La ripresa del turismo, ripartiamo dalla Basilicata

Dopo un evento traumatico di tale grave portata, come l’emergenza Coronavirus, è necessario una riappropriazione dello spazio per riprendere vitalità e confidenza con il mondo, viene spontaneo pensare ai grandi viaggi di esplorazione, ma è indispensabile che le limitazioni vengano allentante poco per volta, dunque è più semplice riportare l’attenzione sulla prossimità, su quelle dimensioni più isolate, poco praticate e spesso anche invisibili.

Gli esperti del settore turistico hanno mostrato verso l’aspetto naturalistico un maggiore interesse, tra cui emerge quello per i cammini, che per ora riguarda solo una nicchia di viaggiatori ma si profila in forte crescita, a tal proposito la Basilicata si pone in una posizione di preminenza per i suoi quattro Parchi, due Nazionali e due regionali, 200.000 ettari solo per il Parco del Pollino, 53 aree protette e siti di interesse comunitario.

In un momento come questo si pone con problematiche diverse la divulgazione della conoscenza di questa regione, lasciando che la si apprezzi per la sua bellezza ed il suo magnetismo, preservandone l’autenticità.

Non molto tempo fa, ancora poco annoverata tra le grandi mete turistiche d’evasione verso le spiagge del sud, dove le “major” regioni consorelle facevano da padrone, con i loro interminabili chilometri di costa dalla Campania alla Calabria, e risalendo dalla costa ionica verso la Puglia, la Basilicata restava quella “terra di mezzo” a cui si sta faticosamente restituendo identità.

 Lasciando vedute al suo dualismo, le sono stati concessi due nomi come ad una nobildonna “Basilicata e Lucania” una dicotomia che si ritrova nei due mari che bagnano le coste, il Tirreno e lo Ionio, come nella sua matrice culturale Araba e Normanna, mentre la sua natura si apre in un caleidoscopio di colori e mutazioni.

Cinge la caviglia dello Stivale con la lussureggiante vegetazione dei boschi appenninici che degradano verso il mare in macchia mediterranea, interrompendosi sui piccoli borghi incastonati come pietre luminose sui crinali dei monti, arabeschi nello skyline delle albe e dei tramonti che offrono spettacoli mistici, dove nelle frequenti giornate terse non sarà difficile avvistare il nibbio reale nelle sue evoluzioni o il volo il falco pellegrino, molto diffuso in queste aree.

Si può senza dubbio affermare che l’essenza stessa della Lucanità è data dal genius loci, attraverso la percezione estetica del paesaggio vi è il riconoscimento di appartenenza ad una Patria culturale, che racconta di radici ancestrali, di luoghi riconosciuti come universali, che mossero l’antropologo De Martino a raccogliere ampia documentazione nella sua spedizione in Lucania del 1952 oltre alla biodiversità,quella particolare risorsa umana, con il suo ricco  sistema di valori culturali e tradizioni, in una terra che in passato ha sofferto di povertà e marginalizzazione,cui va il merito di essere riusciti a creare bellezza ed evocatività degli scenari storiciin questi luoghiormai diversi ead offrire una forma di accoglienza carica di calore umano.

Per quel particolare aspetto di variazioni continue della natura, osservabile spostandosi di pochi chilometri da un luogo ad un altro, la rende unica e ne acuisce l’attrattiva.

Cercheremo di profilare una selezione di luoghi che aggiungono alla scoperta anche escursioni a piedi in piena sicurezza, zone in cui è possibile praticare trekking e cicloturismo.

“Dalla Perla della costa Tirrenica,Maratea, che da borgo marinaro sospeso tra cielo e mare è diventato nel tempo centro di Jet-set mediterraneo, per il suo porto esclusivo, il turismo subacqueo graziealla presenza superficiale di coralligeni, detta anche la Rio Italiana per la statua del Cristo Redentore dal punto più alto di Monte San Biagio, si erge a dominare la baia.

Alla meraviglia di Matera nota come la ”città dei Sassi” Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1993, nominata Capitale  Europea  della cultura 2019, con dal suo incantevole paesaggio delle case scavate nella roccia ed unpaesaggio ricco di testimonianze del Paleolitico,il parco della Murgia Materana in cui sono disseminate ben 150 Chiese rupestri, che si presta costruttivamente ai cammini, da non perdere La cripta del peccato originale, definita la “Cappella Sistina” della pittura parietale rupestre che si trova a circa 15 minuti dalla città lungo l’Appia Antica, in località Pietrapenta. Il 2019 ha rappresentato il grande momento identitario per Matera,ormai conosciuta in tutto il mondo, ed ha permesso di uscire dalla stabilità permanente, tutta la Basilicata accogliendo nuovi impulsi e incrementandone il turismo.

