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Incidente sul lavoro in un pozzo a Grumento Nova. I due operai coinvolti stanno bene

Ieri sera intorno ad un pozzo petrolifero dell’ENI in territorio di Grumento Nova, due operai sono rimasti coinvolti in un incidente. Uno di loro è stato ricoverato all’ospedale di Villa d’Agri ed ha lasciato, questa mattina, il nosocomio della Val d’Agri.

I due operai sono dipendenti di una società dell’indotto ENI in Val d’Agri. Ieri intorno alle 22:00 stavano facendo manutenzione presso i Pozzi Monte Alpi 6-7-8 in territorio di Grumento Nova. Durante le operazioni un tubo di gomma si è forato e una parte del liquido è schizzato all’esterno colpendo i due operai. I colleghi hanno subito chiamato il 118 per far intervenire un’ambulanza.

“Abbiamo attivato subito tutte le procedure di sicurezza” dice ENI e i lavoratori utilizzavano i dispositivi di protezione.

I sindacati chiedono più attenzione in merito vista anche la testimonianza di 3 lavoratori al processo “Petrolgate”, che si sta svolgendo a Potenza, su tre incidenti nel 2014.

E se non ci fosse stato l’Ospedale di Villa d’Agri nella sua funzionalità di servizi essenziali? Proprio due settimane fa i Sindaci di Viggiano e Grumento Nova hanno chiesto a gran voce di potenziare l’ospedale di Villa d’Agri.

Sulla questione Ospedale di Villa d’Agri/zona estrattiva si è espresso anche il portavoce CSAIL Filippo Massato. La domanda: se non ci fosse stato l’Ospedale di Villa d’Agri nella sua funzionalità di servizi essenziali? Dopo l’incidente sul lavoro a Grumento Nova subito da due dipendenti di impresa appaltatrice Eni, dovrebbe essere rivolta prima di tutto alla Giunta Regionale e all’Asp. Il nuovo incidente che ha coinvolto lavoratori del comprensorio petrolifero è la dimostrazione che la struttura ospedaliera di Villa d’Agri va potenziata e non certo limitata in reparti e prestazioni. E’ sufficiente pensare solo a cosa sarebbe accaduto se i due operai avessero trovato un semplice poliambulatorio come si intende fare. La contemporaneità delle notizie che arrivano dal Palazzo di Giustizia di Potenza con le testimonianze al processo “Petrolgate” di lavoratori  che nel 2014 accusarono un malore all’interno del Cova di Viggiano rilancia la pericolosità dell’impianto specie per chi ci lavora e le funzioni e i compiti a cui deve assolvere il presidio ospedaliero della valle principalmente per le ricadute sulla salute e l’ambiente derivanti dalle attività petrolifere. Accade invece che, nonostante gli impegni ribaditi periodicamente dalla Franconi oggi nella duplice veste di Assessore alla Salute e presidente facente funzioni, non si segnalano passi in avanti significativi in direzione del potenziamento di personale, strumenti, unità operative dell’ospedale. Quello che dovrebbe essere il primo presidio di emergenza sanitaria in grado di intervenire in ogni caso di incidente o calamità continua ad essere svuotato con l’unica novità della nuova indagine epimediologica che comunque richiede un paio di anni.  Per noi l’ospedale di Villa d’Agri deve rappresentare la prima risposta diretta ai problemi di salute dei valligiani, decisamente amplificati da pozzi e Cova, attraverso una struttura multidisciplinare di pronta emergenza. Per questo continueremo la battaglia fino a quando da Palazzo Verrastro non verrà atti concreti e rassicuranti.

Giulia Giarletta

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