Politica

Indagine di Confindustria sulle ricadute dell’emergenza sanitaria sulle imprese lucane, Bardi: “in Basilicata tessuto imprenditoriale sano”

“Gli imprenditori lucani hanno pagato a caro prezzo il costo della pandemia, che soprattutto in alcuni settori si è aggiunto ad una crisi già molto presente. Ma hanno saputo affrontare con coraggio le vecchie e le nuove difficoltà, si sono rimboccati le maniche e sono pronti ad agganciare il treno della ripresa, mostrando tutta la tenacia e la capacità di reagire alle difficoltà che sono proprie di un tessuto imprenditoriale sano.

Credo si possa riassumere così il senso dell’interessante indagine che Confindustria Basilicata ha promosso nelle settimane scorse per rilevare le ricadute dell’emergenza sanitaria sull’economia e le aspettative delle imprese in termini di ripresa e di ripartenza.

Una indagine importante, che conferma i dati già emersi da altre autorevoli analisi condotte nei mesi scorsi e contiene una serie di indicazioni molto utili anche per la complessa attività di programmazione che come governo regionale stiamo cercando di costruire.

Del resto nei mesi scorsi, come si ricorderà, ero stato io stesso a sollecitare le forze sociali e imprenditoriali, e i rappresentanti degli enti locali, a contribuire con idee e proposte alla definizione del Piano strategico regionale. La vostra iniziativa va certamente in questa direzione.

Nonostante l’emergenza sanitaria abbia in qualche modo ritardato e complicato l’attività di programmazione regionale, la definizione di questo documento resta un impegno fondamentale dell’amministrazione regionale. Un impegno che speriamo di poter portare a termine in tempi brevi, attraverso un percorso partecipato e condiviso, per dare alla Basilicata un fondamentale strumento di programmazione dello sviluppo economico regionale: un Piano strategico che punti ad accrescere i vantaggi localizzativi nelle nostre aree industriali, a promuovere lo sviluppo sostenibile, a tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini, oltre che a valorizzare la cultura, il turismo e le tipicità.

La pandemia ha certamente reso più evidente una tendenza che si è manifestata con forza nell’ultimo decennio: guardando ai dati macroeconomici, la Basilicata risulta particolarmente esposta agli effetti della congiuntura economica internazionale, in quanto pesano in maniera significativa sul Pil regionale i dati della produzione automobilistica e delle estrazioni petrolifere. Non secondario, inoltre, è il tema del costo delle materie prime, sollevato di recente anche qui in Basilicata dagli imprenditori del mobile imbottito, che rimanda a considerazioni di carattere generale sulle gigantesche ristrutturazioni dei mercati in atto anche a seguito dell’emergenza sanitaria.

Come la vostra indagine conferma, inoltre, la pandemia ha colpito anche settori non in declino ma in fase espansiva, come il turismo e l’industria creativa e culturale, ed ha inferto un colpo gravissimo al manifatturiero e al settore automobilistico. Difficoltà sono emerse nei settori del commercio, dei trasporti e dell’edilizia.

E soprattutto la crisi ha acuito vecchie problematiche in un tessuto economico che registra un crescente calo della popolazione nei Comuni delle aree interne e montane.

Combattere lo spopolamento e ridare una prospettiva ai piccoli Comuni delle aree interne, assicurando la fruizione di fondamentali diritti di cittadinanza quali l’istruzione, i trasporti e la sanità (per citare quelli principali) non è altra cosa dal sostenere la ripresa dell’economia. I due elementi – il tessuto imprenditoriale, con un reticolo di piccole e piccolissime imprese che rischiano di pagare il prezzo più alto della crisi, da un lato; e il destino dei piccoli Comuni, dove è sempre più difficile trovare attività economiche e servizi, dall’altro – devono essere affrontati insieme, con un’unica strategia di sviluppo che punti al potenziamento dei servizi pubblici, delle infrastrutture, della digitalizzazione.

Sappiamo che la pubblica amministrazione deve migliorare le proprie performances, il che significa maggiore ascolto, procedure più rapide e tempi certi per il rilascio di certificazioni e per la definizione dei procedimenti, informatizzazione. Questo problema riguarda la Regione, come gli stessi imprenditori intervistati nella vostra indagine sottolineano, ma anche altri comparti dello Stato e gli stessi Enti locali.

Lo stesso Piano nazionale di ripresa e resilienza, sul quale tutti noi puntiamo per far ripartire l’Italia, deve essere attuato in un clima di rinnovata e leale collaborazione fra le istituzioni, le parti imprenditoriali e sociali, il mondo associativo, con la pubblica amministrazione chiamata a dare una prova di efficienza e di maturità.

Con i progetti candidati al finanziamento del PNRR è possibile rafforzare le infrastrutture fisiche e digitali della Basilicata, per offrire nuove opportunità alle imprese lucane, valorizzare le vocazioni delle diverse aree della regione, tradurre in atti di programmazione la “Transizione energetica” che lungi dall’apparire come una mera affermazione di principio deve sostanziarsi in una concreta prospettiva di sviluppo sostenibile.

In questo senso va anche la candidatura che abbiamo avanzato della Basilicata come sede del Centro nazionale di Alta tecnologia “Ambiente ed Energia”, uno dei sette centri sulle tecnologie emergenti individuati nel PNRR, come pure le interessanti proposte della “valle dell’idrogeno appulo – lucana” e del progetto “Gigafactory” avanzate recentemente da Confindustria di Basilicata e Puglia.

Alla luce degli effetti dell’emergenza covid – 19 non dobbiamo inoltre dimenticare che sono indispensabili politiche ed investimenti pubblici nel campo della sanità e dell’istruzione per restituire speranza alla comunità regionale. La imminente attivazione della facoltà di medicina in Basilicata, un investimento che abbiamo fortemente voluto e che siamo impegnati a finanziare per i prossimi anni, rappresenta un ulteriore tassello per il rafforzamento dell’Unibas e dello stesso Servizio sanitario regionale.

In queste ore sentiamo finalmente previsioni positive a breve termine per l’occupazione in Basilicata. Mi auguro che queste previsioni, in parte presenti anche nell’indagine di Confindustria, vengano confermate dai fatti e possano contrassegnare l’avvio di una fase di robusta ripresa dell’economia regionale.

Nell’anno che ci lasciamo alle spalle, come governo regionale, abbiamo profuso il massimo impegno per integrare, a volte anticipandoli, gli interventi statali di sostegno all’economia nella fase di emergenza, e soprattutto di aiutare le fasce più fragili della società regionale.

Oggi, tutti insieme, istituzioni, mondo del lavoro e dell’impresa, possiamo veramente gettare le basi per il futuro. Noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità e ad assumere gli impegni che ci chiedete in particolare in tema di infrastrutture, costi energetici e programmazione. Siamo certi che il mondo delle imprese non farà mancare la propria collaborazione, così come saremo vigili e attenti affinché le scelte del Governo nazionale siano sempre più orientate a ripensare una seria politica di investimenti e di opere pubbliche per il Sud e per l’Italia”.

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