Seguendo però un percorso interno inusuale e interessante consentendo quel viaggio “Coast to Coast” attraverso ipiccoliBorghi veri e propri “corridoi della Cultura”, lasciando il blu profondo del mare di Maratea per addentrarsi nel verde intenso della vegetazione verso Monte Sirino alle cui falde sorge l’affascinante città di Lagonegro, la leggenda narra che proprio qui sia stata sepolta la Monna Lisa di Leonardo Da Vinci, nella Riserva Naturale del Lago Laudemio, circondato da una armoniosa faggeta, offre un suggestivo spettacolo il lago di origine glaciale ad oltre 1500 metri di quota, che assume un colore di un brillante verde smeraldo per la presenza di una particolare alga.

Ma parlando di laghi, una menzione speciale meritano i I laghi di Monticchio, due laghi che sorgono sui crateri di un vulcano spento, il Monte Vulture, un territorio fitto di boschi amatissimo  dell’imperatore Federico II e nei dintorni è possibile ammirare tracce del suo passaggio dalCastello di Lagopesole residenza di caccia, al maestoso Castello di Melfi che in epoca Sveva, fu residenza privilegiata dell’Imperatore Federico II.

Tra le Dolomiti lucane si può “volare” sospesi su un filo, imbracati a pancia in giù ad un cavo d’acciaio che collega le vette dei borghi di Castelmezzano e Pietrapertosa sospesi su un panorama letteralmente mozzafiato e vivere l’ebbrezza della velocità in un volo lungo un tragitto di circa 1000 metri, noti tra i “Borghi più belli d’Italia”, i paesini appaiono saldamente aggrappati alle rocce e raccontano tracce del passaggio dei templari. Da qui seguendo il filo” immaginario”, dalle rocciose piccole Dolomiti il paesaggio scorre lungo la valle del Camastra.

Un grande invaso artificiale, la diga del fiume il Camastra tra i più importanti per la sua risorsa idrica, si potrà ammirare lo specchio lacustre color acqua marina,e costeggiandoil fiume appariranno i comuni della Val Camastra che ricadono nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese. Anzi Roccaforte dei Longobardi, il borgo più elevato, una ripidissima salita, dà accesso al centro storico attraverso la suggestiva “Porta Iannomascolo” la sua posizione ad un altitudine di 1060 m offre una vista a 36O gradi, sede del modernoPlanetario Osservatorio astronomico “meta didattica e turistico/ scientifico “e quindi uscimmo a riveder le stelle” da qui è effettivamente possibile osservare ben 4500 Stelle.

La strada segue il sinuoso torrente del Camastra per raggiungereCalvello noto come il paese della Ceramica , mani in pasta o per meglio dire mani esperte nella creta, con il suo Museo Multimediale della Ceramica ed i laboratori didattici, ospitato nell’ala occidentale del Castello, una risorsa importante per il paese sono i boschi che lo circondano e si inerpicano fin dalle prossimità del centro abitato, folti faggeti e castagneti che diradano verso il Monte Volturino che raggiunge 1800 metri di quota, congiungendosi con le località di sport alpinidi Sellata-Pierfaone-Ariosodel comune di Abriola, il borgo di  S.Valentino, il patrono degli innamorati, con la sua grande tradizione ricordata puntale il 14 febbraio, con falò, cuori e fiumi di cioccolato.

Quel filo immaginario condurrà nel borgo di Laurenzana, a disegnarne il profilo fiabesco l’imponente Castello Feudale e la Cattedrale, arroccato intorno alle altere costruzioni il romantico borgo medievale, dove il filo di lana andrà a ricongiungersi nel piccolo gioiello di archeologia industriale l’Antica Filanda De Rosa con il suo Museo diffuso, per dipanarsi nuovamente verso il colle del Convento di S.Maria della Neve con la sua storia suggestiva sul ritrovamento del frate miracoloso, di cui è possibile seguire il cammino verso la quercia millenaria di Frate Egidio, “il Beato” vissuto nel XV sec. le cui spoglie sono tutt’ora conservate nella Chiesa Madre. Ancora più in alto verso il respiro verde dell’Abetina di Laurenzana, affascinante riserva di querce, faggi, fonti sorgive con aree attrezzate, ed il raro e maestoso “Abete bianco” da cui il nome del parco, circondato da un ecosistema faunistico popolato da lupi, gatti selvatici, lepri, ghiri e quercini.

