La scuola al tempo del Coronavirus

Le scuole sono state chiuse il 5 marzo ed oggi, 9 aprile 2020, sarebbero dovute partite le vacanze di Pasqua. Dopo il decreto scuola l’anno scolastico pare avviato verso un’anticipata chiusura, l’emergenza sanitaria impone lo stop forzato.

Una studentessa del Liceo Scientifico ci ha voluto raccontare il suo punto di vista, come stanno vivendo gli studenti questa situazione.

L’essere umano è un animale in continua evoluzione: deve sapersi adattare alle situazioni che gli si presentano e imparare da esse. Il periodo che stiamo vivendo ha totalmente cambiato il nostro approccio al mondo, proponendo nuove ed antiche sensazioni ed emozioni.  Fra tutte: la paura di perdere gli affetti più cari o di essere causa di sofferenza ai nostri prossimi.

Questi pensieri occupano soprattutto la mente di un adolescente, che oscilla tra la speranza di un veloce ritorno alla normalità e l’angoscia prodotta dalla libertà  negata e  dalla quotidianità stravolta, proprio come in un film di fantascienza.

La scuola, in questo momento storico, gioca un ruolo fondamentale per restituire a noi studenti un po’ di normalità. La didattica a distanza ci ha permesso, sin da subito,  di rimanere in contatto con i nostri professori e i nostri compagni, ma soprattutto ci ha fatto scoprire una modalità di apprendimento efficace e del tutto innovativa. Questa tipologia di didattica è degna del massimo rispetto poiché, come quella  “in presenza” tra i banchi di scuola,  è disciplinata da orari da rispettare, lezioni da seguire e  consegne da svolgere, tutto sotto l’occhio vigile dei nostri insegnanti e delle famiglie. Gli studenti in questo modo riescono a potenziare le loro competenze di cittadinanza, tra le quali quelle digitali.  

Gli insegnanti, da sempre  importanti guide per la crescita dei giovani,  rivestono questo ruolo  ora più che mai. Ogni docente, superando le barriere fisiche della “distanza” attraverso  l’uso delle nuove tecnologie,  entra quotidianamente in contatto con “i suoi” studenti , consentendo loro non solo di proseguire l’attività didattica, ma anche di rielaborare le proprie emozioni e di distogliere lo sguardo dalla realtà, non sempre molto confortante.  E’ proprio in situazioni del genere che risulta evidente il significato e  il valore dello studio: non serve ad ottenere “risultati numerici” , ma concorre a formare  un cittadino responsabile con forti valori etici, morali e sociali.

In  questo momento di emergenza mondiale, una cosa è certa:  noi alunni sappiamo di poter  contare sui nostri insegnanti, sulla loro esperienza, ma soprattutto sulla forza e sul coraggio che essi tenacemente ci trasmettono per  affrontare con fiducia un mondo in continuo mutamento.

 

Rossella Oliveto

Classe III A del Liceo di Marsico Nuovo

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