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Ipocrisia Mondiale

 

Domani alle 17, con una partita non di certo indimenticabile (Qatar – Ecuador), prenderà il via la ventiduesima edizione del Campionato Mondiale di Calcio Fifa.

Per la seconda edizione consecutiva, la Nazionale Italiana non è stata in grado di qualificarsi alla fase finale. L’ulteriore aggravante, quasi un paradosso, per i ragazzi di Roberto Mancini è quella di essere Campioni d’Europa in carica. Al netto dell’aspetto sportivo, questa edizione dei Campionati del Mondo è già particolarmente discussa addirittura prima di iniziare: il regime Qatariota, i morti per costruire gli Stadi, i diritti che non ci sono (soprattutto per le donne), il divieto di consumare alcolici ecc.

In queste settimane, la stampa sportiva del nostro Paese si è lasciata andare ad una serie di invettive contro la FIFA parlando e scrivendo di “Marchettone indecente”, di “Business che vince sui sentimenti” o di “Passione uccisa dalla potenza economica degli sceicchi”.

Quanta indignazione, fiumi di inchiostro che avevano l’obiettivo di fomentare l’opinione pubblica asserendo : “Quello che vedrete al Mondiale non è il nostro calcio, per noi il calcio è soltanto della gente.”

Bene, bisognerebbe capire a quale “gente ” ci si riferisce.

Perché passati quei due minuti di legittima indignazione, poi ci fermiamo a riflettere e ci chiediamo: ma che cos’è diventato oggi il Calcio in Italia?

Non siamo per caso noi quelli che giocano da decenni le finali di Supercoppa all’Estero per una questione di soldi?

Non è stato il Calcio Italiano ad umiliare la Passione dei tifosi calendarizzando le partite durante la settimana ad orari indicibili perché altrimenti saltavano i proventi dei diritti televisivi?

Non è la Serie A quella dei Settori Ospiti a 50 euro e delle trasferte vietate?

Le risposte a tutti questi interrogativi le conosciamo fin troppo bene.

Per questa ragione, gli unici che hanno il Diritto di indignarsi sono quelli che ogni Santa Domenica, nonostante tutto, buttano soldi mettendo da parte affetti e famiglie per ritrovarsi su quei gradoni a difendere i colori di cui sono innamorati.

Loro possono dire “Il Calcio è della gente”, di certo non può affermarlo un Sistema che ha da tempo venduto l’anima per un dollaro in più.

Buon Mondiale a tutti.

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