Società e Cultura

L’8 Marzo al tempo del coronavirus, dedicato alle donne impegnate nelle strutture sanitarie

Commissione regionale per la parità e le pari opportunità: "rispetto persona questione di civiltà"

“Quella forza in rosa che muove il paese” dicono i più attenti osservatori, e noi ci associamo a questo pensiero in un tempo di crisi e di sofferenza generale, che coincide con la necessità di tante mamme, ed anche di qualche papà per la verità, di festeggiare il loro 8 Marzo con i figli a casa ed a carico senza poter usufruire di servizi alternativi.

A loro, soprattutto a loro, va il nostro pensiero in questa giornata di Festa che immaginiamo sia sempre uguale e non solo in questa data ed in questa occasione.

Le date appunto sono importanti, ma è importante anche come le usiamo, rilevavano gli osservatori in tempo normale e <L’8 marzo di per sé è una data a rischio, perché quello a cui rimanda è cosa che ci riguarda tutti i giorni dell’anno: non solo e non più l’emancipazione delle donne, ma la qualità delle relazioni tra uomini e donne>. Si fa notare anche che “Come l’indifferenza verso il politicamente corretto è divenuta l’alibi per dare sfogo al politicamente indecente, oggi il rifiuto del rito dell’8 marzo nasconde anche l’insofferenza verso una domanda che mette in discussione il nostro modo, di noi uomini di stare al mondo”.

Ecco perché sento il dovere di ricordare le tante donne della nostra terra, le nostre madri, quelle che hanno lavorato duro e quelle che hanno tenuto in piedi le famiglie mentre i loro mariti andavano lontano in cerca di fortuna e benessere.

A loro, dedichiamo questo ricordo e questo riconoscimento in presenza anche di una evidente sperequazione sul mondo del lavoro e delle professioni che taluni dati negli anni scorsi evidenziavano come “Per le donne l’occupazione cali meno”: «i numeri confermano però che la crisi degli anni scorsi, non ha lasciato indenne il mondo dell’occupazione femminile pur essendo state colpite in misura minore dalla crisi rispetto ai colleghi maschi, con un’emorragia occupazionale dell’1 per cento contro il 3,3 per cento. E gli anni di crisi non sono serviti a restringere la forbice retributiva tra le due categorie: il divario tra stipendio maschile e femminile resta ampio, invariato rispetto agli anni precedenti. La motivazione di questo divario – hanno sostenuto i ricercatori – va cercata nel fatto che, proporzionalmente, le donne sono meno occupate nei settori che hanno registrato le maggiori emorragie di lavoratori, vale a dire industria ed edilizia. Viceversa, sono maggiormente presenti nel commercio e nei servizi alle persone che, pur risentendo in modo pesante degli effetti negativi della difficile situazione, hanno contenuto le flessioni di posti di lavoro».

Il nostro augurio va nella direzione di un costante e continuo impegno per puntare ad una vera parità di diritti delle donne e di un giusto equilibrio dei doveri.

Il nostro 8 Marzo anche ai tempi del Coronavirus resta questo.

Rocco Guarino

Pres. Provincia Potenza

 

Quest’anno Cgil Cisl Uil avevano lavorato ad una iniziativa unitaria nazionale dedicata alla celebrazione della Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo, iniziativa annullata per l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus. Tuttavia, si è deciso comunque di mantenerne e rilanciarne i contenuti attraverso un manifesto unitario che ha come tema l’Alfabeto delle Donne affinchè attraverso alcune delle tante parole che lo rappresentano possa significare e riconoscere l’indiscutibile protagonismo delle donne nella vita di ognuno nel lavoro, nel sociale e nelle comunità.

Un protagonismo che va valorizzato, rispettato e sostenuto ogni giorno, attraverso un linguaggio corretto, un’azione continua di giustizia sociale e il contrasto ovunque di ogni forma di violenza. Su questa linea avanza l’impegno quotidiano di Cgil Cisl Uil di Basilicata per la parità e le pari opportunità, questione divenuta irrinunciabile in una regione che si contraddistingue ancora per una bassa partecipazione delle donne lucane al mercato del lavoro: solo il 39 per cento a fronte di una media italiana del 53 per cento e una media del nord Italia del 62 per cento (fonte Istat).

