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La scuola sia tempo e spazio di relazioni



Oggi 12 settembre 2022 si è rientrati ufficialmente in classe: è bello ritrovarsi sulla “stessa barca” ed aiutarsi a vicenda a superare le piccole crisi e gli attimi inevitabili di sconforto, condividendo gioie e dolori.

In questo modo le amicizie si cementano e diventano forti e durature, senza dimenticare che è così bello studiare insieme, aiutandosi ed interrogandosi l’uno con l’altro. Tra i banchi di scuola è davvero possibile sviluppare questi sentimenti di reciprocità.

Durante gli anni scolastici basta uno scherzo o una battuta per ridere allegramente in compagnia, sdrammatizzando la fatica dello studio. Questi momenti di goliardia diventano dolci ricordi da portare nel cuore per sempre.

Durante l’anno scolastico si studia sodo, ma una volta ogni tanto è bello organizzare una festa dove la musica è la protagonista (docenti, personale Ata e alunni compresi).

Durante il percorso scolastico sono previsti sempre alcuni viaggi d’istruzione che grazie ai compagni diventano un’ottima occasione per vivere il momento come se fosse una bella vacanza. Di giorno si visitano i musei ma la sera si fa una bella passeggiata alla scoperta degli angoli più interessanti della città, trasformando i giorni di gita in qualcosa di molto bello e divertente. Ma qual’è il vero senso di “sapere”?: uno studente/studentessa interessato/a in qualcosa sarà più propenso a studiarla e ad imparare :”se susciti un interesse in lui questo comincerà a studiare perché è attratto non perché è spinto” (Umberto. Galimberti).

E’ su questo principio che si dice si alle innovazioni scolastiche che premiano le competenze e non le “nozioni”.

Quando la scuola svolge il suo compito educativo e culturale lo fa in riferimento al principio di verità-realtà.

Ma la verità-realtà non è soltanto un’opera, non è cioè solo un insieme di pensieri o fatti o nozioni, ma il lavorio per pensarli e produrli e comunicarli e condividerli e ripensarli.

Uno dei motivi più importanti per cui si dovrebbe apprezzare la scuola risiede proprio nell’istruzione stessa che essa ci regala: sono infatti tutte le nozioni che apprendiamo a scuola a fare di noi dei veri e propri alleati degli obbiettivi che andremo a sviluppare in futuro.

E tutto questo ci aprirà le porte al mondo del lavoro aiutandoci ad avere successo nella professione che decideremo di scegliere. Inoltre, l’istruzione può veramente aprire nuovi orizzonti, aumentare il piacere per la lettura, la curiosità e la voglia d’imparare.

L’istruzione è davvero un’arma molto potente da utilizzare per migliorarci come persone.

Le materie scolastiche sono tutte molto importanti e possono rappresentare un gioiello prezioso. Solitamente ogni studente ha la sua materia preferita, ed è bello avere la possibilità di studiarla in modo profondo.

La complicità tra compagni di scuola si instaura spesso un clima gioioso di complicità: è bello raccontarsi i piccoli segreti o diventare i confidenti dell’amico più caro. Tante amicizie tra adulti sono nate proprio sui banchi di scuola, grazie alla complicità che lega due ragazzi che fanno un lungo percorso scolastico insieme. Il docente/maestro, cioè il vero “maestro”, dunque, sa che non contano solo i risultati, ma anzitutto le ed i processi. Una vera co-operazione.

La logica della netta definizione del percorso scolastico in base alla sua finalizzazione: per questo motivo si prevede che chi ha intenzione di entrare subito nel mondo del lavoro si deve necessariamente indirizzare verso istituti tecnici e professionali, mentre chi intende proseguire gli studi all’Università si rivolge ai licei ed agli istituti tecnici.

Di fondo persiste una logica classista di età gentiliana, che classifica le scuole sulle richieste del mondo del lavoro su indicatori del tutto aleatori (percentuale di contratti degli studenti diplomati, percentuale di neet,- ovvero: una persona che in un dato momento non studia, né lavora né riceve una formazione,-  media del voto di uscita, percentuale di successo) eliminando di fatto il valore sociale, educativo e culturale dell’azione delle istituzioni scolastiche rimpiazzato da indicazioni di “borsa” e logiche di mercato.

Bloccare queste “operazioni di mercato” che non aiutano a scegliere i percorsi scolastici per la validità culturale che possono avere, bensì instaurano una competizione fra alunni, docenti, scuole che non solo si presta alla strumentalizzazione dei media, ma fornisce un disservizio alla comunità educante, impegnata alla costruzione di persone e non di numeri.

Di questi “maestri” abbiamo bisogno a scuola, di questi “maestri” vanno alla ricerca ogni giorno studenti, genitori, le espressioni della socialità. Come pure i presidi quando assegnano ai docenti le cattedre.

Antonio Corbo

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