Si apre su un affresco dalle tante tonalitàlaValle dell’Agri, una prevalenza di distese verdi e colori intensi, compresa tra le vette più alte della regione, il monte Volturino ed il Sirino, la valle è meta di numerose attrazioni naturalistiche oltre all’aspetto culturale di Parchi letterari e Musei,  ogni borgo con le sue peculiarità, da Viggiano la città che protegge dall’altura tutta la vallata con la sua Madonna Nera, Patrona dell’intera Basilicata, a 1.700 metri si trovano le piste da sci della Montagna Grande di Viggiano mentre più a Valle le strade si snodano nella moderna cittadina di Villa D’Agri centro nevralgico dell’area, logistico e commerciale, nata in tempi recenti come appendice della più antica Marsicovetere, dalla Val d’Agri si può raggiungere facilmente la costa Ionica ma non sarà semplice senza lasciarsi coinvolgere e rapire dallo struggimento dei paesaggi, passando dal Canyon con i suoi millenni di storia geologica,nel territorio tra Gallicchio e Missanello, che ricorda lo scenario dell’Arizona, o magari concedendosi delle soste, nelle molteplici e accoglienti strutture ricettive, dei tanti paesini che si affacciano sulla vallata da Corleto e Guardia P.ad Armento,Santarcangeloa Montalbano ed Aliano il piccolissimo borgo situato in uno dei paesaggi più insoliti, magici e spirituali della Basilicata, il paesaggio che descrisse in dettagli dolorosilo scrittore Levi nel suo esilio, l’aspro paesaggio dei “calanchi” bianchi, monotoni, calcinosi, visioni di un paesaggio lunare, come amava definirli Carlo Levi nel suo “Cristo si è fermato ad Eboli”,dorati come l’argilla che i secoli hanno modellato ricavandone sculture dalle forme più strane e fantasiose, l’attuale parco letterario è a lui dedicato.

E per chi amasse questo genere di percorsi culturali, altri parchi letterari si trovano proseguendo verso sud quello di Isabella Morra a Valsinni e quello di Albino Pierro a Tursi, e ancora il paese fantasma di Craco abbandonato negli anni Sessanta in seguito a una frana, con il suo aspetto surreale e misterioso, che attrae i viaggiatori desiderosi di sensazioni, già meta di registi in cerca di set suggestivi, dal grande documentarista Luigi Di Gianni fino Mel Gibson.

Ma giungere sulla Costa Ionica non è l’epilogo del viaggio poiché i 35 chilometri di Costa Ionica parlano ancora di eroi e divinità, filosofi e guerrieri della Magna Grecia Lucana, spiagge dorate di sabbia fine, dove lo sguardo si perde nella luce abbagliante sull’orizzonte azzurro. ”

La motivazione culturale influenza molto i turisti internazionali che visitano il nostro Paese, ma la crisi che sta vivendo il comparto del turismo, obbliga ad una riprogrammazione, pertanto la cultura va vista si come risorsa, ma per il rilancio non basta solo il paesaggio, non basta solo la cultura, non  basta la testimonianza storica nelle cose o un’esperienza evocativa legata ad essa, occorre la tutela per le imprese e per tutti i lavoratori della filiera turistica, sostegno economico per l’ospitalità low cost, dal 18 maggio potrebbe essere possibile compiere quelle attività propedeutiche alla stagione turistica, in particolare la verifica dello stato dei luoghi, in parte già iniziata, e la definizione degli interventi, con gli obblighi di sanificazione e di distanziamento, dunque la progettazione delle reti dei cammini e della ciclabilità (anche urbana).

L’attenzione mostrata dal Mibact, per rilanciare la promozione dei territori, disporrebbe risorse straordinarie per l’adeguamento delle strutture ricettive alle nuove norme, fondi da destinare agli operatori e l’intensificazione dei controlli per combattere l’abusivismo, al fine di garantire la sicurezza dei turisti, lascia sperare che si possa raggiungere l’obiettivo per rilanciare la Basilicata e il Paese attraverso la sua più grande azienda, a livello nazionale e internazionale(con dovute riserve), il turismo rappresenta una potente leva per sollevare l’economia del nostro sistema Paese.

Carmen De Rosa 

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