Infatti, Puglia, Campania e Basilicata sono le regioni con il gender gap più alto in Europa per quanto riguarda l’occupazione. A questo si aggiungono basse retribuzioni, alta disoccupazione, e scarsi servizi di conciliazione vita familiare-lavoro sia pubblici che privati. Utile appare riportare il dato delle dimissioni volontarie che al 30 settembre 2019 erano 313 di cui 288 hanno riguardato donne e 25 uomini; eppure investendo sulle politiche ed i servizi per le donne si investirebbe sull’ intero sistema Basilicata nell’ ottica della crescita e dell’inclusione.

Per questo riteniamo importante confermare la nostra presenza e dare anche quest’anno il nostro contributo alle celebrazioni della giornata internazionale della donna non solo per richiamare il nostro storico impegno a riguardo, ma per dare continuità alla nostra opera di sensibilizzazione della società, che resta fondamentale nell’ ampio e costante processo verso l’uguaglianza di genere a cui mai smetteremo di aspirare; perché è sul cambiamento culturale che dobbiamo insistere, sulle sovrastrutture e sugli stereotipi che ostacolano il vivere quotidiano e paritario delle donne. Ed è proprio su questo che nei prossimi giorni e mesi si articolerà l’impegno di Cgil Cisl Uil di Basilicata attraverso una serie di iniziative intersettoriali già costruite, ma che necessitano di un rinvio a causa delle misure precauzionali e di prevenzione del contagio.

Anna Russelli (Cgil) – Luana Franchini (Cisl) – Anna Carritiello (Uil)

 

 

“La Commissione regionale per la parità e le pari opportunità è una squadra di donne che opera sul territorio per la promozione della cultura di identità paritaria. Il nostro dovere è manifestare i diritti delle pari opportunità”.

Così la presidente dell’organismo Margherita Perretti che in occasione della giornata dell’otto marzo aggiunge: “Le differenze non sono distanze, ma percorsi da fare insieme, nella Commissione, nella società e tra le Istituzioni, perché ogni differenza è un’opportunità che noi dobbiamo saper cogliere e valorizzare. In una società democratica il rispetto della persona in quanto tale è questione di civiltà e di cultura, tutti vanno valorizzati e rispettati nella loro diversità, bandendo ogni forma di discriminazione”.

“Come  donne – continua – abbiamo ancora una strada lunga ed in salita da percorrere: un tasso di occupazione femminile in Italia del 56 per cento contro il 75,1 per cento di quello maschile, che nel Mezzogiorno crolla drasticamente al 30 per cento; una differenza salariale e pensionistica ancora tutta da colmare; carenza di misure di conciliazione, per cui l’impiego part-time, che concerne una donna su tre, è più spesso subìto, che una libera scelta. I casi di violenza di genere, definiti dalla Convenzione di Istambul come una violazione dei diritti umani ed una forma di discriminazione, nel 2019 hanno registrato 88 vittime al giorno, ed è sempre più preoccupante l’emergere della violenza online. La Conferenza di Pechino del 1995 rappresenta un momento di svolta nel modo di approcciare il tema della parità di genere: diventa una questione di diritti umani e di condizione essenziale per lo sviluppo socio-economico. Eppure, dopo 25 anni, le problematiche sono sempre le stesse”.

“L’obiettivo della parità – prosegue –  ha come precondizione l’emancipazione economica, sociale e culturale delle donne, quinto obiettivo di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, che implica essere economicamente indipendenti, essere rappresentate equamente nella società, svolgere un ruolo paritario in tutti gli ambiti della vita ed acquisire più potere nella vita pubblica”.

“Mettendo a disposizione le nostre diverse esperienze professionali ed umane, noi donne componenti la Commissione  regionale di parità – conclude Perretti – con impegno, determinazione e gioco di squadra lavoreremo insieme per un unico obiettivo, i diritti delle pari opportunità”.

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