Lavoro e Salute

Indotto ENI: Ass. Bene Comune a sostegno della mobilitazione


La mobilitazione decisa da Cgil e Uil, con un primo pacchetto di quattro ore di sciopero giovedì prossimo, dimostra che per i lavoratori dell’indotto Eni non è cambiato nulla nonostante impegni, azioni ed iniziative che si susseguono da anni. A sostenerlo è l’Associazione Bene Comune Viggiano, in una nota a firma del presidente Vittorio Prinzi, sottolineando che l’Associazione, in continuità con il proprio impegno, segue con attenzione questa nuova fase di vertenza che – precisa la nota – chiama in causa non solo Eni e Confindustria ma anche la Regione.

In particolare, il richiamo sindacale per quello che è definito “l’assordante silenzio della Regione” – a parere dell’Associazione – non può passare inosservato.

E’ intollerabile che impegni assunti, con avallo istituzionale, attraverso il Protocollo di sito del 2012 e il Protocollo del 6 Agosto 2014, non siano rispettati tanto più su tematiche importantissime quali la sicurezza dei lavoratori, le misure di sorveglianza sanitarie, il salario.

Proprio oggi – dichiara Prinzi – l’ad Eni Descalzi annuncia nuovi programmi di investimento per l’ampliamento della presenza Eni in Norvegia con interventi per migliorare la tecnologia e le condizioni di lavoro degli addetti. Da noi invece continua ad accadere che ad ogni cambio di appalto i lavoratori sono in forte apprensione per il rischio di perdere il lavoro e comunque di operare in condizioni sempre difficili. Sosteniamo pertanto la nuova sollecitazione di sindacati e lavoratori per la ripresa del confronto sulle stesse basi che Eni intende realizzare in Norvegia. Sicurezza sul posto di lavoro, salvaguardia della salute di lavoratori e cittadini, salari “europei” – conclude Prinzi – non possono valere solo in Norvegia e non in Val d’Agri.

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