Lavoro e Salute

Ismea, 70 milioni per l’acquisto della terra da parte dei giovani



E’ stato pubblicato il 12 aprile scorso in Gazzetta Ufficiale l’avviso di bando 2019 per il Primo insediamento in agricoltura, lo strumento Ismea che ha l’obiettivo di facilitare l’accesso alla terra da parte dei giovani che intendono diventare imprenditori agricoli. I giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti, che si insediano in agricoltura per la prima volta, potranno beneficiare di mutui a tasso agevolato per acquistare un’azienda agricola. Lo riferisce una nota congiunta di Cia e Agia Basilicata. Le agevolazioni sono legate alla presentazione di un Piano di Sviluppo aziendale che dimostri la sostenibilità economica, finanziaria e ambientale dell’intervento in relazione allo sviluppo dell’attività agricola. Il bando 2019 prevede una dotazione finanziaria di 70 milioni di euro suddivisi in due lotti: 35 milioni di euro per le iniziative localizzate nelle regioni del Centro-Nord e 35 milioni di euro per le iniziative nel Sud e nelle Isole. Le domande di finanziamento potranno essere presentate sul portale dedicato dell’Ismea fino alle ore 12 del 27 maggio 2019.

Sempre Ismea – continua la nota Cia e Agia – alla data del 30 marzo scorso attraverso la Banca Nazionale delle Terre agricole ha in vendita poco più di 2.600 in Basilicata. In dettaglio sono 59 i lotti di terreni (43 in provincia di Matera per complessivi 2.100 ettari e 16 in quella di Potenza per 580 ettari). L’accesso alla Banca Nazionale delle terre agricole è gratuito attraverso il sito (www.ismea.it).

Nel sottolineare che solo in Basilicata il 10,8% della Superficie Agricola Utile è abbandonata mentre sono sempre più numerosi i giovani che hanno “riscoperto” la terra come futuro della propria vita o per necessità tenuto conto dell’impossibilità a trovare il lavoro dipendente, Agia e Cia evidenziano che il provvedimento è rivolto a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 41 anni allo scopo – di promuovere la valorizzazione dei beni non utilizzati nelle regioni del Mezzogiorno, sia pubblici che privati, puntando a realizzare nuove sinergie tra i titolari di tali beni inutilizzati e i potenziali nuovi imprenditori.


Da Tricarico – si legge nella nota- abbiamo lanciato la “Carta” per testimoniare che gli agricoltori capaci d’interpretare le sfide di un nuovo modello di produzione, trasformazione e commercializzazione. Si tratta di un progetto, fortemente sostenuto da Agia-Cia- per consentire a chiunque, soprattutto ai giovani, di reperire i terreni di natura pubblica. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio fondiario pubblico e riportare all’agricoltura anche le aree incolte, incentivando soprattutto il ricambio generazionale nel settore.

Al fine di favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura – conclude la nota – , per i giovani under 41 l’Ismea offre la possibilità di accedere all’acquisto dei terreni in vendita con mutui trentennali. Inoltre, tutte le risorse derivanti dalla vendita dei terreni l’Ismea le destinerà in favore del sostegno alle iniziative imprenditoriali condotte dai giovani, attraverso le misure del primo insediamento, del subentro e dello sviluppo delle giovani imprese.

 “L’agricoltura – evidenzia il presidente dell’Agia-Cia Rudy Marranchelli- non è più solo un ‘affare di famiglia’. Se un tempo in campagna ci si nasceva e il mestiere si ereditava dai genitori, oggi cresce sempre di più il numero di chi sceglie la vita dei campi, pur provenendo da esperienze e formazioni diverse. E fanno bene perché l’agricoltura si sta dimostrando vitale e ‘anticiclica’ dal punto di vista occupazionale, anche se i numeri del ‘turn over’ generazionale nei campi sono ancora bassi, con gli ‘under 40’ che rappresentano solo il 9,9% del comparto e gli “under 30” che si fermano addirittura al 2,1%. Stiamo assistendo a un fenomeno di rinnovamento del comparto: mentre i figli degli agricoltori che decidono di portare avanti l’azienda di famiglia si sono ridotti al 61% del totale -ribadisce- una nuova tendenza avvicina al lavoro dei campi giovani laureati o professionisti di altri settori che decidono di mollare tutto e di cambiare vita”.

Redazione

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