezza l’8%,
l’ansia il 7%,
il senso dell’oppressione il 6%,
la solitudine il 5%.
Quasi il 3% ha avuto pensieri suicidali.

Questi sono dati relativi al periodo Marzo-Aprile 2020 (già sufficientemente allarmanti), eppure qui non vengono considerate tutte le situazioni di disagio psicologico dovute a motivazioni economiche.

Non è possibile continuare a sottovalutare questo fenomeno.

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